Home Attualità “Reset” centrodestra, Salvini: «Se qualcuno strizza l’occhio al centrosinistra, tanti saluti».
“Reset” centrodestra, Salvini: «Se qualcuno strizza l’occhio al centrosinistra, tanti saluti».

“Reset” centrodestra, Salvini: «Se qualcuno strizza l’occhio al centrosinistra, tanti saluti».

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Nazionale, 30 gennaio 2022 –  Torna Sergio Mattarella : ma niente è più come prima. Sul terreno della politica si contano “morti” e “feriti” in ogni partito o coalizione. Clamorosa l’incapacità per molti leader di tenere a bada le “tribù” del proprio partito, anche questo, tra gli altri, un elemento di difficoltà a far convergere tutti su un nome.  Mario Draghi ha fallito la corsa al Quirinale, Silvio Berlusconi ha visto frantumarsi il sogno di salire al Colle. Ma, ora, giocano un po’ tutti a carte scoperte, perché la partita del Colle ha svelato il gioco di tutti. La coalizione di centrodestra si è rivelata meno cementata di quanto si potesse pensare. A ipotecare un po’ il corso degli eventi è  stato forse anche quell’errore tattico di convincersi e convincere di avere i numeri per eleggere il Presidente della Repubblica, quando sulla carta i numeri non c’erano e, soprattutto, non c’era ancora, come ha poi rivelato il corso degli eventi, un accordo che poteva far presumere di averli. Le aspettative troppo alte create da Matteo Salvini sull’elettorato di centrodestra hanno preparato la strada allo show di Giorgia Meloni che non ha sbagliato una mossa, sparando ogni cartuccia e facendo centro ogni volta che un bersaglio mobile, cioè gli errori degli altri alleati, le passava davanti. Nell’area del centrodestra, al momento esce rafforzata solo lei, ma potrebbe rivelarsi un rimbalzo di borsa, quando il mercato crolla: cioè destinato a durare poco tempo, soprattuto se, come pare altamente possibile, il governo tirerà avanti fino alla primavera del 2023. In questo lasso di tempo Salvini non può più sbagliare, se la Lega vuole mantenere il primato all’interno della coalizione, deve tornare a fare politica e non il galleggiante di un governo tecnico. Oggi, però, all’indomani dell’elezione del Capo dello Stato, il centrodestra conta le macerie. E questo, visto che almeno in Parlamento non si vota domani, non è detto che sia un danno. Per costruire, bisogna prima distruggere, e in questo caso l’elezione di Sergio Mattarella ha svolto già il lavoro più duro:  picconare la coalizione alla ricerca delle pietre angolari del perimetro di centrodestra, sul quale ritirare su una nuova realtà. «Nel centrodestra bisogna capire chi c’è e chi non c’è – ha detto Matteo Salvini ieri sera a Quarta Repubblica – Per chi c’è allarghiamo le porte di casa, altrimenti tanti saluti. Non siamo una caserma, ognuno può fare quello che vuole», dice, lasciando intendere, però, che d’ora in poi, se si sta all’interno della coalizione, ci si sta veramente. Salvini è più chiaro: «Se qualcuno preferisce tornare al passato e strizza l’occhio alla sinistra, bisogna fare una riflessione». Nell’imminente futuro, dunque, secondo quanto dichiarato da Salvini ieri sera, per il centrodestra potrebbe arrivare un’operazione “chiarezza” o si ricompattano le file, veramente, o si andrà verso il rompete le righe. «Proporrò un salto in avanti nel centrodestra – dice Salvini – nel centrodestra serve un rinnovamento. Vorrei vincere le prossime elezioni alla fine di questa pandemia, quando si voterà, con un centrodestra solido e leale, se qualcuno non ci sta tanti saluti».

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.