Viterbo, 10 febbraio 2022 – Di fiction a Viterbo ne hanno girate tante. Ma quella che promette di scalare la classifica degli ascolti e, soprattutto, dei colpi di scena, è certamente quella che si produrrà a Palazzo dei Priori, spesso suggestiva e autorevole location di sfondo per il cinema e la tv, ora autentica protagonista di quello che sarà un vero e proprio reality: le elezioni amministrative di maggio/giugno, con le vicende dei vari attori in campo. Dalla destra alla sinistra, la trama appare ancora parecchio intricata, e lascia quasi pensare che essa venga scritta giorno per giorno. Insomma un copione già bello e fatto, non ci sarebbe. Così sostiene Giulio Marini: «Che Forza Italia vada con il centrosinistra è semplicemente una boutade. Una ricostruzione fantasiosa, a dirla tutta, anche faziosa», è l’affondo dell’ex capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia. Si sa che le fiction più avvincenti sono quelle dal finale non scontato. E qui, di
scontato, pare esserci molto poco. Dai nomi alle alleanze, ancora tutto può succedere nel quadro di un contesto politico nazionale in frenetica ebollizione. Se qualcosa di scontato c’è stato, tuttavia, con il senno del poi, pare essere proprio il capitombolo di Giovanni Arena. Nei corridoi di Palazzo dei Priori la trama che Arena non sarebbe arrivato a fine mandato, era la più gettonata dai bookmakers. Ma che il sindaco azzurro fosse caduto addirittura un anno e mezzo prima, forse non tutti lo avrebbero previsto. Sicuramente non Forza Italia, quella stessa compagine che governa Palazzo Gentili con il Partito Democratico, e che pareva non aspettarsi che la “scappatella” politica in Provincia, potesse determinare il game over a Palazzo dei Priori. Con il treno del Recovery Plan lanciato a piena velocità che sta portando vagonate di soldi anche a Viterbo, chi avrebbe pensato di staccare la spina in maggioranza? «Qualcuno molto furbo, o molto ingenuo», dice Marini, lasciando trasparire partite politiche ben più ampie di quella comunale. Ad oggi, comunque, la coalizione di Giovanni Arena non c’è più: di fronte c’è una strada tutta da riscrivere, sotto un orizzonte che, secondo Marini, non è cambiato. «Forza Italia è un partito di centrodestra, alternativo alla sinistra», prosegue «semmai ora bisogna capire come ricostruire questo centrodestra». Quindi, secondo Marini, Forza Italia guarda ancora nel perimetro di Lega e Fratelli d’Italia, ma: «Siamo aperti al dialogo – dice Marini – è chiaro però che se questo dialogo dall’altra parte non ci sarà, dovremo valutare le strade percorribili». Il punto ora è: su quali basi si potrebbe ricostruire qualcosa che è andato in frantumi solo
qualche mese fa? E soprattutto come convincere i cittadini che stavolta il centrodestra sarà all’altezza della sfida di governare senza brutte sorprese? Un quesito che si pone anche al centrosinistra, anch’esso già al governo della città prima di Arena con il sindaco Michelini, già bocciato dagli elettori, con le stesse trame di contrasti interni, spaccature, correnti, rapporti personali distrutti. Insomma, niente di nuovo sotto l’orizzonte. E poiché i tempi moderni stanno dimostrando che il potere logora chi ce l’ha, indipendentemente dalla maglietta politica che indossa, forse aveva ragione Marini nel 2013: “Per cambiare, non cambiare”. All’epoca lo slogan della sua ricandidatura a sindaco non portò fortuna, Marini perse le elezioni per il secondo mandato. Ma oggi, di fronte alla crisi della politica sia a destra, sia a sinistra, quello slogan si accende di una luce diversa.