Riqualificazione artistica delle fontane, Eichberg: «È anche un problema civico».
Viterbo, 31 maggio 2022 – Intervenire sulla parte idrica, ma anche, con la stessa importanza e urgenza, su quella artistica, su quel piano, cioè, che caratterizza e distingue una fontana da un’altra. Questo è ciò che serve per impedire che questo patrimonio cittadino si dissolva nel nulla. Ogni fontana, pur riportando simboli a volte uguali, come la testa di leone, gli stemmi, rappresenta una cosa unica. Il complesso figurativo, il modo in cui è articolato,
è specifico per ogni fontana, e spesso, nella scelta e nella composizione dei simboli, si nasconde anche la firma del suo autore, o di un suo stile caratteristico. La parte artistica delle fontane, quindi, non è per niente secondaria. Essa è un contributo di impareggiabile bellezza alla città, un carattere distintivo, e dunque identitario, ma anche uno scrigno di storia, anche di quelle che restano sconosciute, proprio perché non raccontate esplicitamente, ma intuibili solo dalla lettura di ciò che è stato scolpito su di essa. Basti pensare alle miriadi di simboli, alcuni dei veti e propri enigmi, della fontana di piazza Fontana Grande. Tutto ciò però sta scomparendo per sempre. La fisionomia di peperino delle fontane si sta sbriciolando sotto le raffiche degli anni che passano e sotto i colpi del degrado, della cattiva o assente manutenzione. Con essi, quel mondo raccontato dal complesso delle figure riportate sulle fontane, se ne sta andando per sempre. Chi comprende tutto ciò, sa che è una perdita che l’uomo moderno non si può permettere. Che la bellezza delle fontane, con il degrado che le sta devastando, venga barbaramente soppiantata, nell’indifferenza generale, dal brutto, è solo l’ultimo, pur se inaccettabile, dei problemi, rispetto al significato profondo di quello che stiamo perdendo per sempre. Quinta Epoca ha lanciato da qualche giorno il tema della riqualificazione artistica delle fontane viterbesi, che non può prescindere da quella idrica, sul quale attendiamo le risposte dei candidati sindaco. Perché le dichiarazioni di amore alla città sono sempre ben accolte, ma se non sono seguite dai fatti concreti, rischiano pericolosamente di assomigliare alle promesse dei marinai e ai loro amori proverbialmente itineranti. Per dirla spicciola, a dire ti amo si fa presto, ma l’amore bisogna dimostrarlo, altrimenti è una presa in giro. Vale nel privato così come nella politica quando ti amo lo si dice alla propria città. In attesa di conoscere le posizioni dei vari candidati sindaco al riguardo, ci sono le dichiarazioni della sovrintendente Margherita Eichberg: «Le fontane – dice – sono anche un problema civico. Il Comune dovrebbe prendersele in carico. Soprattutto quelle ridotte più male. Anche se, diciamolo, sono messe tutte un po’ malino». Riguardo all’intervento della Sovrintendenza, Eichberg specifica: «Noi in genere diamo il nostro parere. Abbiamo anche una restauratrice in organico che può dare consigli». Definisce poi “singolare” il caso di una città, come Viterbo, in cui le auto arrivano un po’ dappertutto, anche sulle fontane.