Home Cronaca Poggino, rotatoria e Sinfonia d’Archi nel degrado. Segnalazione al Comune caduta nel vuoto.

Poggino, rotatoria e Sinfonia d’Archi nel degrado. Segnalazione al Comune caduta nel vuoto.

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Viterbo, 10 febbraio 2023 – Mentre a Palazzo dei Priori viene votata all’unanimità la delibera di indirizzo che avvia l’iter per la candidatura di Viterbo a Capitale Europea della Cultura, a pochi metri, al Poggino, un pezzo di Sinfonia d’Archi collocato sulla rotatoria va in rovina, giorno dopo giorno, nella più totale indifferenza e nel più assoluto abbandono, si sgretola, mentre l’erba cresce e lo divora.

Non solo. Il tappeto di vegetazione impedisce di vedere due tombini creando una situazione di potenziale pericolo, poiché uno è scoperto e l’altro con un coperchio che si alza quando qualcuno ci mette un piede sopra.

Tutto ciò mentre il megafono di Palazzo dei Priori annuncia i contratti di sponsorizzazione delle aree verdi e delle rotatorie, idea, peraltro, della precedente amministrazione Arena che a ottobre 2021 approvò all’unanimità in consiglio comunale il regolamento presentato dal consigliere Andrea Micci, che oggi permette questa forma di manutenzione del verde cittadino. La rotatoria del Poggino che ospita un pezzo di Sinfonia d’Archi è una situazione di indecoroso abbandono che aggiunge un tassello di degrado all’area già critica della zona industriale, anch’essa da sempre al centro dei proclami politici che ne assicurano la riqualificazione. Situazione che l’ideatore della macchina, Angelo Russo, aveva già segnalato all’Amministrazione Frontini a luglio 2022, senza ottenere risposta, secondo quanto riferisce lui stesso, che poi inoltrò stessa segnalazione alla consigliera Maria Rita de Alexandris che, sempre secondo quanto racconta lo stesso Angelo Russo, la girò agli uffici, ma lì rimase, se ancora oggi, a distanza di circa sette mesi tutto è restato come è: degrado e abbandono.

«L’idea di installare un pezzo di Sinfonia d’Archi sulla rotatoria del Poggino fu di una delle vecchie amministrazioni (sindaco Giulio Marini) – racconta Angelo Russo – In questa zona il costruttore Battaglioni aveva la sua officina e proprio qui fu realizzato il traliccio in una mattina di agosto con tutti i facchini schierati facemmo la prova di portata proprio qui, per questo anni dopo il pezzo della macchina fu installato proprio su questa rotatoria».

Sembrava l’inizio di una bella storia per le macchine di Santa Rosa che ad oggi ancora non hanno un museo dove poterle ammirare assemblate. Purtroppo, però, questa non ha un lieto fine. Non almeno fino ad oggi. Il pezzo di Sinfonia d’Archi fu dimenticato, inerme di fronte alla furia degli elementi che giorno dopo giorno lo hanno progressivamente rovinato, mentre la natura ha iniziato a divorarlo con l’erba alta messa in pausa solo dalla stagione invernale, ma pronta, con la primavera a dare l’assalto a una delle poche testimonianze visibili in città della maggiore tradizione cittadina. Uno spettacolo che ha smosso il suo ideatore, che con l’arrivo dell’Amministrazione Frontini, sperando, forse in un cambio di passo, ha inviato immediatamente una segnalazione: «A luglio inviai una pec al sindaco per informarla del degrado artistico, storico, culturale  del pezzo della macchina. Lo feci in modo molto garbato, perché non volevo assolutamente fare polemica, ma non ho ricevuto alcuna risposta», dice Russo che mette anche in evidenza l’idea di «qualche mente illuminata di posizionare piccoli pini davanti al pezzo di Sinfonia d’Archi che con il tempo sono cresciuti coprendo la visuale anteriore della porzione di macchina. Essendo una scultura in polistirolo ricoperta di resina – prosegue Russo –  può sopravvivere alle intemperie, ma necessita ogni 4-5 anni di manutenzione, ovviamente mai fatta. L’erba alta copre anche una parte della base», spiega Russo che nella lettera rivolta alla sindaca Frontini scrive: «Chiedo, nello spirito di collaborazione e amore per la città, oltre che per la mia creazione, di rimediare a tale scempio oppure, se non se ne ravvede la necessità, di togliere la struttura anche se sarebbe un passo indietro rispetto all’idea di promuovere, anche solo con una porzione della machina, la nostra più significativa tradizione», dice Russo che assicura anche di non aver ricevuto alcuna risposta dal Comune alla sua pec. Così: «ho mandato una nota anche a due assessori», ma anche qui, Russo non avrebbe ottenuto nulla. Si rivolge, quindi, alla «consigliera Maria Rita de Alexandris», alla quale Russo manda un’altra mail: «mi assicurò che l’aveva passata agli uffici», spiega ancora. Per capire che fine ha fatto la segnalazione, basterà andare al Poggino, la rotatoria è ancora lì con l’erba alta e il pezzo di Sinfonia d’Archi che si sgretola giorno dopo giorno, oggi come ieri e, forse, anche domani.

 

Tiziana Mancinelli

redazione@quintaepoca.it

*** Già nel 2017 Quinta Epoca si era occupata dell’esposizione di un pezzo di Sinfonia d’Archi sulla rotatoria del Poggino, come inizio di un percorso di valorizzazione della tradizione del Trasporto. (leggi qui)

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.