Home Attualità Ex ospedale, il ripristino della facciata concordato con la Sovrintendenza.
Ex ospedale, il ripristino della facciata concordato con la Sovrintendenza.

Ex ospedale, il ripristino della facciata concordato con la Sovrintendenza.

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Viterbo, 14 agosto 2025 – La seconda tinteggiatura della facciata dell’ex Ospedale Grande degli Infermi, che delimita il corridoio di collegamento tra Piazza San Lorenzo e l’ascensore che conduce al parcheggio di Valle Faul, sarebbe stata concordata e validata dalla Sovrintendenza nell’ambito del “ripristino dei luoghi” seguìto alla pittura effettuata da un privato cittadino nel dicembre 2024, di sua spontanea iniziativa e, da quanto emerso all’epoca, senza autorizzazioni. Si apprende da autorevoli fonti della Pisana.

Ripristino dei luoghi: colore concordato e validato dalla Sovrintendenza, secondo autorevoli fonti della Pisana.

Era stato Giulio della Rocca a rivendicare gli interventi eseguiti sulla facciata, ora ricoperti da questa seconda pittura, “autoconfessandosi” l’autore delle opere eseguite, su un immobile di terzi, in questo caso della Regione Lazio. Da qui l’iter che ha portato, innazitutto, al ripristino dei luoghi. “Abbiamo pitturato con il colore  esistente la parete – aveva detto Giulio della Rocca all’epoca -. Le orribili e pericolose finestre con pezzi di vetro e  tufi in vista, sono state coperte da opere d’arte che rappresentano la Tuscia. È una ferita al mio ed al cuore di tutti i cittadini che non approvano il brutto. Sono anni che cerco di fare qualcosa”. Oggi arriva il ripristino che, sempre secondo fonti accreditate, sarebbe stato validato dalla Sovrintendenza con la quale sarebbe stato stabilito anche il colore. Poiché, però, quello che c’era prima era una facciata segnata da macchie, scolorimenti, distaccamenti di muro, questo è quello che è stato ripristinato, restituendo a tutta la parete una uniformità su tutta la superficie.  L’aspetto, però, essendo appunto quello di un edificio “vecchio” e fatiscente, ha scatenato una ridda di polemiche sul web, circa l’utilità di eseguire un intervento per riprodurre il degrado, anziché cancellarlo. Per fare questo, però, bisognerà attendere la riqualificazione del complesso dell’ex ospedale che è oramai alle porte.

Oltre alla tinteggiatura, apposta una rete a protezione del tetto, chiuse le finestre con rete e plexiglass, al via la pulizia e la sanificazione dei locali interni.

Insieme alla tinteggiatura, infatti, sarebbero state eseguite altre operazioni, seppur meno vistose e dunque meno soggette a clamore, che preludono alla partenza del colossale cantiere che farà rivivere il maestoso complesso di grande portata anche storica, come quello che ospitava l’ex ospedale tra ponte del duomo e piazza San Lorenzo. Sarebbe stata apposta, quindi, una rete sul tetto per prevenire eventuali situazioni critiche riguardo anche allo stato delle tegole. Al via anche la pulizia e la sanificazione dei locali interni,  la chiusura delle finestre da cui entravano animali e sporcizia con rete e plexiglass.

Sarà apposto un cartello recante tutti i dettagli dell’imminente cantiere.

Operazioni preliminari che prima di Santa Rosa dovrebbero portare anche all’installazione di un cartello recante tutti i dettagli: lavori, importo, (circa 40 milioni di euro messi a terra da Ministero della Cultura e Regione Lazio) tipologia dell’opera finalizzata alla realizzazione di un borgo della cultura. Insomma la facciata dell’ex ospedale è destinata a restare ancora per molto sotto i riflettori.

Tiziana Mancinelli.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.