Home Attualità Piazza del Plebiscito: chiude ottica Burla, si allarga il Bar Centrale.
Piazza del Plebiscito: chiude ottica Burla, si allarga il Bar Centrale.

Piazza del Plebiscito: chiude ottica Burla, si allarga il Bar Centrale.

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Viterbo, 25 agosto 2025 – L’Ottica Burla se ne va da Piazza del Plebiscito. Gli spazi lasciati liberi, saranno presi dal bar Centrale a fianco, situato al piano terra dello stesso Palazzo del Podestà, per allargarsi. A raccontarlo è lo stesso titolare dell’Ottica Burla:”Il 20 settembre chiudo ufficialmente al pubblico e dal  primo gennaio dell’anno nuovo arriverà il bar”.  Il 2026 sarà dunque un anno carico  di novità, con il bar Centrale più grande, che potrebbe avere anche uno spazio esterno maggiore, acquisendo anche quello davanti al negozio Burla.  L’ arrivo , però, del regolamento sui dehors, potrebbe dichiarare non più idonei parapetti in legno e metallo del bar, lasciando solo  gli ombrelloni che non riescono a proteggere chi decidesse di consumare al talvolo all’aperto nei mesi invernali. Una soluzione potrebbe essere appunto quella di avere maggiori spazi interni. L’ottica, invece, lascia le mura: “Qui dove sono ora – dice il titolare – perdo almeno il 30% del fatturato a causa di tutte le limitazioni che il centro comporta”, sottolinea, “ tra cui, il non far parcheggiare le macchine. A questo aggiungiamo che ci sono continue parate, militari, politiche, poi arrivano gli sbandieratori, il passaggio dei facchini. Insomma, se faccio un conto, sono tanti i giorni durante l’anno, in cui devo dire ai miei clienti di andare a parcheggiare lontano oppure che non possono entrare”. Ma la spinta decisiva a tirare giù la saracinesca, gliel’ha data “la minaccia che prima o poi chiuderanno il centro storico. C’è chi dice che così ci sarà più gente, io credo, invece, che attività come la mia  funzionino meno con il centro chiuso, quindi me ne vado. Ho scelto una zona dove c’è il parcheggio. Non so se il mio ragionamento è corretto o sbagliato, ma ho fatto la mia scelta”, spiega. “Sicuramente i bar e i ristoranti avranno vantaggi dal centro chiuso, ma non la mia attività. Molti clienti passano al volo, non possono andare a parcheggiare al Sacrario, pagando 1,50 euro per venire a comprare qualcosa che magari costa un euro”, osserva. C’è stato, poi, il problema “cantiere”, siamo stati con le transenne di fronte al negozio per undici mesi, e nemmeno un ristoro economico dal comune di Viterbo”, fa notare, anche se riconosce “la disponibilità dell’assessore Floris che è stato molto presente in questo periodo”. “Nei prossimi mesi credo che chiuderanno altre tre attività a via Roma”,  annuncia, scoperchiando un po’ il “buco nero” del centro storico che è la crisi del Corso, rispetto ad altre zone, come quella verso Colle del Duomo e San Pellegrino, che per certi versi funzionano. “Siamo venuti (al Corso) un anno e mezzo fa, a gennaio 2024, per comprare un vestito da cerimonia di 18 anni”, dice un gruppo di Terni intento a comprare degli occhiali dall’ottico. “Avevamo trovato un centro storico molto movimentato e vivo, più di Terni, che appare più morto – commentano  –  Oggi, però, siamo tornati e abbiamo visto diversi negozi chiusi. Non ce lo aspettavamo”.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.