Centri storici, legge Lega su liberalizzazione sfrenata e degrado.
Viterbo, 10 settembre 2025 – In arrivo una legge con primo firmatario Riccardo Molinari della Lega per rimettere ordine alle aperture delle attività commerciali all’interno dei centri storici, dando ai Comuni il potere di decidere in merito ad autorizzare o meno l’arrivo di nuove realtà economiche nel caso in cui questo contrasti con la tutela dell’ambiente, del consumatore, della sicurezza e dell’ordine pubblico. L’obiettivo è mettere un argine alla liberalizzazione senza freni, come peraltro ha già fatto una legge sulla concorrenza del 2022, muovendo dall’assunto che “i centri storici di molte città italiane vedono minacciate le loro caratteristiche tradizionali, a causa del degrado e della trascuratezza in cui versano anche a seguito dei processi di liberalizzazioni economiche che hanno contribuito a creare una forte concorrenza, abbassando la qualità dei servizi commerciali e influendo negativamente sull’ambiente urbano”. La proposta di legge mira a “disciplinare il
regime autorizzatorio afferente l’esercizio delle attività commerciali ubicate in zone all’interno dei centri storici, a garanzia di alcuni obiettivi di interesse generale, quali la tutela dell’ambiente e dei consumatori, l’ordine pubblico, la sicurezza e l’incolumità pubblica, la sanità pubblica e la conservazione del patrimonio
nazionale storico, artistico e culturale”. Essa mira, dunque, “a sviluppare i centri storici, valorizzando la qualità e le tradizioni degli esercizi commerciali, per salvaguardare le realtà locali dal degrado”. L’articolo due, comma uno, della proposta di legge, dispone che i Comuni, “al fine di garantire una razionale gestione del territorio, nonché di promuovere l’attrattività del territorio stesso e col fine di valorizzare le zone aventi più marcata vocazione commerciale, sentite le organizzazioni delle imprese del commercio e dei consumatori, predispongono un elenco di zone all’interno del centro storico in cui sono soggetti a rilascio di un’autorizzazione da parte dello sportello unico per l’attività produttive, le seguenti attività: l’apertura; l’ampliamento di superficie; il mutamento di settore merceologico; il trasferimento di sede; il sub-ingresso degli esercizi commerciali”. La proposta di legge indica anche “i criteri di cui il Comune deve tener conto nel redigere l’elenco delle zone”, che riguardano, in particolare, le seguenti finalità: la salvaguardia della sostenibilità territoriale ambientale attraverso iniziative di riqualificazione del tessuto commerciale, ai fini di un maggiore rispetto delle caratteristiche del territorio; lo sviluppo del commercio tradizionale attraverso il rafforzamento e la diffusione degli esercizi di vicinato, ai fini di una maggiore tutela del consumatore; la tutela del consumatore attraverso la creazione di una rete del commercio orientata alla qualificazione dei consumi, alla trasparenza delle informazioni e alla sicurezza dei prodotti; sviluppo e valorizzazione di attività commerciali di particolare valore storico artistico artistico, quali testimonianze delle identità commerciali delle aree di antica formazione”. Che il complesso di norme possa rivelarsi utile anche al centro storico di Viterbo, ne è convinto il consigliere comunale Andrea Micci (Lega): “Credo che questa proposta di legge sia importante per i Comuni, perché dà loro uno strumento di gestione e pianificazione di un’area “sensibile” come quella dei centri storici, che in questi anni è stata “aggredita” da una serie di problematiche di difficile risoluzione che ne hanno provocato un lento e inarrestabile degrado”, afferma. “Con queste norme – prosegue – il Comune potrà regolare l’insediamento di nuove attività, in considerazione della vocazione di una determinata area, potrà perseguire un equilibrio complessivo generale, incidendo sulla sovrapposizione, la conflittualità o il sovraffollamento di esercizi commerciali in una zona, e contrastando la desertificazione in un’altra, potrà anche intervenire in merito all’apertura di attività che possano incidere negativamente sulla sicurezza urbana e il degrado”.