VIterbo, 4 marzo 2026 – Nonostante il Comune da oltre un anno stia predisponendo gabbie per la cattura e l’abbattimento dei cinghiali, gli ungolati passeggiano e gozzovigliano abitualmente nei pressi di via Genova. Ieri mattina un lungo tratto di marciapiede e pezzi di strada in via Treviso erano ricoperti da una distesa di rifiuti. Non è stata una sorpresa per i residenti. I cinghiali da queste parti non se ne sono mai andati. E, forse, proprio perché ci si è concentrati solo sul prelievo dei selvatici e il successivo abbattimento, che la problematica non è ancora stata risolta in via definitiva. Per quanti ungulati si possano catturare, c’è sempre la possibilità che un gruppo entri in città in cerca di cibo con il rischio di fare danni. Forse allora il problema richiede un approccio più ampio e articolato che agisca sui modelli di gestione dell’igiene urbana, ma anche sulle abitudini delle persone, evitando, ad esempio di lasciare cibo e spazzatura in giro, o gettare l’immondizia alla mattina e non alla sera, lasciandola tutta la notte in strada. “Finché non decidono di installare cassonetti chiusi e agganciati per impedirne il ribaltamento, la situazione resterà questa”, dice un residente. In realtà questa è stata la strada percorsa inizialmente dall’amministrazione Frontini, di cui, poi, non se ne è saputo più nulla, con i riflettori che si sono spostati sulla cattura. I numeri ufficiali ancora non ci sono, pare, però, che gli animali prelevati siano parecchi. Nonostante questo, tuttavia, in alcune zone, come dimostra il fatto accaduto ieri mattina, siamo al punto di partenza: “L’immondizia sparsa a terra resta così per giorni, perché nessuno la raccoglie”, prosegue il residente. Sul fatto che siano stati i cinghiali e non qualche vandalo a cospargere in terra i rifiuti dei bidoni, sembrano esserci pochi dubbi: “Sono passato ieri sera per andare a casa e verso e 19:30 – racconta – e ho visto due esemplari molto grandi e alcuni piccoli che rovistavano proprio in quel tratto. Per loro è una cosa talmente abituale che pure quando passano a pulire in terra rimane sempre uno strato appiccicoso di sudicio. Sono sempre lì, perché sanno che trovano cibo”, dichiara il residente. L’assessore competente Patrizia Notaristefano assicura che il piano catture sta dando buoni frutti: “Dal momento in cui è stata incaricata la ditta – spiega – la stessa ha provveduto di prassi a posizionare le telecamere notturne per evidenziare il passaggio o la sosta degli ungulati e in alcuni terreni come il CUS e Villa Lante le registrazioni non hanno evidenziato la loro presenza.Ci sono stati tempi tecnici per l’acquisizione delle autorizzazioni per l’installazione delle gabbie su terreni di competenza di altri enti o semplicemente di privati. Tali indagini ci hanno permesso di posizionare delle gabbie di cattura laddove gli animali sono risultati presenti”. L’iter, in alcuni casi, come appunto, nella zona dell’Arcionello e via Genova, si sarebbe allungato. Certo è che non si può pensare a un uso illimitato nel tempo delle gabbie. Considerare, dunque, anche altre soluzioni, come, appunto la disposizione di cassonetti chiusi e antiribaltamento, soprattutto in certe zone, è già un imperativo.