Prato Giardino: in arrivo dalla Francia i platani che “resusciteranno” l’originario anello centrale del piazzale dei Concerti
In arrivo a Prato Giardino i platani che andranno a ricostituire l’anello centrale e più antico dell’impianto del parco. Lo ha annunciato l’assessore al verde pubblico del comune di Viterbo, Raffaela Saraconi, ed è stato ricordato ieri dall’architetto Tullio nell’ennesimo incontro con la cittadinanza.
“Sono cloni di platani in arrivo dalla Francia, che non si ammalano di cancro”, ha detto Tullio, “l’ultimo stock che è stato possibile rinvenire sul mercato”. Un “spedizione” speciale, dunque, considerando anche che saranno queste piante a riportare nel presente un tratto caratteristico del volto originario del passato del parco: l’anello centrale dei platani. L’intervento desta tanto più scalpore se si pensa che esso arriva a 160 anni da quando i viterbesi si autofinanziarono per piantare degli alberi nel parco. Sembra un segno del destino. Certo è che il progetto dell’architetto Tullio ha permesso di recuperare tutte quelle informazioni che permettono oggi di riscoprire i tratti autentici di questa magnifica area verde con il proposito di ripristinarli, quando si renderanno disponibili le risorse necessarie, in un disegno preciso e non a caso, con interventi occasionali e senza un filo logico. L’anello dei platani andrà a evidenziare il cosiddetto Piazzale dei Concerti, l’area circolare centrale che è un po’ il cuore del parco. La messa a dimora dei platani avverrà il 21 novembre con la festa dell’albero. “Impossibile farlo ora con queste temperature”, ha spiegato Tullio, dando come termine ultimo per la conclusione dell’anello Natale 2017. Il progetto elaborato presenta nel dettaglio numerosi interventi: sul boschetto, sulle aiuole, nell’impianto idrico, e perfino sull’illuminazione. “Abbiamo previsto un’alternanza tra luci calde e fredde – ha spiegato Tullio – ma dovremo spostare alcuni lampioni perché attualmente non seguono il tracciato originario del parco che ci siamo riproposti di ripristinare”. L’illuminazione andrà anche completata, dato che alcune zone sono ancora buie. Prevista anche un’aiuola di rose, dedicata a santa Rosa. Nell’angolo finale che si affaccia sul Pilastro, invece, l’assessore Saraconi starebbe pensando a un vivaio di frutta antica e a un rapporto di collaborazione di natura didattica con l’Università della Tuscia. “Un tempo – spiega Saraconi – Prato Giardino si auto sosteneva con la floricoltura. Il progetto che abbiamo elaborato prevede di ridisegnare tutte le aiuole con la possibilità di aprire dei varchi per consentire agli utenti di entrare dentro, assecondando una tendenza già in atto da parte dei fruitoti del parco. Tullio esclude l’opportunità di realizzare un’area di sgambatura per cani, considerata la natura storica del parco, ma sottolinea la presenza nel progetto di un percorso ginnico che chiunque potrà compiere accompagnato dal proprio amico a quattro zampe. La parte più sorprendente nel progetto di riqualificazione di Prato Giardino è l’ipotesi di ampliarlo, riunendo all’attuale area verde lo spazio a ridosso della Rocca Albornoz, dove ora c’è un parcheggio, e trasformando la via che li divide in una strada a traffico limitato, “considerando che non ci sono abitazioni – dice Saraconi – e che con lo sviluppo della mobilità cittadina non sarà più una via rilevante di scorrimento”. Ma Prato Giardino potrebbe annettere non solo l’area a ridosso della Rocca Albornoz, ma anche la superficie di proprietà militare, se un domani passasse nelle disponibilità del Comune, e quella dei giardini di San Faustino, estendendo, così, Prato Giardino fino alle scuderie Sallupara, ma soprattutto dando vita a una vera e propria rete di aree verdi che oltre a regalare una cornice naturalistica di notevole impatto visivo, migliorerebbe la qualità degli spazi urbani.
Tiziana Mancinelli
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