Centro sociale Pilastro compie 20 anni. Un elisir di giovinezza per gli anziani.
Buon compleanno Centro sociale polivalente “Il Pilastro“. E “cento di questi giorni” è stato l’unanime augurio degli intervenuti ieri alla sala Regia del comune di Viterbo in occasione del ventesimo anno di attività della realtà fondata da Luciano Barozzi. I sindaci cambiano, ma il centro resta. Intorno alle ideali 20 candeline si sono ritrovati ben cinque sindaci: gli ex Giancarlo Gabbianelli, Marcello Meroi, Giulio Marini, Giuseppe Fioroni che assente ha affidato i suoi saluti a una lettera, e l’attuale primo cittadino Leonardo Michelini. Tutti a salutare il traguardo del ventennale, tagliato dal centro Sociale “Il Pilastro”, una realtà che ognuno di loro ha in qualche modo contribuito a far crescere e sopravvivere nel tempo supportando, da parte istituzionale, il lavoro assiduo e intenso di Luciano Barozzi e la sua squadra di volontari.
Nello spazio del Pilastro, passato da due locali seminterrati a una sede molto più ampia, in questi anni ha trovato dimora la solidarietà, l’amicizia, l’umanità, l’operosità. Tra le tante attività, iniziative, progetti, il Centro Sociale si è rivelato un elisir di giovinezza per i tanti anziani che in questi anni si sono rivolti ad esso per abbattere il muro di solitudine, trovando una comunità viva all’interno della quale tornare a sentirsi utili e fondatmentali per la società.
Se “Cento di questi giorni” è ancora un augurio, 1000 tessere, invece, sono già una certezza. Proprio ieri è stata quindi assegnata la millesima tessera al socio onorario, il direttore di Confartigianato Andrea de Simone.
“Questa tessera – ha detto Barozzi – la diamo a chi in questi anni ci è sempre stato vicino. È una persona molto legata al centro sociale. Ci ha sempre dato una mano anche a livello economico. Questa tessera particolare la concediamo al dott. De Simone, socio onorario, con gratitudine e riconoscenza per la preziosa collaborazione offerta negli anni”. De Simone, da parte sua, nel ricevere la targa, ha ringraziato con un sentito commento: “È un onore essere accostato al nome di monsignor Chiarinelli, figura che ha lasciato una traccia importante nella città e nella comunità viterbese”. Il vescovo Chiarinelli ha ricevuto in passato la tessera numero 500. “Oggi avviene il mio ingresso ufficiale tra i soci – ha continuato De Simone – ma devo dire che mi sono sempre sentito a casa. Sono sempre stato accolto con simpatia e genuinità da tuti i soci. Ho conosciuto il centro sociale “Il Pilastro” grazie alla collaborazione di Confartigianato alla Calza della Befana, l’evento che più lo rappresenta. Frequentando il centro, poi, mi sono reso conto che dietro al 5 gennaio c’era molto di più. Tante occasioni, iniziative, ma soprattutto la voglia di stare insieme e di condividere le gioie, le ansie e anche le giornatacce. Se un progetto dura 20 anni, vuol dire che la ricetta è vincente, e credo che il suo ingrediente principale sia proprio questa voglia di condividere”. Il vice presidente, Barghini, invece, ha consegnato una targa ricordo al possessore della tessera numero 1 Luciano Barozzi. L’incontro è stato presentato da Rosanna de Marchi che ha ricordato la nascita e la vita del Centro sociale, nonché tutte le iniziative, le idee, le attività che ne hanno fatto qualcosa di più di un semplice luogo dove andare a giocare a carte o a tombola. Al tavolo della Sala Regia, accanto al presidente del centro Luciano Barozzi, anche il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, la vice sindaco, Luisa Ciambella, l’assessore ai Servizi Sociali, Alessandra Troncarelli e don Flavio Valeri, parroco del Pilastro.

“Era il 1995 e Luciano Barozzi era il presidente della terza circoscrizione, quando ebbe l’idea di fondare un centro sociale polivalente – ha ricordato Rosanna de Marchi – riuscì ad aprirlo il 15 novembre 1997”.
“Vent’anni fa veniva inaugurato il centro sociale polivalente – ha detto Barozzi – ma mai avrei pensato di fare il presidente per 20 anni. Il vescovo quel giorno ci spronò a diventare una grande famiglia e un esempio di lealtà e creatività. A distanza di tutti questi anni credo che ci siamo riusciti. Abbiamo fatto tesoro di quel messaggio e lo abbiamo messo in pratica in ogni occasione. Abbiamo portato avanti centinaia di iniziative di solidarietà, sociali, religiose, umanitarie e folcloristiche. Il centro è stato un incentivo di crescita morale e civile, esempio di cordiale convivenza. Quello del Pilastro ha contribuito nel tempo a far aprire nuovi centri similari in altri quartieri. Gli anziani per sfuggire alla solitudine e all’emarginazione si rivolgono ai centri diurni e qui si ritrovano non più a un punto di arrivo, ma a uno di partenza. Siamo riusciti a fare questo anche instaurando collaborazioni con i più giovani. Con l’istituto Alessandro Volta, oggi qui presente, abbiamo sviluppato progetti di nonni e nipoti. In alcuni casi abbiamo impegnato gli anziani anche in attività spesso al limite che sono servite a farli sentire utili e ancora importanti per la società”.
“Il centro sociale è una prova di come le cose possono andare avanti nonostante la politica – ha detto Michelini -. C’è sempre stato grande rispetto per l’autonomia e l’identità del centro sociale. Chi fa attività in questo settore, e comunque nel mondo associativo o di volontariato, non deve portare il cappello di nessun politico. Oggi ci sono delle comunità che si attrezzano per il buon governo delle cose. Il Pilastro era una periferia, oggi è un quartiere grazie a uno spiccato senso di comunità, incoraggiato e accentuato dalla parrocchia, dai luoghi di aggregazione, dalle attività sociali. Non è un caso, quindi, se al Pilastro abbiamo anche la minimacchina di santa Rosa”, dice Michelini riguardo all’esistenza di un’”identità del quartiere”.

Dopo il sindaco l’intervento dell’assessore ai Servizi Sociali del comune di Viterbo, Alessandra Troncarelli: “I politici sono cambiati, ma Luciano Barozzi ha mantenuto per 20 anni il suo ruolo – ha detto strappando un applauso al pubblico – quello del Pilastro ha fatto un po’ la storia degli altri centri. Oggi ne abbiamo nove, alcuni sono più attivi di altri, a seconda dell’età degli iscritti. L’anziano deve essere considerato un soggetto attivo. Come assessorato abbiamo organizzato momenti di aggregazione, come i pranzi a Natale e a Carnevale, e molte attività tra cui corsi di yoga, di alimentazione, di ginnastica, esercizi per l’allenamento della memoriae tanto altro ancora. Quando mi sento dire ‘grazie abbiamo passato una bella giornata, non ci siamo sentiti soli’, so di avere raggiunto lo scopo. Perché la chiave è proprio questa: non sentirsi soli”.
“Il Pilastro è il mio secondo quartiere di adozione – ha detto invece Ciambella – conosco Luciano da circa 20 anni. Ho seguito le attività del centro e mi sento di dire che insieme alla parrocchia è il motore di questo quartiere. Luciano si occupa delle problematiche dei cittadini a 360 gradi. Me ne sono resa conto partecipando alle assemblee non solo di iscritti. Molte persone giovani e meno giovani espongono i propri disagi a Barozzi e a don Flavio”. La vice sindaco chiude il suo intervento rinnovando l’impegno “a sostenere e potenziare” la Calza della Befana.
Ha chiuso l’incontro don Flavio: “Sono stato 14 anni a Tuscania e quando mi sono trasferito a Viterbo ho avuto un po’ di timore per il fatto di andare in un centro più grande. Qui ho trovato, invece, una bella sposa, perché la parrocchia è questo per il parroco. Il Pilastro è un bel quartiere dal punto di vista della vivacità delle associazioni che avevano già contatti molto forti con la parrocchia. Esistevano già tante belle esperienze e il Centro polivalente era una di queste”.
Don Flavio legge poi una preghiera scritta dal presidente Barozzi che verrà riproposta domenica prossima: “A tanti il centro ha restituito serenità e gioia di vivere, a molti ha fatto superare la solitudine, ha alleviato la tristezza di chi ha perso i propri cari, ha dato allegria a chi ci ha visitato. Noi ti preghiamo perché sia sempre esempio di solidarietà, amicizia, umanità operosità”.
Durante l’incontro la signora Grazia Fabbri Placidi ha letto una sua poesia, dove il centro è il “sole che ha scaldato l’animo di chi è solo”.
In sala anche l’ex assessore ai Servizi Sociali, Fosca Mauri Tasciotti, storica “Befana” insieme a Rosanna de Marchi della Calza del centro sociale Pilastro.
Tiziana Mancinelli