Viterbo, 12 giugno 2021 – Dai viali verdi al consiglio comunale: le potature degli alberi finiscono sul tavolo della politica. Ce le porta il consigliere comunale, Massimo Erbetti (M5S) anche per «rispondere ai cittadini che hanno sollevato questa problematica». Le domande, del resto, non sono poche. La prima: «Perché tagliare gli alberi in piena stagione vegetativa?». La seconda: «Perché in alcuni casi non sarebbe stata rispettata la simmetria della chioma?». La natura non fa le cose a caso. La simmetria è una di quelle, anche per dare stabilità alla pianta durante la stagione fredda, quando è insidiata da forti venti e piogge battenti. E in proposito ci si chiede come faranno gli alberi, ad

esempio, di via Lorenzo da Viterbo, che oramai superano il terzo piano delle case a resistere ben piantati a terra dopo essere stati sfoltiti per tutta la loro altezza, lasciando solo un ciuffo di chioma in alto, a volte, parrebbe, anche un po’ sbilenca. Interrogativi a cui sicuramente sapranno rispondere gli “esperti” a cui il Comune si sarebbe affidato. Intanto arrivano le domande. Tante. La modalità di potatura è una di quelle: «Dovrebbe essere rispettata la chioma degli alberi – dice Erbetti in consiglio comunale – Secondo alcuni esperti del settore quel tipo di potatura, quando ci sarà parecchio vento, potrebbe portare anche alla rottura dei rami e innescare situazioni di potenziale pericolo». Erbetti solleva anche dubbi sul periodo in cui sono state effettuate le potature: «Non alla fine dell’inverno, ma in piena fase vegetativa. Dovevano essere fatte entro il 15 aprile. Comprendo che non c’era il bilancio, ma non era il caso allora di lasciar stare e spendere quei soldi per tagliare l’erba alta?». Considerando anche che con «L’innalzamento delle temperature riprende l’attività dei funghi patogeni e degli insetti che potrebbero creare grossi problemi alle piante». Secondo quando riferito in consiglio comunale dal responsabile del settore l’80% delle potature risponderebbe «alle segnalazioni di Prefettura e Vigili del Fuoco», che avrebbero richiesto di intervenire laddove ci sarebbe un rischio di caduta. A guardare gli alberi di via Lorenzo da Viterbo dopo la potatura c’è da chiedersi se “non si stava meglio, quando si stava peggio».
Re. Vi.
