Home Attualità Ancora nessun candidato sindaco, ma per assessore alla Cultura c’è: Alfonso Antoniozzi per Viterbo 2020.
Ancora nessun candidato sindaco, ma per assessore alla Cultura c’è: Alfonso Antoniozzi per Viterbo 2020.

Ancora nessun candidato sindaco, ma per assessore alla Cultura c’è: Alfonso Antoniozzi per Viterbo 2020.

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Viterbo, 17 febbraio 2022 – Nomi di candidati per fare il sindaco di Viterbo, ancora non ce ne sono, ma intanto ci potrebbe essere quello dell’assessore alla cultura per Viterbo 2020: Alfonso Antoniozzi. Alla conferenze stampa  indetta da Chiara Frontini per parlare dei contenuti del suo programma elettorale, il primo tema ad essere trattato è proprio la cultura. Si alza, così, il sipario su Alfonso Antoniozzi che, dopo l’introduzione di Frontini, viene lasciato a monopolizzare la scena. «Mi piacerebbe fare una rivoluzione, l’assessorato alla Cultura dovrà avere le porte aperte per poter pensare insieme la città». La ricetta di Antoniozzi passa per una gestione partecipata della cultura: «Ci stanno altre cose che mi piacerebbe fare, cose possibili, abbiamo le nostre proposte per la cultura in città». Niente di ufficiale su chi sarà l’assessore alla Cultura di Viterbo 2020, ma Alfonso Antoniozzi parla chiaramente in prima persona di quello che il nuovo assessore dovrà fare.  Alla domanda se sarà lui a prendere in mano le redini dell’assessorato alla cultura, se vincesse Viterbo 2020, la dichiarazione di Chiara Frontini non è un secco “sì”, ma è piuttosto significativa: «Alfonso – dice – è quello che per tutto il nostro gruppo da anni si occupa del dipartimento cultura – educazione come vorremmo si chiamasse un’ipotetica delega. Sicuramente Alfonso è quello che è in grado di sviluppare i contenuti migliori in questo ambito a livello cittadino, almeno tra le persone che hanno dato la loro disponibilità. Ma ad oggi – spiega Frontini – parliamo di un ragionamento sul quale non c’è nemmeno la data delle elezioni e comunque prima i contenuti». Tra le ricette culturali di Antoniozzi. «Identificare spazi comunali liberi, da dare in comodato gratuito o con fitto simbolico non a una, ma a gruppi di associazioni culturali che presentino in sinergia un progetto per la gestione degli spazi». Antoniozzi pensa a una sorta di «centri culturali di quartiere». «Oggi – spiega – uno dei problemi maggiori delle associazioni sono proprio la mancanza di sedi per riunirsi, fare spettacoli, musica». Una proposta che si estende anche al teatro dell’Unione: «Affittarlo a realtà culturali viterbesi, alla metà del prezzo, con una cauzione simbolica.  L’assicurazione, invece, deve essere a carico del Comune. Chi arriva paga la quota giornaliera», dice. Per il teatro dell’Unione, Antoniozzi pensa alla «gestione diretta da parte del Comune con l’obiettivo di fare 80 alzate di sipario per arrivare a 120 – 150 nel lungo periodo, creando una stagione classica, sperimentale, amatoriale, sociale, ragazzi. Dobbiamo riprenderci il teatro – afferma – perché dobbiamo maturare le alzate di sipario necessarie ad accedere al Fondo Unico dello Spettacolo. Dobbiamo mettere il teatro in condizioni di vivere». Dal teatro a Ferento: «Deve uscire sotto il marchio “Teatro dell’Unione”. Sul sito archeologico il Comune ha investito zero euro». Nella proposta culturale di Viterbo 2020 c’è anche: «Un progetto quinquennale per la narrazione della città, ad oggi molto povera – prosegue Antoniozzi – va raccontata la parte etrusca, quella longobarda, rinascimentale, farnesiana, quella di Sebastiano del Piombo, quella dei templari». L’idea di Antoniozzi è quella di raccontare Viterbo attraverso 5 donne: «La Bella Galiana, per la parte vecchia della città, dalla fondazione attraverso i longobardi e gli etruschi, Santa Rosa per la parte medioevale,  donna Olimpia  Maidalchini, Giulia Farnese Orsini e Giacinta Marescotti. Viterbo – conclude Antoniozzi – non è soltanto  il Medioevo, o solo il 3 settembre». E per finire: «Noi faremo esplodere il museo – dice Antoniozzi evidenziando nuovamente il suo impegno in prima persona -. Abbiamo un’infinità di materiale,  ma il museo, così com’è, non è attrattivo, io coinvolgerò gli specialisti del settore», dice ribadendo un ruolo principale in quella che sarà la gestione della Cultura, se sarà Viterbo 2020 a vincere Palazzo dei Priori,  riconducibile alla figura di assessore.

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.