Ascenzi pensa a una nuova macchina: “Non c’è due senza tre. Nascerà intorno a una foto”. Chi potrebbe dare il volto alla Santa.
“Non c’è due senza tre”: con questa risposta Raffaele Ascenzi autorizza ufficialmente a pensare che abbia già preso in mano la matita e magari iniziato ad abbozzare l’erede della sua Gloria in Excelsis che tra pochi giorni sfilerà per le vie di Viterbo per il suo terzo trasporto. “Ci ho pensato proprio stamattina (ieri ndr) – confessa – scatenando la curiosità dei giornalisti. Più di questo, però, non dice. Ma per non lasciare tutti con l’amaro in bocca dopo il “bocconcino” appena lanciato, concede quell’indizio che, seppur non soddisfa la curiosità, la fa galoppare nella giusta direzione. E questo è un buon “compromesso”, rispetto al nulla. “Mi ha ispirato una foto”, dice, “mi è arrivata via Instagram e riguarda la vita di santa Rosa”, “la fine della sua esistenza”, specifica, infine Ascenzi, per poi sigillarsi la bocca, confessando di avere già detto troppo. Dopo Ali di Luce e Gloria in Excelsis, l’architetto viterbese, quindi, potrebbe riservare ancora un’altra sorpresa. Non ci saranno, invece, sull’attuale macchina, a parte qualche ulteriore intervento sull’illuminazione, dopo quello dell’anno scorso. Del resto Gloria piace già così com’è, fin dal suo esordio ha interpretato appieno le aspettative della città, legata, pur nell’innovazione del modello, alla tradizione delle macchine che l’hanno preceduta in termini di ricerca sul piano artistico-architettonico, che Gloria aveva già esaurito al suo primo trasporto, presentandosi con una soluzione stilistica definitiva, senza necessità di ulteriori cambiamenti nel corso della sua vita. “La macchina è già al 95% – conferma Ascenzi – Quest’anno potremmo darle quel restante 5% intervenendo sull’illuminazione di guglie e timpani”. Nell’ideazione di Gloria ricorda che: “La mia prima fonte di ispirazione è stata Volo degli Angeli – dice – la prima macchina che ho visto da bambino e quella che mi è rimasta nel cuore. Ricordo che c’era mio padre sotto a trasportarla. Quelle che vedi da bambino sono le immagini più pure, i ricordi più sedimentati. La visione di Volo degli Angeli ha creato modelli dentro la mia testa, e si vedono nella mia ricerca. Sono quelli che mi danno più emozioni”.
Quest’anno il 3 settembre sarà domenica: “Gloria ha esordito di venerdì – dice Ascenzi – poi il secondo trasporto è avvenuto di sabato, quest’anno, invece, sarà di domenica. Si prevede un grande afflusso di persone, ma non sono preoccupato. Anche quando la macchina è passata di sabato c’è stato un grande pubblico, ma, nonostante questo, è stato uno dei trasporti più tranquilli a cui abbia partecipato”. Per Gloria questo trasporto rappresenta il giro di boa: “Questo per Gloria è il terzo anno, diciamo quello della maturità – riprende Ascenzi – Poi ne mancheranno solo due, il 2015 mi sembra ieri” dice, ricordando l’anno in cui la sua macchina si presentò alla città sulle vie illuminate solo dalle sue fiaccole. “Dopo questo trasporto ne mancheranno solo due – prosegue l’architetto – che cadranno nei giorni feriali i prossimi anni, quelli seguiti più dai viterbesi che dai turisti e quindi vissuti in un modo un po’ più intimo dalla città”. Un bel modo, insomma per congedarsi. E mentre le luci inizieranno a spegnersi su Gloria, c’è da scommetterci che, con l’annuncio di voler disegnare una nuova macchina, i riflettori resteranno accesi ancora per molto tempo su Ascenzi. Se l’architetto custodisce, gelosamente, la sua idea, un particolare esce fuori: stavolta a dare il volto della Santa potrebbe essere l’altra delle sue figlie. Con Gloria, Ascenzi, infatti, ha disegnato il viso della statua che svetta in cima, su quello di sua figlia Rosa, immaginando con il passare degli anni di sostituirlo con la figlia minore. Un’idea che poi non si è realizzata. “Per farlo – dice – bisognerebbe fare un accordo con il costruttore e il Comune. Sì, è vero era una mia idea. Ma a dire la verità sono molto legato a questa statua. Per me sarebbe un po’ una battaglia separarmene. Magari in un’altra macchina”.
Tiziana Mancinelli
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