La statua di santa Rosa collocata sulla cima di Gloria. Michelini: “Rosa una santa anticonformista”
Santa Rosa sale in cima alla sua macchina: stasera alle 21 si è tenuta la cerimonia sul palco di San Sisto con la benedizione da parte del vescovo della statua che è stata poi issata su Gloria in Excelsis, assemblata dalla Edilnolo nella stessa giornata. “Ogni anno quando guardiamo la macchina proviamo un certo senso di stupore e meraviglia”, ha detto il vescovo Lino Fumagalli – teniamo presente l’amore di santa Rosa per la nostra città di Viterbo, per la nostra Chiesa, ma anche per la nostra comunità civile. Vorrei che tutti, sull’esempio di santa Rosa, sentissimo questo senso di appartenenza, questo orgoglio di essere viterbese nel venerare una santa così grande. È stata un esempio da imitare: cerchiamo di amare la nostra città, renderla sempre più vivibile. Cerchiamo di farci carico delle persone bisognose, come ha fatto santa Rosa, privandosi di quel poco che aveva, affinché anche gli altri potessero sorridere”. Accanto al vescovo anche il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, che ha ricordato Rosa come una “Santa laica, non era una religiosa, una giovane con la forza di coinvolgere la città contro il potere di quel tempo dell’imperatore. Riusciva a dare tutto quel poco che aveva. È una Santa anticonformista. La macchina, da parte sua, è un elemento che coinvolge che mette tutti insieme. Ricordo diversi anni fa, alcuni ospiti cinesi. Non so di che religione fossero, ma dimostrarono commozione nel vedere questo trasporto. Esso riuscì a prenderli nel loro intimo. La capacità della macchina è quella di includere. Ci sono due trasporti, uno è quello che fanno i facchini, l’altro è quello che fa la macchina, perché porta tutti noi nella stessa direzione nel comune senso di devozione, di identità collettiva”. Sul palco insieme al vescovo e al sindaco anche il presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini, il capo facchino, Sandro Rossi, il presidente del consiglio, Marco Ciorba, l’ideatore della macchina, Raffaele Ascenzi, il costruttore, Vincenzo Fiorillo, Rodolfo Valentino ideatore di Lux Rosae e di Centesimiamo, suor Francesca, don Alfredo Cento e Martina Casagrande che ha affiancato il sindaco nel mettere il primo centesimo d’oro nella brocca della solidarietà. Al termine della cerimonia la statua è stata trasportata sul cestello del braccio meccanico e molto lentamente è stata issata in cima alla macchina mentre le numerose persone accorse ad assistere all’evento, nonostante la serata rigida, sono rimaste ad osservarla con gli occhi puntati verso l’alto.