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Rubavano l’ identità” ad auto da rottamare per darla a veicoli rubati

Rubavano l’ identità” ad auto da rottamare per darla a veicoli rubati

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Viterbo, 7 luglio 2026 –  “Due soggetti campani dopo l’acquisto di autovetture ridotte a veri e propri rottami, ne utilizzavano i documenti per dare “nuove identità” a veicoli di provenienza furtiva sui quali, peraltro, intervenivano operando manomissioni su alcune componenti meccaniche”. Lo rende noto il comando provinciale dei carabinieri di Viterbo dopo una serie di controlli avviati nei primi mesi del 2025.

“Gli uomini della Polizia di Stato della Sezione Polizia Stradale di Viterbo”, spiega una nota, “nell’ambito dei controlli di specifica competenza, verso i primi mesi del 2025 hanno avviato una serie di verifiche su autovetture gravemente incidentate presenti in alcuni autodemolitori del territorio provinciale, in seguito, poi, rivendute come ricambi.

La complessa e articolate attività d’indagine condotta da personale della squadra di Polizia Giudiziaria ha permesso di individuare, tra gli acquirenti, due soggetti campani che, dopo l’acquisto di autovetture ridotte a veri e propri rottami, ne utilizzavano i documenti per dare “nuove identità” a veicoli di provenienza furtiva sui quali, peraltro, intervenivano operando manomissioni su alcune componenti meccaniche.

L’indagine, diretta dal sostituto procuratore Michele Adragna della Procura della Repubblica di Viterbo, da poco conclusasi, ha permesso di deferire gli autori del riciclaggio di numerose autovetture, abilmente riciclate con diverse tecniche di manomissione fisica di elementi identificativi e l’utilizzo di documentazione astutamente reperita, facendole così apparire genuine e trarre in inganno gli ignari acquirenti.

I numerosi sequestri, oltre che il Lazio, hanno interessato le regioni Piemonte e Campania; tutte le vetture rinvenute sono state, poi, restituite ai legittimi proprietari”, conclude la nota dei carabinieri.

 

Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della Costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.