Bagnaia, Torre dell’Orologio, Troili: «Pochi interventi per riaprirla al pubblico. La richiesta è sul tavolo del sindaco»
Non solo palazzi storici: fortemente al rialzo è, in tempi recenti, il fascino e la riscoperta delle alte torri che di essi, spesso, fanno parte. La torre, utilizzata come postazione bellica, esercita sempre un’immutata suggestione sull’uomo che grazie ad essa può conquistare una posizione elevata. In passato questa consentiva un’utile funzione a protezione del territorio, oggi, invece, offre meravigliosi panorami raggiungendo livelli impensabili per le moderne costruzioni urbane.
E così si torna al passato per riappropriarsi di una “visione” che racchiude insieme una dimensione storica e scenografica. Si è parlato spesso della possibile riapertura della torre civica di piazza del Plebiscito, per la quale sarebbero in corso lavori propedeutici a un suo recupero con un ritorno alla sua fruibilità. Si è detto pure della torre di Palazzo degli Alessandri, che non ha riscosso ancora eccessiva attenzione, nonostante la torre sia stata ristrutturata e messa in sicurezza, e si affacci su piazza San Pellegrino, nel cuore del centro storico. Ora anche Bagnaia bussa alle porte dell’opinione pubblica “segnalando” che anche nel territorio dell’ex comune c’è una torre che attende di essere riscoperta e riportata alla vita. È la torre dell’Orologio o del Borgo, emblema di Bagnaia, un caratteristico e imponente elemento architettonico che accoglie i visitatori stagliandosi a fianco della porta del borgo, che un tempo proteggeva, comparendo sulla sinistra, immediatamente dopo il superamento del ponte, prima di entrare sulla piazza principale XX Settembre. Alla sua base uno stemma ricorda la famiglia Barberini signori di Bagnaia dal 1632 al 1645, mentre un volto murato tiene memoria del gesto eroico della Pucciarella che, lanciando un mortaio di pietra in testa al comandante dei Lanzichenecchi, riuscì a respingere l’attacco del nemico. Il carattere difensivo della torre con poche feritoie e praticamente senza finestre appare ancora oggi, dato che ancora sopravvive l’aspetto con cui venne edificata probabilmente nel XV secolo.
Nonostante la torre di Bagnaia partecipi attivamente al contesto urbano, dove risalta come elemento imponente e dominante, ma anche in quello sociale, finendo spesso al centro di iniziative organizzate dalla collettività, proprio in questi giorni torna prepotentemente alla ribalta grazie a una proposta che il consigliere comunale Arduino Troili, l’associazione Amici di Bagnaia e il centro sociale polivalente La Torre hanno avanzato al comune di Viterbo.
«L’aspirazione principale dei bagnaioli – dice Troili – è riaprire al pubblico la torre civica di Bagnaia. Si potrebbe immaginare un biglietto comprensivo di visita a Villa Lante, alla torre e al centro storico, dove c’è quel bellissimo edificio chiamato Palazzo Sangallo, quello che noi bagnaioli indichiamo come ex comune. La richiesta al sindaco è già stata inoltrata. Crediamo che la torre sia una vera chicca. Per renderla fruibile non servono grandi lavori, ciò che conta, però, è restituire alla gente quello che abbiamo ereditato. Questi monumenti – prosegue Troili – vanno messi a reddito. Ci deve essere una ricaduta economica per artigiani e commercianti. Bagnaia non è una frazione qualunque, è ricca di testimonianza storiche, che vanno valorizzate e salvaguardate. Il sindaco Michelini non solo ha sposato l’idea di riaprire la torre di Bagnaia, ma per lui è diventata una priorità. Se le parole diventeranno fatti, lo vedremo nei prossimi mesi».
Internamente alla torre c’è una massiccia scalinata in pietra che sale a spirale verso l’alto. Renderla fruibile richiederebbe, secondo Troili, pochi interventi: «È necessario apporre un corrimano, mettere a norma l’impianto elettrico, eliminare le perdite di acqua e metterla in sicurezza. C’è anche da sistemare l’accesso alla torre nell’ultimo tratto di scale, quello che immette all’esterno. Abbiamo avuto la fortuna di avere un famoso architetto di Roma innamorato di Bagnaia che ha redatto un progetto, lo ha presentato alla soprintendenza, e ha accolto le sue osservazioni. Ora bisogna passare al progetto esecutivo. Vedremo se il Comune troverà le risorse».
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