Roma – Seduta infuocata quella che si sta svolgendo alla Camera che dovrà votare la fiducia al nuovo governo giallo rosso. Tra la neo maggioranza Pd-M5S e il centrodestra ricompattato sui banchi dell’opposizione con Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia volano insulti, grida, affondi di ogni genere. E nel clima concitato ci scappa la gaffe del capogruppo del Movimento Cinque stelle, Francesco D’Uva: “Per quale mojito avete aperto la crisi?“. Evidentemente il grillino voleva chiedere il “motivo” per cui la Lega aveva staccato la spina al governo giallo-verde. Ma il mojito ha avuto la meglio. Un alcolico diventato per Pd e 5Stelle il mantra dell’opposizione a Salvini, “reo” di averne consumato in vacanza al mare nei giorni in cui apriva la crisi. Il mojito, insomma, è diventato il cavallo di battaglia dell’opposizione al leader del Carroccio. Tanto che oggi è entrato “senza permesso” nel dibattito parlamentare e si è conquistato uno spazio da sé nell’intervento del capogruppo. Qualche secondo e D’Uva, insieme all’aula, si è accorto della gaffe, suscitando uno scroscio di risa e applausi nella sua “metà campo” che hanno stemperato un po’ il clima teso di questa giornata iniziata fuori Montecitorio con la manifestazione indetta da Fratelli d’Italia e Lega che ha portato in piazza migliaia di persone contrarie all’imminente nascita del governo Pd-5Stelle. Chiuso il “fuori programma sul mojito”, D’Uva ha scandito i temi del programma della nuova compagine giallo- rossa: “Reddito di cittadinanza e Quota 100 non si toccano. Erano nei nostri punti. I provvedimenti adottati in questi 14 mesi di governo, cari al Cinque Stelle, saranno mantenuti”. D’Uva torna ad attaccare l’ex alleato leghista: “Siamo qui a parlare di un governo nuovo, perché qualcuno ha anteposto gli interessi di partito davanti a quelli degli italiani. Tutto questo ha rischiato di provocare un aumento dell’Iva a gennaio del 2020. Una crisi nata sotto l’ombrellone per un capriccio”, attacca ancora D’Uva il leader leghista. “Se fossimo andati al voto, non avremmo potuto tagliare il numero dei parlamentari, quelle poltrone a cui dicono siamo attaccati. Il taglio ci sarà grazie a questo governo. Il 79% dei nostri iscritti si è detto favorevole ad esso. Dobbiamo andare avanti per realizzare i punti del nostro governo”. E sull’Europa: “Non abbiamo mai detto di essere contrari. Altrimenti non ci saremmo candidati. Abbiamo sempre detto che l’Europa va cambiata. Siamo contrari alle province, e infatti non ci siamo mai presentati al voto”. Capitolo chiuso, dunque, per il binomio Lega – Cinque Stelle. A ricordarlo resterà probabilmente solo un mojito: giallo-verde.