Campo profughi, Grillo: “Presa in locazione anche parte della fiera di Viterbo”, il cta sarà: “una porta girevole per migranti da smistare”
Nella quarta commissione di ieri mattina sui migranti, convocata con la presenza del vice prefetto di Viterbo, Salvatore Grillo, il centro temporaneo di accoglienza (Cta) che sta sorgendo di fronte al polo espositivo viterbese è stato definito dal funzionario governativo “una porta girevole”, destinata ad accogliere migranti che poi saranno smistati nelle strutture convenzionate appena queste si libereranno.\r\n\r\nUna struttura, quindi, dove la temporaneità è solo nel nome, perché di fatto sarà “un centro permanente finché durerà l’emergenza profughi”, ha detto Grillo, “Lo utilizzeremo per fronteggiare sbarchi ripetuti e molto consistenti. Ormai, non si può più chiamare emergenza, è diventata una cronicità che investe tutto il territorio nazionale”.\r\n\r\nOltre ai container presa in affitto una parte della fiera di Viterbo. Durante la commissione, sulle domande poste da consiglieri di maggioranza e opposizione, è venuto alla luce un nuovo particolare: “Il gestore che ha vinto il bando per il cta – ha comunicato il vice prefetto – ha preso in locazione degli spazi chiusi nella ex fiera di Viterbo dove ci saranno cucina, mensa, sala comune, televisione, orientamento e corsi di italiano”.\r\n\r\nUn’informazione che ha fatto letteralmente saltare dalla sedia i consiglieri per il timore che, con un’area così vasta a disposizione, il Cta, partito inizialmente con 20 moduli abitativi e massimo 60 migranti, possa in futuro “lievitare”, fino a diventare un gigantesco centro di accoglienza. “Hanno il centro espositivo a disposizione”, ha ironizzato Gianmaria Santucci (Fondazione), mentre Giulio Marini (FI) ha esclamato: “Sono 10 mila metri quadrati di superficie, lì ci possono entrare 5 mila persone”. La domanda arriva spontanea: “Quanto dura il contratto?”, ha chiesto Marini. “Onestamente non ricordo – ha detto Grillo – Due mesi, oppure quattro se il meccanismo di contabilità lo consentirà, ma la durata del contratto non ha nulla a che vedere con la sostanziale permanenza della struttura, essa servirà fino a quando ci sarà esigenza di utilizzarla. La previsione non la posso fare né io ne lei. Abbiamo persone in mare. Ogni volta che sbarcano qualcuno arriva”. Immediata e ferma la replica di Marini: “Sono contrario a questa scelta di mettere laggiù un campo di accoglienza permanente, farò del tutto per cercare di ostacolare questo tipo di atteggiamento, non posso accettare che si possa fare un ghetto, probabilmente per far arricchire qualcuno, cosa che mi dà ancora più fastidio come amministratore. Il sindaco deve prendere in mano questa situazione e cercare di equilibrarla”. Scettico sulla breve durata del cta si è dimostrato anche Gianmaria Santucci:“Non credo – ha detto – che il Ministero dell’Interno spenderà soldi per una struttura che poi chiuderà”. “Il ministero smonterà il cta di Viterbo – ha risposto Grillo – così come quello di Imperia, Milano, Como quando cesserà l’emergenza”. E proprio Michelini ha sferrato un colpo a sorpresa che spegne i piani del vice prefetto sulla durata del cta: “Il campo deve chiudere. Lo tollereremo, ha detto ip sindaco – solo se sarà fissato un termine breve. Deve restare aperto il tempo più breve possibile”. Finora il primo cittadino di fronte alle domande dell’opposizione si era trincerato dietro un: “non so nulla la competenza è della Prefettura”. Ieri, invece, ha assunto una posizione ben precisa: “Non posso tollerare che Viterbo diventi una città dei migranti”, ha commentato Michelini.\r\n\r\nCampo profughi tra insediamenti produttivi e nuovo centro termale. Dopo il centro di accoglienza aperto in via Emilio Bianchi, che sta facendo ancora molto discutere per la presenza di quattro scuole dall’infanzia alle media, ora arrivano i container in zona ex fiera di Viterbo, destinati ad accogliere entro i prossimi quindici giorni fino a un massimo di 60 migranti, nel mezzo di un’area industriale dove insistono insediamenti produttivi, e non solo. “A cinquanta metri, dall’altra parte della strada – ha fatto notare ieri mattina il consigliere Gianmaria Santucci – c’è un imprenditore che deve investire 5 milioni di euro per realizzare un resort termale esclusivo. E secondo voi farà ancora questo investimento di fronte al centro di accoglienza? A pochi metri ci sono anche le pozze del Bagnaccio”. Ma non è solo questo a scaldare gli animi. “Quel terreno è agricolo – sottolinea Giulio Marini – non ci si possono mettere container per andarci ad abitare”. Ma la preoccupazione più forte è: “Quanti migranti ospiterà e quanto sarà destinato a rimanere aperto”, chiede Claudio Ubertini, aprendo il rubinetto a quella che si rivelerà una doccia gelata per tutti. La risposta di Grillo, infatti, dipinge uno scenario piuttosto allarmante per quanto riguarda la sostenibilità dei flussi migratori da parte dei territori. “Se continuiamo con questo ritmo di sbarchi, ipotizziamo di arrivare anche a 3 mila migranti sulla provincia di Viterbo. È un’ipotesi – sottolinea più volte Grillo – speriamo che ciò non avvenga, ma dobbiamo operare in fase di programmazione con questo ordine di grandezze. Per ora i migranti ospitati in prima accoglienza, esclusi, quindi, quelli inseriti già da tempo, sono 96″, comunica Grillo, destinati, però, a salire con l’entrata in funzione del centro alla ex fiera di Viterbo che ne ospiterà “fino a un massimo di 60”, spiega ancora il prefetto vicario. Un flusso che non si arresterà finché non cambierà la politica governativa dell’accoglienza.\r\n\r\nRaddoppiata la quota di migranti per Viterbo. L’aliquota che determina il numero di migranti da accogliere sarebbe in discussione. Intanto è “saltata la quota del 5,8 per cento dei migranti destinati al Lazio assegnata a Viterbo che “è stata portata al 10%”, spiega Grillo. “Quello che potrà succedere nei prossimi giorni non lo sappiamo. Hanno soccorso da poco una nave in mare, ci aspettiamo che diciotto persone arrivino pure qui”. L’arrivo dei migranti, del resto, ha registrato una rilevante impennata. “Dal 21 al 31 ottobre sono arrivati nella provincia di Viterbo 231 persone. In dieci giorni. Abbiamo sfondato allegramenti quota mille. A maggio erano 350 migranti ora siamo intorno a 1100. Non siamo noi che stabiliamo le politiche governative – ha detto il vice prefetto – quando segnaliamo che non abbiamo più strutture, che siamo al collasso, da Roma ci rispondono di arrangiarci. È un fenomeno a cui non possiamo opporci ma che possiamo cercare di governare”.\r\n\r\nIl Comune di Viterbo dovrà fare la sua parte. “Se il bando dovrà essere provinciale – ha spiegato Grillo in merito alle nuove manifestazioni di interesse che pubblicherà la Prefettura – il Comune di Viterbo, capoluogo, dovrà fare la sua parte. Se Acquapendente ha 120 immigrati, il capoluogo non potrà fermarsi a 96”. Limite, peraltro, già superato con i 60 migranti destinati all’ex fiera di Viterbo. “Ma su questo c’è, da parte nostra, disponibilità”, ha dichiarato Grillo.\r\n\r\nLavoro socialmente utili e altre attività per i migranti. “Se non ho questo polmone”, ha detto Grillo riguardo al cta dell’ex fiera di Viterbo, “quando le strutture sono piene i migranti che arrivano rimangono sbandati sul territorio. Li dobbiamo ricoverare da qualche parte anche perché così sono foto segnalati, hanno già ricevuto una visita medica sulla nave, quando vengono soccorsi, e una a terra, facciamo anche un cordone sanitario a Orte, se riscontriamo patologie sono subito ospedalizzati. Abbiamo anche i loro numeri di cellulare. I migranti possono essere impiegati in lavoro socialmente utili, sta alla fantasia dell’ente locale occuparsi di queste cose, creare protocolli di intesa, anche per attività di apprendistato con cui insegnare loro delle cose come fare il pane, il falegname, in modo da rendersi utili se resteranno in Italia.\r\n\r\nSicurezza. “Questo punto è risolto a monte – ha affermato Grillo – quando ci sono insediamenti di questo tipo il Prefetto, il Questore, la Guardia di finanza e i Carabinieri si riuniscono nel comitato provinciale, di cui fa parte anche il sindaco, per rimodulare tutti i servizi in funzione di quella nuova struttura. Finora non ci sono stati atti delinquenziali provenienti dal mondo dei migranti”. “Non ci sono stati – ha ribattuto Santucci – solo perché il modello seguito finora prevedeva piccoli insediamenti diffusi e non alte concentrazioni. Ora ci saranno. Lì non c’è inclusione, ci sono gli affari, che sono legittimi, per carità, ma devono essere fatti nella dignità delle persone. Siamo arrivati alle holding dell’accoglienza”. “Il territorio non ha risposto all’accoglienza diffusa, in due anni ha espresso già tutto – ha detto Grillo – ai bandi che abbiamo pubblicato nessuno ci ha offerto appartamenti per questo tipo di ospitalità. Il metodo, pertanto, resta quello che stiamo seguendo. Per quanto riguarda il rispetto della dignità del migrante, meglio nei container che per strada. Sappiamo che così si cambia l’assetto del territorio, ma non abbiamo scelta”.\r\n\r\n