Caso Quintarelli, Benedetti: «Ciambella indebolisce il partito per posizioni personali. È isolata».
Il Partito Democratico al consiglio comunale di Viterbo si “azzuffa” nella rete del web. La seduta in videoconferenza, forse la prima della storia a Palazzo dei Priori, seppur ha lasciato tutti fisicamente a casa, non ha impedito ai due componenti del gruppo consiliare dem, Luisa Ciambella e Alvaro Ricci, di “suonarsele” dietro ai toni garbati della diplomazia. Ad accendere la miccia, la richiesta di ingresso nel gruppo consiliare del Pd di Mario Quintarelli, subito dopo la votazione della sua surroga nell’assise di Palazzo dei Priori alla dimissionaria Patrizia Frittelli. Quintarelli entra al consiglio comunale di Viterbo, infatti, come primo dei non eletti nella lista Viterbo dei Cittadini, presentata alle elezioni del 2018 da Francesco Serra, candidato sindaco, e da un gruppo di dem, tra cui Mario Quintarelli e Patrizia Frittelli, sancendo così una profonda spaccatura dentro il Pd che, alla stessa tornata elettorale, proponeva come candidata ufficiale proprio Luisa Ciambella che, in virtù di tale divisione, si è vista soffiare il ticket per il ballottaggio contro l’attuale sindaco, Giovanni Arena, da Chiara Frontini e Viterbo 2020. L’”ardita” decisione del gruppo dem di presentarsi alle elezioni con una lista distinta e contrapposta a quella ufficiale del Pd, ha avuto il suo prezzo: espulsi dal partito. Un provvedimento che ha esaurito i suoi effetti. Lo stesso Quintarelli è rientrato nelle file del Pd già da ottobre 2019. In consiglio comunale, però, il corridoio di ingresso è rimasto quello della lista con cui si è candidato, Viterbo dei Cittadini. Da qui la richiesta di Quintarelli, appena subentrato al posto di Patrizia Frittelli nella scorsa seduta, di entrare nel gruppo del Pd in consiglio comunale. Richiesta che per essere accolta, necessita del voto positivo proprio della stessa Luisa Ciambella, attuale capogruppo. E qui arriva il colpo di scena. Ciambella dice no. Non per ora almeno: «Sono a tutti note le vicende del Partito Democratico – dice – c’è necessità di riavviare un percorso a livello politico che potrà portare sicuramente a un nuovo assetto anche del gruppo in consiglio comunale. Io sono a disposizione di tutti i vertici del mio partito». Posizione che non è piaciuta all’altro membro del gruppo consiliare del Pd, Alvaro Ricci: «Sono socio paritario di questo gruppo – dice – visto che è formato da due consiglieri comunali. Sapevi della mia posizione favorevole all’ingresso di Quintarelli, ma anche di Serra e Delle Monache, ma ti se guardata bene dal confrontarti con me». Secondo Ricci, quella di Ciambella, più che la voce del gruppo, sarebbe quindi la voce di se stessa, e qui, l’affondo: «Il tuo è un atteggiamento autarchico, di autosufficienza, e autoconservativo – dice Ricci – Non capisco i motivi di questa tua posizione. C’è la possibilità di rafforzare numericamente il gruppo del Pd in consiglio comunale, e il capogruppo dice no. Viene rifiutata tra l’altro la richiesta di ingresso nel gruppo consiliare del Pd, di una persona, Quintarelli, che fa parte del Pd. Non si era mai vista una cosa del genere». Sulla questione a distanza di alcuni giorni interviene anche la segretaria provinciale del Pd, Manuela Benedetti. «Spero che Luisa Ciambella possa rivedere la sua posizione. Mario Quintarelli è a tutti gli effetti un iscritto del Partito Democratico – dice – ed in quanto tale è suo diritto nonché dovere, nei confronti dello Statuto del Pd, chiedere di entrare a far parte del gruppo consiliare del Partito Democratico. La vicenda iniziata due anni fa con la sua candidatura nella Lista “Viterbo dei cittadini” a sostegno di Francesco Serra, si è conclusa con la decisione della commissione di garanzia regionale che ha permesso a Mario ed altri, di riprendere la tessera del nostro partito. Non c’è bisogno di ulteriori pronunciamenti. C’è solo la capogruppo del Partito Democratico che, senza neanche consultare il suo gruppo consiliare, sta vietando, per posizioni personali, a Mario Quintarelli di entrare nel gruppo. Si tratta di un atto che indebolisce il Partito e che rende evidente l’isolamento in questo momento della posizione della Ciambella. Spero che al più presto si arrivi ad una soluzione soprattutto perché, a maggior ragione in questo momento di emergenza, c’è tanto da fare per trovare soluzioni per i cittadini, le imprese, le persone più fragili e non possiamo permetterci di perdere tempo dietro a dispute interne».