Home Cronaca Centro di accoglienza in via Emilio Bianchi, Calabrò: “Sbagliata l’ubicazione, il contesto, lo spazio, il numero di persone”

Centro di accoglienza in via Emilio Bianchi, Calabrò: “Sbagliata l’ubicazione, il contesto, lo spazio, il numero di persone”

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“E’ sbagliata l’ubicazione, il contesto, lo spazio, il numero di persone concentrate in un’unico luogo, non permettono l’integrazione ma il “ghetto”. Lo scrive Adone Calabrò, presidente del Consiglio d’Istituto Grandori –  in merito all’ubicazione del centro di accoglienza richiedenti asilo in via Emilio Bianchi.

“Noi genitori dell’istituto comprensivo Grandori, di via Emilio Bianchi – dice – credevamo in una ridistribuzione.

In una maggiore attenzione da parte dell’autorità della città. Risultati, nessuno, condivisione con le istituzioni cittadine, nessuna. Cercare di creare un’uscita dalla scuola come momento di tranquillità per i ragazzi. Niente di tutto questo.

C’eravamo confrontati l’anno scorso con il dottor Grillo, nella speranza di avere, congiuntamente con la dirigente scolastica, non la chiusura della struttura, ma una maggiore attenzione. Il risultato è stato l’ampliamento dei locali e lo spostamento di quasi tutte le donne e i bambini in altre strutture.

E’ diventato un centro con un altissimo tasso di uomini. Un grazie per la sensibilità, per l’acutezza delle scelte e vorrei chiedere con il massimo del rispetto al prefetto e al sindaco di questa città: perché? Non nascondetevi dietro appalti vinti o normative, si tratta di conoscenza del territorio, di una zona dove la socialità tra ragazzi e genitori è alta.

Si parla di cittadini che hanno scelto questa scuola per l’offerta formativa, per i progetti, che devono però fare i conti tutti i giorni con un’esterno.

Mi chiedo il perché di tutto questo. Mi piacerebbe sapere se questo è dare dignità al centro storico, vessillo dell’attuale amministrazione. Ecco queste sono le domande che come presidente del consiglio di questo istituto – conclude Calabrò – mi faccio e pongo all’attenzione di tutti i genitori e di un’amministrazione sorda e assente da troppi anni”.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.