Una storia infinita: appare inarrestabile, infatti, la notorietà conquistata in tutto il mondo dal piccolo borgo di Civita di Bagnoregio, che, nonostante sia conosciuto come la città che muore, si è conquistato una fama “immortale” e veramente pare vivere in un fantasy dove anche l’impossibile può accadere, e a concretizzarsi nel pittoresco, minuscolo, aggregato di case, sospeso sulla valle dei calanchi, è ciò che ogni amministratore desidererebbe, ma che raramente riesce ad ottenere: un successo territoriale senza confini, che ormai attira turisti da tutto il mondo con ricadute positive sull’economia di Bagnoregio.
Per capire il segreto di così tanta notorietà, vale leggere l’articolo uscito sul quotidiano inglese più letto d’Europa, The Telegraph, dove Civita di Bagnoregio, unica località laziale citata, viene addirittura indicata come “qualcosa che potrebbe appartenere alla ‘Terra di mezzo’ di Tolkien“. Un borgo: “arroccato su un cumulo di rocce precarie, a solo un’ora di macchina da Roma Nord, grazioso in ogni suo angolo sia per le sue strade decorate dal verde sia per il panorama che si apre sulla classica campagna italiana“.
Una notorietà che anche nel week end di Ferragosto si è tradotta in numeri tangibili: “Record: 20.000 turisti“, grida dal suo profilo Facebook il primo cittadino, Francesco Bigiotti, con entusiasmo giustificatamente straripante. “Durante i primi quindici giorni di agosto – spiega – a parte la punta record di ieri, i flussi si sono distribuiti regolarmente durante tutti i giorni della settimana senza gli altissimi picchi domenicali. Il biglietto con costo aumentato e differenziato inizia a dare i risultati sperati. Sulla strada giusta“, conclude, ricordando la recente politica tariffaria, introdotta per regolare un turismo che ormai non si ferma più, con continui e sempre più numerosi arrivi.
Tiziana Mancinelli
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