Viterbo, 11 febbraio 2026 – Attimi di tensione in un negozio di via Matteotti ieri mattina. Erano circa le 9:40 quando una commerciante, rimasta da sola all’interno della proprià attività, ha visto entrare un uomo straniero. A raccontare quanto è accaduto di lì a poco, è lei stessa. “Stavo lavorando – dice – quando è entrato un uomo, uno straniero, è venuto diretto verso di me e in maniera insistente ha iniziato a chiedermi dei soldi”. Non c’è stato alcun contatto fisico, ma l’uomo si sarebbe avvicinato alla donna rimanendo solo a qualche centimetro di distanza, incutendole paura e agitazione. “Si è portato a distanza ravvicinata” racconta, “con un modo di fare anche un po’ intimidatorio ha iniziato a chiedermi dei soldi”. L’uomo appariva piuttosto nervoso e invadente. Tanto che la donna, da sola e senza nessuno che passava in strada, ha cercato di tranquillizzarlo: “Calmati”, gli ho detto, ma lui si avvicinava sempre di più, chiedendo a ripetizione del denaro. “Gli ho detto non ho soldi“, dice la commerciante, “ma lui non arretrava e ripeteva, devo prendere il treno e fare colazione”. Infine, visto che l’uomo non se ne andava e non desisteva, la commerciante l’ha assecondato: “Mi sono piegata per prendere il portafogli – racconta – mentre lui continuava ad avvicinarsi, tanto che, per mandarlo via, gli ho mostrato il portamonete per fargli vedere che non avevo contante. Ma lui ha allungato la mano e io ho trovato qualche soldo spiccio e gliel’ho dato”. La donna sperava che a quel punto se ne fosse andato. E, invece, no. Si è fermato e ha “cominciato a guardarsi intorno“. In quel frangente, la commerciante ha temuto il peggio e, presa da paura e disperazione, ha iniziato a strillare: “Via, via, vai via”, gli ho detto, e alla fine “fortunatamente se n’è andato”. Si conclude così, senza gravi conseguenze, ma comunque con una brutta esperienza emotiva da parte della malcapitata protagonista, che ha vissuto momenti di ansia e terrore, un episodio che poteva avere risvolti ben più gravi. L’accaduto resta a testimoniare un clima e uno stato di cose profondamente cambiate, dove la sicurezza e il vivere con serenità, che prima poteva considerarsi una condizione acquisita, oggi non lo è più, e nel suo venir meno dimostra tutto il grande valore che ha per i cittadini onesti che seguono le regole, non solo quelle codificate, ma anche quelle della buona condotta nelle relazioni sociali. “Anche prima entravano a chiedere l’elemosina”, dice ancora la commerciante, “ma non si presentavano con questa insistenza e questo atteggiamento prepotente”. Certo è che oggi un commerciante, oltre alla congiuntura e i gusti della clientela, deve fronteggiare situazioni ben più disagevoli per le quali non è attrezzato. “Non si può venire a lavorare con uno stato d’ansia”, dice ancora la donna che confida di avere installato già da tempo delle telecamere in negozio. Il passeggio che scarseggia nei fine settimana, poi, contribuisce ad accentuare inquietudine, preoccupazione, ansia e insicurezza, soprattutto per chi deve stare tante ore da solo in negozio. “Durante il fine settimana è abbastanza deserto”, dice la donna, “si anima un po’ tra le 10:30 e le 12 e dalle 16 alle 18 e trenta. Ti rendi conto che sei sola”. Non resta, dunque, che tenersi vicino il cellulare e, in caso di pericolo, chiamare le forze dell’ordine.