Consigli di frazione: chi li ha visti?\r\n\r\n In Comune i dipendenti non sanno nemmeno dell’esistenza di questi organismi che si sarebbero dovuti confrontare con l’amministrazione comunale per recepire e rispondere alle istanze dei territori periferici. Non solo. Alle richieste di copie di atti e informazioni da parte dei presidenti dei consigli di frazione fatte agli uffici comunali, non sarebbe seguito nessun riscontro. La consultazione e l’informazione del consiglio decentrato sull’azione e i programmi dell’amministrazione comunale al fine di concertare una strategia condivisa per le frazioni, non sarebbe mai avvenuto. Per non parlare della sovrapposizione che si sarebbe instaurata certe volte tra consigli di frazione e consiglieri comunali delegati alle frazioni. Questo ed altro si evince dalle relazioni presentate nel consiglio comunale, straordinariamente convocato oggi, giovedì 28 luglio 2016, per discutere sui consigli di frazione, dai loro presidenti.\r\n\r\nAllo stato attuale delle cose, così come sono, ne scaturisce la fotografia di enti completamente inutili. Una ridondanza dell’articolazione territoriale di cui si poteva fare benissimo a meno. Nella relazione del presidente del consiglio di Grotte, Claudio Mecozzi, attualmente subentrato in consiglio comunale come primo dei non eletti dopo la nomina di Maurizio Tofani ad assessore, si legge: “Le problematiche non sono riconducibili alle carenze del regolamento, ma alla difficoltà di comunicazione con i vari uffici e con i dirigenti. L’art. 14 prevede la facolta del presidente del consiglio di frazione di richiedere copia di atti, notizie e informazioni agli uffici del Comune utili all’espletamento del suo mandato. Non è stato possibile farlo. L’art. 13 prevede che il consiglio venga consultato e debitamente informato sulle proposte dell’amministrazione comunale, in particolare sul programma triennale delle opere pubbliche, sugli strumenti di pianificazione urbanistica, sui criteri generali di realizzazione dei servizi. Ma questo non è mai avvenuto”. Le considerazioni di Mecozzi trovano conferma nell’esperienza raccontata dal presidente del consiglio di frazione di Bagnaia, Nicola Ceccarini: “Disinformazione, carente collaborazione degli uffici comunali che non sanno nemmeno dell’esistenza dei consigli di frazione, del loro ruolo e delle loro funzioni”. A Bagnaia c’è anche il problema della sede, individuata nei locali della ex circoscrizione, non praticabili. Un vero e proprio sfogo di amarezza, rabbia, frustrazione quello che si percepisce, invece, dalla relazione del presidente di Roccalvelce e Sant’Angelo, Loris Menichelli: “il nostro territorio è completamente abbandonato. Da quando si è insediato il consiglio di frazione, la situazione è peggiorata. Siamo in piena emergenza. Buche sulle strade, piante non potate che ostruiscono la carreggiata e oscurano i lampioni, fogne a cielo aperto, erbacce e sporcizia. La popolazione è al limite della sopportazione, la delusione e la rabbia sono palpabili in ogni persona”.\r\n\r\nTiziana Mancinelli\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n