Consiglio comunale, è bagarre, Ricci urla: “Cafone, cafone” al sindaco Arena che risponde per le rime.
Viterbo – Doveva essere un’interrogazione, e invece diventa una risposta: «Cafone, cafone!». Non siamo per strada, e quello che urla il gentile “pensiero” non è un passante che è appena stato schizzato da una macchina in corsa dentro una pozzanghera. A urlare “cafone” è il consigliere comunale del Pd, Alvaro Ricci. Destinatario dell’aggettivo poco edificante è niente di meno che il sindaco Giovanni Arena del comune di Viterbo. L’inaspettato siparietto si apre qualche ora dopo l’avvio del consiglio comunale. Ricci vorrebbe presentare un’interrogazione. Arena risponde di farla a lui e non al dirigente. Lo scambio di battute sarebbe avvenuto in maniera poco gentile. A questo punto si alza Luisa Ciambella (Pd), solidale con il collega di partito: «Vorrei fare un appello dopo il diverbio con Ricci. Siamo tutti un po’ nervosi, lei ha qualche tensione in più – dice al sindaco – ma almeno all’interno del consiglio comunale, verso cittadini eletti dai viterbesi, vorrei vedere un atteggiamento diverso, che mi impegno io a tenere in prima persona, ma vorrei vederlo anche negli altri». Arena non gradisce l’appunto: «Non è carino, lei si alza se la prende con il sindaco, e insegna pure principi di buona educazione e di buon comportamento». Ricci prova a prendere la parola. Ma Arena lo ferma: «Non sta parlando lei». Il clima diventa incandescente. Ricci si alza, fa un gesto con la mano nei confronti del sindaco, poi urla: «Cafone, cafone», batte un colpo con il palmo sui banchi ed esce dall’aula. Arena prende di nuovo la parola: «Consigliere Ciambella, mi dispiace che lei si sia messa in mezzo – dice Arena – sta difendendo un consigliere comunale che si è rivolto al sindaco dicendogli cafone. Mi sembra che non ci siano più argomenti per continuare». Vista l’aria, il presidente del consiglio, Stefano Evangelista, sospende il consiglio comunale. Durante la pausa gli animi si placano, le “colombe” si mettono a lavoro, tra questi Sergio Insogna, per sanare il contrasto, e prima della ripresa del consiglio comunale Arena e Ricci si stringono la mano. Ma difficile credere che sotto “la cenere” la scintilla del fuoco divampato poco prima, si sia spenta del tutto per il futuro.