Viterbo – Nessun caso di coronavirus nella Tuscia. E con la guarigione dei tre pazienti curati a Roma, i due turisti cinesi, e il ricercatore italiano rientrato da Wuhan, nel Lazio si può dire che il numero di contagi da coronavirus scende a zero. Eppure il panico dilaga ovunque. Una vera e propria psicosi generale. Per rendersene conto basta recarsi in farmacia a chiedere una mascherina o un gel per lavare le mani. Tutto esaurito. Impossibile trovarne una. Una vera e propria razzia. L’allarme coronavirus sembra aver risucchiato tutti in un vortice di follia collettiva anche nella Tuscia nonostante l’assenza di ogni concreta minaccia di contagio. Ne parla il presidente dell’ordine dei farmacisti di Viterbo e Provincia, Salvatore Menditto, presente ieri al tavolo organizzato dalla Prefettura con sindaci e organizzazioni di categoria. “Mascherine e gel lava mani, tutto esaurito – dice – Abbiamo difficoltà di approvvigionamento perché i distributori hanno esaurito le scorte e anche chi ne ha le centellina per cercare di rifornire un po’ tutti”. L’isteria collettiva ha aperto opportunità di guadagno. “Su internet – continua Menditto – girano mascherini e gel a prezzi esorbitanti. Una sorta di sciacallaggio da parte di aziende e privati. Almeno nelle zone che non sono a rischio, insomma, non creano degli psicodrammi, non ci infliggiamo torture mentali. Il lavaggio delle mani – inoltre è efficace per distruggere quasi la totalità dei batteri. Ci auguriamo che le scorte siano al più presto ripristinate, perché chi ne ha veramente bisogno in questo momento non riesce a trovarle”.
Tiziana Mancinelli
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