Viterbo, 11 maggio 2024 – Una macchina “Difficile e complicata” ma che vedrà la luce in tempi record, “Entro il 7 luglio sarà pronto il traliccio e parte dell’allegorico, per la prova generale dei facchini”. A Parlare è Mirko della famiglia Fiorillo che nel proprio capannone sta letteralmente facendo dei miracoli. Dies Natalis, infatti, sta già prendendo forma. (Come è nata Dies Natalis – leggi qui)
In un lato della struttura domina la base e accanto c’è già parte dell’allegorico. “Per ora tutto fila per il verso giusto, sapevamo che la macchina era impegnativa”, prosegue Fiorillo, che informa sulla prima novità, “la struttura è diversa, è in alluminio e non in ferro come la precedente, la saldatura, quindi, è più difficoltosa e la lavorazione non è uguale. Anche la parte allegorica è molto lavorata, ci sono tante figure e sono tutte differenti, ognuna ha la sua forma, non come gli angeli della precedente macchina, ne facevi uno ed erano poi tutti uguali. I tempi tecnici necessari sono, quindi, più lunghi. Sicuramente – avverte, però Fiorillo – sarà più bella, essendo più lavorata. Sviluppa maggiore superficie”.

E non è solo l’occhio a dire che forse Dies Natalis sarà la macchina più bella mai vista, ci sono anche i numeri: “304 meravigliosi candelieri”, tanto per dirne uno, “saranno installati su tutta la macchina”, prosegue Mirko.

La famiglia Fiorillo lavora senza sosta: “Dobbiamo portare avanti anche l’ordinario – dice – siamo un’impresa edile. Abbiamo diverse squadre, più di un cantiere. Lavoriamo qui sulla Macchina dalle sette di mattina, pausa pranzo all’una, poi alle due e mezza si riprende e alla sera l’orario è flessibile. A volte sono le 18, altre, quando ci sono lavorazioni in corso, si arriva anche alle 20. Se c’è bisogno, siamo pronti a lavorare anche alla domenica. La Macchina va fatta 150 giorni”. Un tempo che “include tutto”.
Fino ad ora “siamo in linea sulla nostra tabella di marcia”, dice ancora Mirko che specifica, “è una marcia a “correre” 150 giorni per fare una macchina sembrano tanti e invece non lo sono. Non ci possiamo permettere battute di arresto o essere blandi. C’è da correre, sperando che non ci siano imprevisti. Finora non ci sono stati”.

In famiglia l’entusiasmo è alle stelle”, dice Mirko Fiorillo, “è sempre come se fosse la prima volta e invece o è sempre diverso, perché avendo esperienze acquisite, te la gusti in un altro modo”. L’obiettivo prioritario ora è “Realizzare il traliccio, montarlo e collaudarlo, con parte dell’allegorico entro il 7 luglio. Il resto lo assembleremo dopo, anche per non rovinare l’effetto sorpresa. Per adesso metteremo solo le parti che ci interessano per misurare l’ingombro”, dice Fiorillo. La prova del traliccio servirà anche per provare sul campo, e sulle spalle dei facchini, la struttura in alluminio, piuttosto che quella in ferro, che rappresenta, oramai, il passato.