Viterbo 10 maggio 2024 – Viterbo, città turistica: non basta dirlo, bisogna anche farlo, con azioni precise da parte dei rappresentanti eletti che hanno la responsabilità di amministrare la comunità cittadini, decidendo per tutti. San Pellegrino in Fiore ha dimostrato che Viterbo ha un forte potenziale di attrazione verso i flussi turistici tanto che, anche senza manifestazioni, mantiene intatto il suo appeal.
Patrimonio storico a parte, la città si può fregiare del quartiere medioevale forse più grande e ben conservato d’Europa. Ma si può dire, a colpo d’occhio, che Viterbo sia una città da turista? Chi scende alla stazione e si appresta a entrare daPorta Romana, trova poche indicazioni. L’unica che dà notizia di un sito storico, è quella che reca la scritta: “Santuario di S. Rosa XIII secolo”. Sulle altre frecce c’è l’ università, le terme e l’orto botanico. Ma nessuna traccia del quartiere medioevale di San Pellegrino.
Entrati a Porta Romana lungo via Garibaldi nessuna indicazione su dove dirigersi per vedere qualcosa che valga il viaggio fino a Viterbo. In prossimità della fontana di piazza Fontana Grande, però, qualcosa spunta fuori: un foglio di carta infilato in una custodia trasparente per quaderni a spirale, e attaccato con dello scotch marrone a un palo recante la scritta “San Pellegrino in fiore, fare via delle Fabbriche fino in fondo, a destra, 2° vicolo, sinistra, via Grotti ed esci a San Pellegrino”.
“Non so chi lo abbia fatto”, dice Angelo Barghini, titolare di un negozio in piazza, “io l’ho trovato qui già montato. I turisti – prosegue – chiedono continuamente dove sia San Pellegrino. Non c’è un cartello e allora qualcuno avrà pensato di mettercelo. Di tutti i sindaci che ci sono stati finora, non c’è stato uno che ha speso 20 euro per mettere qui un cartello”. Il primo segnale che indica il quartiere medioevale di San Pellegrino, compare all’inizio di via Cavour, dove si indica anche il duomo e il museo della ceramica. Le indicazioni per i turisti si fermano qui. Proseguendo fino a piazza del Plebiscito, del quartiere medioevale, e di tutti gli altri siti di interesse, non c’è più traccia. Per ritrovarla bisogna arrivare all’intersezione tra via San Lorenzo e piazza della Morte. Utile per chi, nel frattempo, non si è smarrito nel reticolo dei vicoli. “La segnaletica turistica andrebbe implementata in maniera seria su tutte e quattro le porte di ingresso alla città, vale a dire Porta Romana, Porta Fiorentina. Porta Faul, Porta San Pietro”, dice Giampaolo Serone di Archeoares che mette in luce un altro problema: “Bisogna ragionare su una sistemazione e riapertura dei bagni pubblici esistenti” dislocati tra piazza Fontana Grande, Porta Fiorentina, Sacrario. “Bisognerebbe anche prevedere un servizio di custodia”, prosegue Serone, “magari facendo accordi con delle associazioni, perché senza vigilanza, li riapri e dopo poco li richiudi”, dice riguardo al rischio di danneggiamenti senza un controllore. Intanto qualche turista in giro per la città, racconta di aver parcheggiato al Sacrario, ma di non aver visto l’ascensore, e se anche i più tecnologici utilizzano lizzano il google maps oramai anche per spostarsi a piedi, resta il fatto che una segnaletica turistica fatta bene, oltre ad essere utile, contribuisce certamente a dare contenuti all’immagine della città”.