Il porto di Civitavecchia non sarà aperto alle Ong, Cozzolino (M5S): «L’hotspot non si farà». Di Maio: «Se governeremo, non saremo disponibili a gestire queste quantità imprevedibili di migranti»
L’hotspot a Civitavecchia non si farà. Il porto, quindi, non sarà aperto alle Ong in arrivo dal Mediterraneo con i migranti a bordo. Lo comunica dalla sua pagina Facebook lo stesso sindaco Antonio Cozzolino (M5S): “Questa mattina sono stato ricevuto, insieme al vice presidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio, dal capo di gabinetto del Ministero dell’Interno, il Prefetto Mario Morcone.
Ci è stato ufficialmente comunicato che l’hotspot a Civitavecchia non si farà. Le riunioni che sono state fatte negli scorsi giorni, fra cui il sopralluogo alla banchina 28 del porto di Civitavecchia con la vicaria della dott.ssa Basilone, erano riunioni esplorative per verificare quale era la situazione. Si è preso atto che le perplessità che abbiamo sollevato io e la segretaria generale dell’Adsp, la dott.ssa Macii, erano fondate e che non ci sono le condizioni per un hotspot, neanche in via emergenziale.
Civitavecchia farà comunque la sua parte nell’accoglienza, come da indirizzo del consiglio comunale e come da noi ribadito in questi giorni, aderendo al sistema SPRAR con un progetto che approveremo a breve in giunta.
Ringrazio il vice presidente Di Maio per il sostegno che costantemente offre alla nostra amministrazione di Civitavecchia”.
“Abbiamo deciso di andare alla fonte dell’informazione, senza metterci a fare sit-in o altro – ha detto Di Maio – così abbiamo incontrato il capo di gabinetto del Ministero dell’Interno, il Prefetto Mario Morcone al quale abbiamo esposto le nostre preoccupazioni in merito a questa notizia di un hotspot, in seguito ai sopralluoghi che ci sono stati e alla riunione che si è tenuta in Prefettura. Il capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno ci ha detto che non c’è l’intenzione di fare un hot spot a Civitavecchia, né, a quanto abbiamo capito, di utilizzare il porto come punto di approdo temporaneo di emergenza. Esso, quindi, continuerà a svolgere il suo ruolo di porto turistico, tra l’altro il primo in Italia, senza nessuna attività legata all’immigrazione. Non ci vogliamo lavare la mani – prosegue Di Maio – i nostri sindaci sono impegnati sul progetto Sprar. Stiamo portando avanti delle politiche di accoglienza che non producano una sproporzione rispetto al numero di abitanti e non sottraggano risorse ai servizi essenziali per i cittadini. L’Unione europea invece di chiederci atri hotspot, che secondo me possono bastare, dovrebbe iniziare a dare seguito al piano di riparto per quote negli altri paesi europei e aprire qualche frontiera, non schierare carri armati o la polizia di frontiera come ho visto a Ventimiglia qualche giorno fa, e come stiamo sentendo dall’Austria in questi giorni, altrimenti non è Unione Europei, non è solidarietà e i problemi ricadranno sempre sulle piccole e medie comunità di cittadini italiani che avranno il problema dell’ immigrazione fuori controllo. Se dovessimo andare noi al governo non saremo disponibili a gestire questi flussi imprevedibili di immigrati che in 48 ore hanno portato 12 mila persone sulle coste italiane. Abbiamo bisogno di un canale diretto con altri paesi europei, altrimenti gestiamo i flussi per conto nostro utilizzando i soldi che diamo al bilancio europeo.