Home Cronaca Esami di maturità, la lezione del Covid19: «Ci ha insegnato ad amare le cose semplici».

Esami di maturità, la lezione del Covid19: «Ci ha insegnato ad amare le cose semplici».

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Viterbo, 17 giugno 2020 – «Il coronavirus ci ha insegnato ad amare le cose semplici». Sara e Giulia tornano a scuola dopo lunghi mesi di lezioni on line a causa della pandemia. Fuori il portone dell’istituto superiore attendono il loro turno per sostenere la prova orale dell’esame di maturità. Sono un po’ tese, ma prevale la gioia di avere ritrovato i compagni di classe, gli insegnanti, e sui loro volti, la preoccupazione è sconfitta  da un sorriso limpido che si apre e spazza via le ultime ombre: quelle delle nuvole di una giornata piovosa e quelle del Covid19. Dopo la paura del virus, quella per la maturità è diventata poca cosa. Il giorno dell’esame, quindi, diventa una piacevole rimpatriata, anche se sono solo poche ore per ritrovarsi e dirsi di nuovo addio. È l’ultimo anno della scuola superiore. Un capitolo che si chiude. Strade che prendono direzioni diverse. Qualcuno di loro continuerà a vedersi, qualcun altro si ritroverà, molti si perderanno di vista per sempre. Non resta nemmeno quella foto di gruppo, un rito mancato, per i ragazzi della maturità 2020. Sarà un ricordo impresso solo nel cuore, che il coronavirus, con il suo distanziamento sociale forzato, forse stamperà  in modo più indelebile di quanto poteva fare qualunque altra macchina fotografica. Una pagina importante di storia  i ragazzi della maturità 2020, hanno  avuto il privilegio e insieme la sfortuna di apprenderla direttamente dalla realtà, dalla quotidianità dei giorni che saranno ricordati come quelli del Covid19. Indelebili. E allora, chi più chi meno, oggi, ciascuno di fronte alla portone del proprio istituto scolastico, si è presentato sicuramente un po’ più “maturo”, indipendentemente dall’esame a cui di lì a poco il proprio insegnante l’avrà sottoposto. Per tutti seguire le lezioni da casa non è stato semplicissimo: «Poteva capitare che saltasse la connessione  – dice Sara -, ma quello che ci è mancato più di tutti è stata la vicinanza dei compagni, il contatto diretto con i professori. Alla fine ce l’abbiamo fatta a sostenere l’esame in presenza, ma questo sarà per noi un anno indimenticabile. Del virus abbiamo avuto paura, soprattutto quando vedevamo che i contagi aumentavano. Questa esperienza ci ha insegnato a tenere di più alle cose semplici». Un ottimo insegnamento per guardare ed affrontare il futuro. L’esame di maturità, oggi, ha anche richiesto un certo sforzo organizzativo alle istituzioni scolastiche. Una collaboratrice scolastica di fronte al liceo Buratti, ha aspettato i ragazzi da esaminare. Li ha accompagnati uno alla volta all’aula, dopo aver fatto loro igienizzare le mani e riempire un foglio. Sostenuto l’esame, fatta uscire la commissione, è stata sanificata anche l’aula dopo ogni studente esaminato.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.