Viterbo, 27 agosto 2021 – Sopralluogo del comune di Viterbo ieri a viale dell’Industria al Poggino per collocare i banchi della fiera di Santa Rosa. Dopo l’ufficializzazione del montaggio della macchina di Santa Rosa a Piazza del Plebiscito, un altro tassello della tradizione viene recuperato e incastonato nel quadro dei festeggiamenti cittadini, notevolmente ridimensionati, ma comunque presenti. La fiera non si svolgerà al centro storico come in passato, ma nella vasta area del Poggino, dove ci sarà più spazio per consentire un livello maggiore di distanziamento. Ieri il sopralluogo ha dato esito positivo per quanto riguarda
l’amministrazione comunale. Ora la “fiera al Poggino” dovrà passare in Prefettura per il comitato di ordine e sicurezza, martedì prossimo, dove, pare, potrebbe ottenere semaforo verde. Così come anche le “giostre” che con tutta probabilità quest’anno ci saranno, allestite nell’area vicino al tribunale. Tramontata, dunque, la classica fiera, nota per stare tutti appiccicati come “sardine”, e per avanzare a piccoli passi, schiacciati gli uni contro gli altri tra i banchi. Una situazione, a dire la verità, che ha sempre infastidito molti che comunque non hanno mai rinunciato al giro di rito in fiera dopo il trasporto della macchina. Quest’anno si cambia. Ci sarà a disposizione la vastissima area della zona industriale, all’aperto, dove dislocare i banchi, anche se si circoscriverà una porzione di viale dell’Industria delimitandola con segnaletica, transenne e barriere jersey per evitare che qualche automobilista incauto o distratto, magari ignaro della fiera, possa malauguratamente finirci dentro con l’auto. Dispositivi di sicurezza di recente memoria, visti negli anni passati anche sul percorso della macchina di Santa Rosa e all’inizio delle vie delle passeggiate cittadine nel centro storico ai tempi della strage di Nizza nel 2016. Un macabro episodio che costrinse tutti i paesi europei a proteggere fisicamente gli spazi e i momenti della socialità con le barriere Jersey, appunto, per non veder ripetere quelle immagini raccapriccianti di gente falciata dalla furia omicida che, purtroppo, invece, si sono ripetute proprio ieri all’aeroporto di Kabul, gettando su questi anni difficili, accanto allo spettro della pandemia, anche l’ombra del ritorno dalla minaccia del terrorismo islamico.