Home Attualità Frontini: “Non abbiamo perso, perché loro non hanno vinto. In opposizione pronti a ‘menare’ se serve”.
Frontini: “Non abbiamo perso, perché loro non hanno vinto. In opposizione pronti a ‘menare’ se serve”.

Frontini: “Non abbiamo perso, perché loro non hanno vinto. In opposizione pronti a ‘menare’ se serve”.

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VITERBO – “Chi cade e si rialza non è mai caduto”: pare essere proprio questo il detto a cui Chiara Frontini si appella all’indomani dei risultati del ballottaggio che per un soffio non le hanno spalancato le porte di Palazzo dei Priori. E con questa convinzione afferma: “Noi non abbiamo perso, perché loro non hanno vinto”.  Sarebbe stata la prima donna sindaco di Viterbo. Un primato che non doveva ancora essere scritto, evidentemente, e chissà se lo sarà mai e se sarà proprio Frontini o qualcun’altra a realizzarlo. Per ora, infatti, Viterbo 2020 si siede all’opposizione e del futuro nessuno ha certezza. Per ora Chiara Frontini si dice “pronta a menare quando serve con tutti gli strumenti a disposizione dell’opposizione”, specificando, però, di essere anche disponibile a un rapporto costruttivo con la maggioranza e, sicuramente, di responsabilità. “Saremo collaborativi laddove possibile, come abbiamo sempre fatto  – ha affermato oggi in un incontro a Valle Faul – ma se ci saranno le condizioni saremo duri e fermi contro ogni delibera che riproporrà logiche della vecchia politica. Saremo la prima opposizione a non avere alcun legame con la maggioranza. Un grazie immenso a tutti i viterbesi che hanno avuto il coraggio di votare una donna di neanche 30 anni a sindaco della città – prosegue -. Da questo ripartiamo, più forti di prima. Qualcuno dormirà sonni poco tranquilli. È  stata un’avventura fantastica, raccogliamo e conserviamo gelosamente un’eredità di energie positive, tanto entusiasmo, sorrisi, emozioni. Noi non ci arrendiamo. Per noi non è una sconfitta, perché per loro di certo non è una vittoria. Questo è solo un punto di partenza. La storia è ancora molto lunga da scrivere. Venerdì ripartiamo da Grotte dove siamo capitolati”, dice Frontini in merito allo straordinario risultato incassato da Arena nella frazione e grazie al quale una vittoria per niente scontata è diventata certezza.  “Gli faremo capire la portata del nostro progetto – ha detto  Frontini – non è il presente, ma sarà il futuro di Viterbo. Ora siamo all’opposizione con Letizia, Patrizia, Alfonso – dice citando i consiglieri eletti – ma anche con tutta la squadra – ha proseguito menzionando i nomi dei suoi collaboratori: “Marco, Martina, Maria Rosaria, Anna Rita, Isabella. “È questa la differenza tra noi e gli altri che già questa mattina si stavano scannando per come sistemare le loro natiche su quelle poltrone. Questa è una squadra che pensa innanzitutto al bene di Viterbo. Abbiamo la grossa responsabilità di creare una nuova classe dirigente. Siamo una speranza per questa città, ci sono venuti dietro 12 mila viterbesi e ci sono mancati 500 voti, ma soprattutto quei 24 mila e oltre che non sono andati a votare. Da questi vogliamo ripartire per dimostrare che non siamo tutti uguali. Lo faremo andando piazza per piazza, portone per portone a risolvere i problemi della gente. Non perderemo mai questa meravigliosa relazione d’amore nata in queste settimane con la città, e proprio perché è una convinta storia d’amore non abbiamo bisogno di pause di riflessione. È stata un’esperienza quasi mistica. Ci resterà per sempre  nell’anima, nel nostro vissuto personale. Su tutto questo sedimenteremo la nostra capacità di ricreare una classe dirigente perché loro sono il passato, noi siamo il futuro. Siamo tutti un po’ delusi perché per un momento ci abbiamo creduto davvero: la città, i quartieri più grandi, hanno risposto. Santa Barbara, i Cappuccini, il Carmine. Ma su questa delusione di oggi si fonda il grande successo di domani. Viterbo dovrà solo aspettare ancora un po’, ma sono convinta che questa città è pronta per noi. Chi avrebbe mai pensato che una  giovane donna di neanche 30 anni sarebbe arrivata ad un passo dallo sconfiggere un sistema strutturato, radicato, partitocratico. Hanno dovuto portare da Salvini a Gasparri, Tajani. Noi da  questa coriaceità, da questo cuore, da questo credo ripartiamo.  Vi voglio uniti, compatti, motivati, come queste settimane. Nessun sogno infranto, soltanto posticipato. Forse una parte di città ha pensato che non eravamo abbastanza maturi per governare. Dobbiamo dimostrare che non è così, per ricreare una nova classe dirigente che sta qui e non tra chi siede oggi in maggioranza al Comune. Noi ce l’abbiamo messa tutta: venerdì si riparte da Grotte Santo Stefano. Il cambiamento siamo noi. Auguro alla nuova amministrazione buon lavoro. Non vorrei essere nei loro  panni con questi quattro all’opposizione – dice ironicamente riferendosi al suo gruppo di consiglieri eletti. Per quanto riguarda gli apparentamenti ha affermato: “C’è chi ha detto sui social che forse per vincere avremmo dovuto contaminarci, o anche che abbiamo avuto spocchia  e superbia e che l’abbiamo pagata. Non è così, abbiamo dimostrato il coraggio di scegliere.  Se avessimo fatto apparentamenti il divario sarebbe stato superiore a quello di oggi”, dice Frontini rivelando la sua strategia politica. E, in effetti, apparentarsi con ciò che restava fuori dall’area di centrodestra avrebbe voluto dire riproporre quella “vecchia” politica appena uscita dalla recente esperienza amministrativa in alternativa alla quale Frontini si è posta per chiedere consensi al primo e al secondo turno. Anche se resta da capire come i consensi di Frontini siano “lievitati” da 5684 preferenze del primo turno a 11.847 del secondo, con lo spostamento di un blocco compatto di elettori che hanno in prima battuta votato i partiti di centrosinistra e le liste civiche, per poi riversarsi, nel secondo turno su Frontini. “Noi siamo i vincitori di questa battaglia – ha continuato Frontini – proprio perché abbiamo fatto tutto al netto delle cattiverie. È emersa la loro piccineria in confronto al nostro essere giganti. Non abbiamo risposto alle provocazioni. Abbiamo compiuto un’impresa storica e iniziato a scrivere una pagina che potrà soltanto che continuare. Il lieto fine c’è: è solo posticipato.  La nostra non è stata spocchia, ma coraggio di scegliere secondo coerenza – ha detto  riguardo alla scelta di non fare apparentamenti – ieri c’è stato un giro di boa, un movimento civico da solo è stato a 500 voti dal battere tre partiti nazionali con il vento in poppa che ha vinto in tutti i Comuni italiani più una lista civica. Hanno fatto venire un ministro, 3 sottosegretari, il presidente del parlamento europeo.  Ma noi non molliamo,  saremo sempre più maturi e pronti a riprendere la città quando, chi ieri sera ci è arrivato prima di noi, deciderà di riconsegnarcela. Abbiamo la pretesa di pensare che siamo quelli forti davvero. Perché forte è non chi vince, ma chi si rialza quando cade”. L’ultima battuta spetta ad Alfonso Antoniozzi: “Nessuno di noi combatteva per prendere il potere, ma per cambiare la città. Lo faremo la prossima volta”.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.