Home Attualità Frontini: “Silvio Franco sarà in giunta. Ecco la mia squadra. Arena presenti la sua. Non ci serve la competenza degli ex che hanno ridotto Viterbo così”.
Frontini: “Silvio Franco sarà in giunta. Ecco la mia squadra. Arena presenti la sua. Non ci serve la competenza degli ex che hanno ridotto Viterbo così”.

Frontini: “Silvio Franco sarà in giunta. Ecco la mia squadra. Arena presenti la sua. Non ci serve la competenza degli ex che hanno ridotto Viterbo così”.

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VITERBOCampagna elettorale agli sgoccioli, ballottaggio dietro l’angolo e gli scambi dialettici tra gli avversari si fanno sempre più “infuocati”. Chiara Frontini risponde alla presenza dei big della politica nazionale a Viterbo per sostenere Giovanni Arena candidato sindaco di centrodestra, aggiungendo e annunciando un tassello alla sua giunta. “Silvio Franco sarà il nostro assessore allo Sviluppo economico e al turismo”, dice nel cortile di Palazzo dei Priori, tanto per familiarizzare con l’aria di quella che potrebbe essere la nuova “casa” della squadra di Viterbo 2020 per cinque anni in caso di vittoria al ballottaggio del 24 gennaio.

Silvio Franco, docente dell’Università degli Studi della Tuscia, noto per aver contribuito alla progettazione della valorizzazione territoriale di Bagnoregio e di Civita. E se il gioiello dei Calanchi, invidiato da tutti, non è del territorio di Viterbo, qui si può almeno portare chi del suo successo è stato in parte l’artefice. Forse è stata questa “la lampadina” di Chiara Frontini che ha avvicinato il professore, come lui stesso ha spiegato, già da settembre dello scorso anno, per replicare a Viterbo, evidentemente, un modello vincente che si è affermato nel territorio guidato da Francesco Bigiotti. La presentazione del professore Silvio Franco, assessore allo Sviluppo Economico e al Turismo nella giunta di un’eventuale maggioranza Frontini, è stata anche l’occasione per rifilare una stoccata all’avversario del prossimo ballottaggio: Giovanni Arena, al quale la Frontini, a mezzo media locali, recapita un messaggio chiaro: “Questa è la mia squadra – dice accanto ad Alfonzo Antoniozzi, candidato per l’assessorato alla cultura e Petroselli all’urbanistica – l’abbiamo annunciata alla città prima del ballottaggio. Poiché gli altri parlano tanto di squadra, ci dicano qual è la loro. Parlano di competenze da mettere in campo. Attendiamo di sapere quali sono. Vediamo se l’altro contendente al ballottaggio Giovanni Arena è in grado di dirci qual è questa fantomatica squadra competente ed esperta, come è composta, quali competenze ha da mettere in campo, affinché la città possa sperare in un futuro migliore che fino ad oggi non hanno dimostrato di saperle dare”. Frontini sulle “competenze” possedute da una squadra, piuttosto che un’altra, punto su cui Arena ha provato a conquistare dei punti di vantaggio forte della presenza di ex amministratori, non arretra, ma insiste. “In questi giorni che ci portano al ballottaggio i nostri avversari dicono che noi non siamo competenti – prosegue -.  Oggi con l’aggiunta di Franco ad Antoniozzi e Petroselli confutiamo del tutto questa affermazione. Siamo in grado di schierare gente preparata e competente che saprà amministrare la città grazie alla propria professionalità e al proprio vissuto. Sentiamo parlare di un possibile toto assessori del centrodestra – prosegue Frontini – ma con tutto il rispetto dovuto alle persone, se quelle sono competenti, la competenza è un argomento che non avrà più alcun fondamento da oggi in poi. Se per competenza intendiamo il semplice fatto di aver amministrato, questo tipo di competenza non ci serve affatto. Se Viterbo è ridotta così è proprio  perché quel tipo di competenza è stata al governo fino ad oggi. E noi non ne abbiamo alcun bisogno. Noi vogliamo schierare, e lo stiamo facendo, persone veramente competenti.  Se competenza significa avere già messo i piedi nell’amministrazione comunale – insiste Frontini – essendo questi i risultati, dico grazie, quel tipo di competenza non ci serve, non possiamo pensare che ci sia sempre un’assicurazione disposta a pagare”. Silvio Franco, da parte sua, spiega perché ha accettato di entrare nell’eventuale giunta Frontini. “Ci siamo iniziati a vedere a settembre – dice – il giorno dopo il ballottaggio, Chiara mi ha chiamato. Ciò che mi ha spinto ad accettare la sua proposta è, tra le altre cose, la considerazione che in tutta Italia tra i sindaci che hanno vinto al primo turno e quelli che sono arrivati al ballottaggio lei è l’unica donna.  Credo che questo sia un segnale pericoloso perché denota poco spazio per l’altra metà del cielo che sono le donne. Come papà di due bambine non vorrei che questo fosse il futuro della nostra società. Questo pensiero mi ha dato la spinta finale a sostenere Chiara. Porterò all’interno dell’amministrazione comunale quello che ho imparato in questi anni nell’università della Tuscia. Non servono azioni, eventi, interventi spot. Senza strategie e obiettivi chiari, tutto ciò non porta a nulla. Serve una visione per questa città. Senza questo elemento chiave tutto ciò che si fa, rischia di fallire se non addirittura diventare controproducente. Molti mi chiedono se esporre la macchina di santa Rosa è stata una decisione giusta o sbagliata. Non si può dire. Se non si conosce la strategia che sta dietro, una decisione può essere geniale così come folle. Dipende da qual è l’obiettivo. Nulla di per sé è giusto o sbagliato.  Con Chiara e la sua squadra ci fermeremo a ragionare sugli obiettivi e le strategie da intraprendere per conseguire una data visione turistica e di sviluppo economico”. Se il fine è ancora da definire, la modalità è certa. “Viterbo, cuore della Tuscia è il concetto che vogliamo sviluppare – dice Frontini – ci rifaremo a un sistema di “rete” con cui Viterbo possa riacquistare la sua centralità e il suo ruolo di traino. Rete sia con gli altri Comuni della Tuscia che all’interno della città.  Con il professor Franco – prosegue Frontini – ci siamo confrontati sull’assenza di un brand della città. I turisti vengono tutti qui per un motivo diverso. Viterbo non ha una sua identità. Vogliamo strutturare un’offerta differenziata e puntare a un turismo di qualità – conclude Frontini – a una permanenza media più lunga di quella che c’è oggi. Non è nostro interesse il target di turisti mordi e fuggi. Certo non li cacceremo. Ma puntiamo su un tipo di turista che si fermi a dormire qui e possa realmente portare a Viterbo sviluppo economico e occupazionale”.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.