Home Cronaca Il legame nella grande famiglia dei facchini, Rossi: «Non mollate, perché così scaricate il peso su chi vi sta vicino».

Il legame nella grande famiglia dei facchini, Rossi: «Non mollate, perché così scaricate il peso su chi vi sta vicino».

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Viterbo, 28 agosto 2022 – Ogni volta, è una metafora della vita che si impone: «Non mollate, perché se lo fate, scaricate il peso su chi vi sta vicino. E questo non è il nostro spirito». È una delle raccomandazioni del capofacchino Sandro Rossi  che stamattina, insieme al presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini, hanno dato ai facchini di Santa Rosa, riuniti alla ex chiesa della Pace per la consegna di ciuffi e spallette, in vista del 3 settembre. E ancora una volta, il Trasporto e le sue regole,  non sono solo un suggestivo spettacolo e una celebrazione della devozione verso la Santa patrona, ma anche uno specchio della vita, come andrebbe vissuta, soprattutto per chi sposa quei valori che il facchino conosce bene: fratellanza, sacrificio, solidarietà, onore e rispetto. Li ricorda Lorenzo Celestini, nel suo saluto di oggi alla ex chiesa della Pace, insieme alle “emozioni” e ai “ricordi” che i ragazzi di Armonia Celeste hanno riesumato nel trasporto di ieri sera al Pilastro. «Mi sono emozionato come un bambino al primo giorno di scuola – ha detto – Armonia Celeste è stata una macchina importante anche per la storia del Sodalizio. Oggi ho sentito tante raccomandazioni che mi hanno fatto tornare indietro di tanti anni. Voglio dire ai nove nuovi facchini: ‘Avete fatto una scelta importante, una scelta che vi accompagnerà per tutta la vita, non solo nel Trasporto. Nessuno vi ha chiamato, è una scelta volontaria, interpretatela con rispetto verso voi stessi, chi vi sta vicino e verso tutta la città’».

Massimo Mecarini e Sandro Rossi
Da sin.: Massimo Mecarini e Sandro Rossi

Molto sentito anche l’intervento della sindaca Chiara Frontini: «Qui c’è il cuore della città – ha detto – noi stiamo dando tutto per rendere questo 3 settembre il migliore possibile. Stiamo dando tutto per la sicurezza, per la promozione, per la logistica, per la cura ma, soprattutto, per le emozioni. Ci aspettiamo altrettanto da voi, come avete sempre fatto, ma quest’anno ancora di più. Lo dobbiamo per i due anni che il Trasporto non c’è stato, e per chi non c’è più.  Quello che ho appena visto qui, i legami che siamo capaci di costruire qui dentro, sotto quel campanile che cammina, è qualcosa di raro e prezioso che la città  deve custodire, questo è il vero patrimonio dell’umanità di questa città. Dategli sotto, caricatevi al massimo questa settimana». Legami che tengono uniti i facchini, senza i quali, sollevare quell’imponente, maestosa, gigantesca struttura, sarebbe un’impresa impossibile. E invece, per quella macchina alta fino al cielo, sfilare lungo le vie della città, diventa un gesto naturale, quasi non comportasse alcuna difficoltà, ma solo perché, alla sua “base“, ci sono quei legami per cui ogni uomo si fonde con l’altro per dare vita a un’unica, grande, forza motrice. È il miracolo della fratellanza, quella capace di realizzare l’impossibile, in ogni vicenda della vita, non solo nel Trasporto, dove, ancor prima di quel fatidico 3 settembre, si è mostrata stamattina alla ex chiesa della Pace, quando i facchini, tutti insieme, hanno manifestato il loro sostegno a due componenti del Sodalizio che in questi giorni hanno perso rispettivamente la moglie e il padre. Sempre nella mattinata di oggi è stato dato il benvenuto ai nuovi nove facchini, secondo il modo cameratesco, e a tratti anche goliardico, del Sodalizio, che ha chiesto alle nove, nuove, “spine” di intonare l’inno a Santa Rosa  e la canzone a Maria Liberatrice. La famiglia cresce, si rinsalda, solleva il capo dopo la burrasca che ha investito il mondo negli ultimi due anni, e Rosa, ancora una volta, si innalza sulla vicenda umana, pronta a riprendersi la sua città.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.