Viterbo – Circa 500 persone a visitare il presepe vivente allestito nel giardino di San Faustino. Un successo più che evidente: fin dall’apertura si è creata una lunga fila al portone della chiesa di San Faustino e Giovita, uno degli ingressi al cortile in cui è stato allestito il villaggio di Betlemme. Le persone hanno atteso pazientemente. L’organizzazione, del resto, ha pensato a tutto. I visitatori sono entrati a gruppi, e mentre uno iniziava la visita al presepe, quello successivo sostava all’interno della chiesa dove, al centro della navata, era stato allestito uno schermo per ripercorrere le fasi della vita di Gesù. L’ingresso inizia in una stanza in cui Maria riceve la visita dell’angelo. La prima scena, quindi, è quella dell’Annunciazione, ben ricostruita da due ragazze, una che interpreta la creatura celeste e l’altra la Vergine. La visita poi prosegue sul cortile. La porta si apre e il tempo sembra scorrere all’indietro all’epoca della nascita di Gesù. Un centurione accoglie sul vialetto le famiglie all’interno di una ricostruzione in legno dove campeggia il cartello S.P.Q.R. “Censimento”. Il soldato ha accanto a sé una grande cassetta rustica in legno. Segna il nome dei visitatori su un foglio, riceve l’offerta e in cambio dà grosse medaglie di cioccolata ai bambini. La visita prosegue: c’è il pastore con il recinto pieno di pecore, da una parte gabbie con uccelli, si arriva alla tenda dei centurioni con i mantelli rossi, l’elmetto e lo scudo. Nell’angolo più distante del cortile la capanna con dentro Maria, Giuseppe e il Bambino. Fuori due ragazze lavorano all’uncinetto, vicino un bambino e una bambina, sotto l’occhio vigile della mamma, intrecciano cesti. Tutto è ben ricostruito e il tempo sembra proprio quella di una volta, merito delle scenografie ricostruite nei minimi dettagli e dalla grande naturalezza con cui i figuranti si calano ognuno nel proprio ruolo. Ci riescono veramente bene, e sui loro volti si legge il piacere di far parte del mosaico di uno spaccato, importante, della storia. In un angolo c’è il maniscalco concentrato sui suoi arnesi, la lavandaia che lava i panni in una fontana in pietra e li stende su un filo. Proseguendo sul sentiero di “Betlemme” si incontrano in successione: la donna che serve il formaggio, due che offrono bruschette, che il fornaio prepara sulla brace, pizzette fritte, un’altra offre vin brulè. C’è veramente tutto per trascorrere un pomeriggio diverso dal solito, in piena tradizione natalizia. «Questo è il primo anno che organizziamo il presepe vivente – dice don Pierpaolo – I collaboratori parrocchiali, le famiglie e i ragazzi del catechismo si sono adoperati per rendere possibile tutto ciò. A loro vanno i nostri più sentiti ringraziamenti». Il presepe vivente, organizzato dalla parrocchia del Sacro Cuore, ha fornito un’altra ottima occasione per riaccendere i riflettori sulla chiesa di San Faustino, oggetto, qualche mese fa, di un intervento di riqualificazione che ha portato alla sostituzione dell’illuminazione, e far rivivere il quartiere.
