Home Cronaca La “Caccia alle uova di Pasqua” porta un centinaio di famiglie a Pratogiardino

La “Caccia alle uova di Pasqua” porta un centinaio di famiglie a Pratogiardino

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Viterbo – Una bella festa di primavera, nata con l’intento di dare la “Caccia alle uova di Pasqua”: si chiama così l’iniziativa intrapresa dal gestore dell’area giochi all’interno di Prato Giardino che ieri ha finito con il riempire di famiglie e bambini non solo il suo spazio, ma anche tutto il parco pubblico.

Un’iniziativa, dunque, che proprio per l’effetto sortito, non è passata inosservata. In questo periodo, infatti, è più sentita del solito la necessità di riempire il parco pubblico con cittadini per allontanare certe situazioni che hanno determinato più volte l’intervento della Polizia e conseguenti arresti per spaccio di stupefacenti. Un’area, dunque, diventata sensibile, tanto da richiedere la presenza di un camper fisso della Questura. Un segnale per certi versi rassicurante per i fruitori del parco, ma dall’altro inquietante, poiché emblema di un quadro sociale in cui la sicurezza sta diventando un valore sempre più precario.

Se la presenza del personale della Questura è fondamentale nel garantire il rispetto delle regole che reggono una comunità civile, l’antidoto contro chi ha pensato di trasformare Prato Giardino la “casa” dello spaccio, resta la “frequentazione” dell’area da parte dei cittadini. Riportare questo sito ad essere vissuto, è il modo migliore per scacciare i malintenzionati. Ed ecco che la “Caccia alle uova”  diventa la caccia(ta) a chi le uova nel paniere della cittadinanza le voleva rompere, rendendo di fatto questo parco infrequentabile.

“Abbiamo ideato questa giornata – dice Pecorella, titolare dell’area giochi – per far divertire i bambini all’aria aperta. Soprattutto dopo questi giorni di pioggia. È andato tutto bene, si sono divertiti, hanno giocato. Sono venute un centinaio di famiglie. Questa giornata è stata una mia iniziativa. Avevo solo sette anni quando giocavo in questo parco. Ho visto i suoi periodi migliori e quelli peggiori. Questi ultimi, purtroppo, sono quelli che stiamo vivendo ora. Il parco è un po’ trascurato. Ma sono sicuro che possiamo cambiare la situazione e tornare meglio di prima. Spero che la gente ci aiuti in questo”, prosegue Pecorella. “Mi auguro che si torni a vivere di nuovo il parco. Oggi le persone frequentano maggiormente la nostra area giochi piuttosto che quella pubblica perché da noi trovano uno spazio attrezzato, nell’altra, invece, non ci sono giochi, animali, fiori, né prati tenuti in modo tale da potersi anche sdraiare. Da noi, però, si paga un biglietto, anche se modico, perché sosteniamo delle spese per mantenere l’area giochi. Se il parco tornasse a essere fruibile come una volta, sarebbe ottimo per tutti, anche per noi. Ci sarebbe più gente a Prato Giardino e il parco tornerebbe quello di una volta. Io sono classe ‘87 e ai miei tempi si veniva a giocare qui. Oggi, invece, i ragazzini sono più contenti di stare di fronte a uno schermo di un computer che giocare all’aria aperta, in mezzo alla natura”. Il fattore sicurezza fa, inoltre, la sua parte nel disincentivare la frequentazione del parco, soprattutto nelle parti più nascoste. “Essendo un posto in preda al degradato – dice Pecorella – porta alcune situazioni. Le famiglie sono un po’ preoccupate. C’è paura ad addentrarsi nelle zone del parco più appartate. Mi auguro che il Comune ritorni a darci una mano, in modo che Pratogiardino torni fruibile per tutti anche per chi non può permettersi di pagare un biglietto. Noi da parte nostra organizzeremo altre iniziative come questa per incentivare la gente a venire”.

All’iniziativa presenti anche i volontari di Viterbo Civica e Lucio Matteucci.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.