Draghi: meno sussidi e più investimenti, così sarà riscritto il Recovery plan.
Nazionale, 5 febbraio 2021 – “Spendere con saggezza e intelligenza. Non si può puntare solo sui sussidi, ci dovranno essere soprattutto investimenti. Perché soltanto il debito buono può aiutare a creare posti di lavoro e a spingere l’economia”, ecco la ricetta di quello che pare apprestarsi a diventare il prossimo presidente del consiglio italiano: Mario Draghi. Un nome che è già un biglietto da visita, di quelli che li esibisci e le borse iniziano a volare, lo spread a scendere. È bastato che super Mario salisse le scale del Quirinale per andare a ricevere da Mattarella l’incarico per la formazione di un governo di salvezza nazionale e i mercati hanno decollato, mentre il famigerato spread, ossia il differenziale di interesse tra BTP italiano e Bund tedesco a 10 anni, ha imboccato un trend al ribasso. Si dirà: la finanza non è la vita reale. Errato. Quando cala lo spread, migliora la “reputazione italiana” gli investitori acquistano più favorevolmente il debito italiano e il Paese, ossia i cittadini, devono pagare meno interessi sul debito pubblico. Insomma, oggi, concepire la politica in maniera separata dall’economia e dai mercati non si può, perché i numeri dei listini telematici si traducono spesso in perdite e guadagni reali. Detto ciò, la cura Draghi, seppur il nuovo, probabilissimo premier, non l’abbia ancora dettagliatamente e puntualmente enunciata, può essere desunta in grandi linee, dalle dichiarazioni rese. Pare evidente, intanto, che l’ex governatore della BCE andrà a riscrivere il Recovery plan. Come? Come ha più volte detto: facendo debito, ma debito buono, per non mettere un altro pesante macigno sulle spalle del Paese e delle nuove generazioni. “I soldi del Recovery dovranno essere spesi con saggezza e intelligenza. Non si può puntare solo sui sussidi, ci dovranno essere soprattutto investimenti. Perché soltanto il debito buono può aiutare a creare posti di lavoro e a spingere l’economia” è il Draghi pensiero. Tre le sfide del nuovo premier: l’emergenza economica, sociale e sanitaria. Rilancio dell’economia, puntando sui giovani e sul futuro, l’orizzonte su cui si proietteranno investimenti ad alto rendimento in settori con maggiore opportunità di crescita e di posti di lavoro. Sulla seconda emergenza, quella sociale, potenziare il welfare per ridurre le disuguaglianze sociali accentuate dall’epidemia. La terza, quella sanitaria, richiederà un massiccio piano vaccinale: “Se gli imprenditori non hanno una prospettiva e non sono sereni rispetto al Covid, non potranno investire e scommettere sul futuro» ha detto Draghi, secondo quanto riporta Il Messaggero. Prime linee, sufficienti, però, a scavare un profondo solco tra i due Mario: Monti e Draghi. Il primo è stato premier con mandato di tagliare la spesa e sforbiciare pensioni e servizi alle persone, il secondo avrà la missione di aumentare la spesa pubblica, spendendo i soldi dati in prestito all’Italia con il Next Generation Ue. Come li spenderà Draghi? Come un buon padre di famiglia, pensando al futuro dei propri “figli”, cioè alle nuove generazioni, e puntando su tutte quelle opportunità che potranno contribuire a modernizzare e rendere più efficiente il sistema Italia, ma soprattutto, che permettano di alimentare quella crescita economica che consentirà al Bel Paese di onorare i prestiti concessi dagli alleati europei senza comprimere la qualità di vita dei ceti sociali. Una sfida epocale, per la quale, serviva una grande visione, una competenza straordinaria, e una buona dose di coraggio: ingredienti che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha riunito in due parole: Mario Draghi, appunto. Uno che non solo rischia di rimettere in sesto l’Italia, ma anche di placare i bollori della politica, avviandola, magari, sulla strada dell’autocritica e del ripensamento di quel ruolo che, in questi giorni, abbiamo visto miseramente fallire.