Home Cronaca La scritta STOP sparita da anni: ennesimo incidente all’incrocio via L. Da Viterbo.
La scritta STOP sparita da anni: ennesimo incidente all’incrocio via L. Da Viterbo.

La scritta STOP sparita da anni: ennesimo incidente all’incrocio via L. Da Viterbo.

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Viterbo, 1 luglio 2020 – La scritta STOP non si legge più oramai da tanto tempo e all’incrocio tra via Lorenzo da Viterbo e via Vanni, a Viterbo, nei pressi di Piazza Crispi, gli incidenti continuano. Complice anche la scarsa visibilità del crocevia, con il rigoglioso viale storico dei giganteschi tigli, alla quale si potrebbe sopperire, però, con un’adeguata segnaletica orizzontale e verticale che avverta dell’incrocio pericoloso. Da anni, invece, le indicazioni in terra non si vedono quasi più, praticamente scomparsa la parola STOP, resta una striscia bianco sporco e un sommesso cartello verticale sul lato destro della strada. Gli incidenti continuano. E sempre abbastanza violenti. Stamattina l’ultimo. Ad essere coinvolte due auto: una furgonata e una Fiat 500 sulla quale viaggiava una famiglia: nonno, papà e figlia/nipote una bambina di 4 anni trasportata in via precauzionale in ambulanza all’ospedale, dopo averle apposto un collarino, per accertamenti in seguito alla botta ricevuta durante l’impatto. Nessun ferito grave, e nessuna vittima. Ma l’incrocio resta lì, sempre più insidioso, sempre meno segnalato, sperando che la prossima volta, la sorte sia ancora benevola per i malcapitati.  Diversi abitanti stamattina, sentito lo schianto e il pianto disperato della bambina, si sono riversati in strada e hanno commentato: «La solita storia», «Ci risiamo», «In passato hanno buttato giù pure il muretto (quello di una casa situata sull’incrocio ndr)». La dinamica degli incidenti è spesso simile:  un’auto in marcia su via Pietro Vanni non si ferma allo stop, non più leggibile in terra, e impatta contro l’auto proveniente dal rettilineo di via Lorenzo da Viterbo in direzione piazza Crispi. Gli scontri sono tutti abbastanza violenti, tanto che in molte occasioni l‘auto proveniente da via Vanni effettua una rotazione e finisce per “atterrare” obliqua sul marciapiede di via Lorenzo da Viterbo, sempre molto frequentato dagli abitanti della zona che vanno a piedi in chiesa o a fare la spesa o si recano al centro storico per andare a passeggio. È solo merito della buona sorte se finora, nel momento degli incidenti, nessuno si è trovato a passare di lì, altrimenti la cronaca dei numerosi scontri si sarebbe tinta di nero. A non poterla più raccontare, per ora, è solo il tiglio che, la sua malasorte, ha voluto fosse piantumato proprio all’angolo dell’incrocio dove spesso finiscono le auto durante lo scontro. La povera pianta ha preso negli anni così tante botte che alla fine è stata abbattuta. Mentre ovunque in città spuntano semafori, rompi tratta, non si comprende perché l’incrocio di via Lorenzo da Viterbo e via Pietro Vanni continui a restare con una segnaletica orizzontale oramai quasi del tutto scomparsa che non solo dovrebbe essere ripristinata, ma sicuramente rafforzata per segnalare agli automobilisti l’approssimarsi di un incrocio che, dal numero di incidenti che si sono verificati fino ad oggi, non può che definirsi come molto insidioso. Proprio ieri in consiglio comunale si è parlato dell’incidente del giovane Raffaele Trua avvenuto su un’altra strada maledetta, la Sammartinese,  che versa in uno stato disastroso, e della necessità di procedere alla messa in sicurezza dei tratti pericolosi della città, per evitare di scrivere altre brutte pagine di storia. Un’intenzione che si spera non resti solo sulla carta, ma possa presto tradursi in azioni concrete, intervenendo anche sulla pericolosità dell’incrocio di via Lorenzo da Viterbo, prima che accada l’irreparabile.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.