Viterbo, 14 novembre 2016 – Ricorre spesso nella comunicazione degli enti pubblici, soprattutto locali, il richiamo alle risorse finanziarie e alla loro scarsità, vista come la principale discriminante delle reali possibilità di veder crescere e svilupparsi le nostre città. Ma c’è un fattore forse addirittura più importante, anche se non percepito con la stessa immediatezza del denaro, nel realizzare una visione del futuro, e sono le idee. Sono state proprio queste, l’oggetto del bando pubblicato a febbraio dall’assessorato all’urbanistica “Le piazza fanno centro”, che si è posto come scopo quello di sollecitare proposte innovative per la riqualificazione cittadina tra gli esperti di architettura e ingegneria. Proprio qualche giorno fa sono stati proclamati i primi tre classificati. Al primo posto c’è il progetto degli architetti Alessia Bettazzi e Pierluigi Percoco, e del design team composto da Vanessa Cencetti, Martina Melani, Roberta Russo, con l’idea di un percorso basato sull’acqua che riunisce con un vero tracciato piazze e fontane, proponendo anche soluzioni per la mobilità e i parcheggi, insieme all’arredo urbano pensato specificatamente per ogni piazza, e l’illuminazione. Come guardare le fontane, presenza caratteristica di Viterbo, e non pensare all’acqua, elemento dall’alto significato anche simbolico che ritroviamo pure nella meravigliosa Villa Lante, alle porte di Viterbo, nel piccolo borgo di Bagnaia? Anche se la frazione non è inserita nel concorso, la presenza di uno dei parchi rinascimentali più belli d’Italia, con il suo percorso basato essenzialmente sull’acqua, rimarca la forza di questo elemento dal punto di vista architettonico e storico, peculiare, della città di Viterbo. Proprio dal tema dell’acqua parte il progetto vincitore delle concorso “Le piazze fanno centro”. “Nelle antiche carte topografiche della città – sono le considerazioni dell’architetto Bettazzi – il tessuto urbano è segnato da piazzette, di forma più o meno irregolare, nelle quali compaiono sempre una chiesa e una fontana, simbolo entrambe della comunità cittadina medievale. Attualmente Viterbo non è attraversata da corsi d’acqua visibili, poiché il torrente Urcionio, anticamente fonte di energia per la città, scorre ancora nel sottosuolo cittadino, ma è stato interrato nel dopoguerra”. Le riflessioni dell’architetto Alessia Bettazzi sul ruolo dell’acqua nel contesto urbano e storico cittadino investono anche il prezioso patrimonio naturalistico rappresentato dalle terme: “Note sin dal periodo etrusco – scrive l’architetto – rese celebri dai romani, ancora utilizzate durante tutto il Medioevo sia come ristoro per chi attraversava la via Francigena sia per lavorare la canapa tessile la cui coltivazione e lavorazione rendeva celebre e ricca la città”. E così, proprio dal “tema dell’acqua e dalla sua forza evocativa per la città”, parte il progetto premiato dalla commissione giudicatrice con 82 punti su 100, primo classificato nel concorso per la riqualificazione di piazza san Sisto, piazza Fontana Grande, via Cavour, piazza del Plebiscito, via Roma, piazza delle Erbe, via e piazza San Lorenzo, piazza del Gesù, piazza della Morte. “Abbiamo richiamato la presenza del fiume Urcionio, vivo e presente nelle viscere della terra – spiega ancora Bettazzi – trasformandolo nell’attore principale della nostra scena progettuale. L’acqua riaffiora in superficie portando con sé la rievocazione del rapporto tra acqua e città. Le linee di questo flusso sono realizzate con fasce di travertino, materiale della tradizione locale, che vanno ad incorniciare zone caratterizzate dall’uso di diversi materiali a seconda della loro funzione. Un progetto di rigenerazione urbana che segue un flusso d’acqua immaginario, capace di collegare le principali piazze e abbracciare tutte le fontane che trova sul suo percorso, anche di notte sarà possibile percepire il flusso d’acqua grazie all’uso di sorgenti a led, che andranno a segnare le lingue di travertino. Il percorso parte volutamente dalla fontana esterna di Porta Romana ed entra nel centro cittadino, passando da Piazza San Sisto; successivamente prosegue lungo via Garibaldi fino a Piazza Fontana Grande, percorre Via Cavour, e arriva in Piazza del Plebiscito. Da qui si diramano due percorsi minori, uno verso piazza delle Erbe, e uno verso Piazza del Gesù, Piazza della Morte fino alla conclusione in Piazza San Lorenzo. Come in un itinerario turistico tutte le piazze sono unite da un vero tracciato che racconta di una città aperta ad un più ampio spettro di progetti di riqualificazione”. Il progetto propone una rilettura non solo delle piazze, ma anche delle strade collegate con “ l’introduzione di zone 30, zone a traffico limitato ed un nuovo assetto dei parcheggi. Importante corredo alla proposta progettuale è lo studio dell’arredo urbano pensato e calato ad hoc per ogni piazza, i dehor per le attività commerciali e l’illuminazione che va ad esaltare e arricchire complessivamente l’intervento”.