Micci (Gruppo misto): “Sono rimasto in aula solo per le frazioni. Maggioranza fa prove di forza senza numeri”
Arriva la modifica dello statuto comunale in consiglio, ma i numeri per l’approvazione non ci sono. Inutile guardare nell’altra parte della sala, sperando in un’ancora gettata dall’opposizione in un moto di “bontà istituzionale”, a cui si appella il sindaco Michelini, sottolineando che “lo statuto non è di destra né di sinistra”, e quindi dovrebbero approvarlo tutti. Ma Ubertini (FDI) ricorda al sindaco: “Molte volte avete disatteso gli accordi presi, come quello con cui vi eravate impegnati a non fare più consigli in seconda convocazione. E invece siete ricorsi a questo sistema pure per l’approvazione del bilancio. Mi dispiace dirglielo, sindaco, perché apprezzo la sua persona, ma non possiamo non riconoscere che ormai da qualche anno non siete stati più in grado di esprimere un numero di consiglieri adeguato. Questa è una sconfitta della sua maggioranza”.
All’atto del voto sullo statuto tutta l’opposizione esce dell’aula e il numero richiesto per l’approvazione: 22 voti, non c’è. La pratica salta. Ora sarà necessario riportarla in consiglio entro trenta giorni, dove il numero di voti per licenziarla scenderà a 17. Riuscirà la maggioranza Michelini ad avere questo numero di consiglieri in sala?
L’unico “salvagente” offerto, ma non alla coalizione di governo di centrosinistra, bensì alle frazioni, destinatarie di alcune migliorie introdotte dalle modifiche statutarie, è stato Elpidio Micci (Gruppo misto). “Sono rimasto in aula – dice – a differenze dei miei colleghi dell’opposizione, perché pur rispettando la loro scelta, non me la sono sentita di lasciare i banchi mentre si stava votando una modifica dello Statuto comunale sugli istituti di partecipazione che avrebbe introdotto dei miglioramenti per le frazioni. Ma bisogna dirla tutta: anche in questo caso la maggioranza ha dato ampia dimostrazione della superficialità con cui affronta le problematiche della città e delle frazioni. Ormai sono diversi anni che la coalizione di governo non riesce ad avere il numero legale in prima convocazione e quindi è costretta a ricorrere alla seconda convocazione per abbassare il quorum di consiglieri richiesto. Oggi sull’approvazione dello statuto hanno voluto fare una prova di forza. Non c’era la necessità, ma soprattutto non c’erano i numeri in maggioranza per farla. E dire che nell’ultimo consiglio comunale la discussione era iniziata, poi era stata sospesa, proprio perché, in virtù del rispetto verso il consiglio e la materia trattata, avevamo evidenziato l’opportunità che la maggioranza fosse al completo. Questo non è accaduto. Nella seduta di oggi la coalizione di Michelini era rappresentata da 16 consiglieri. Pur condividendo la scelta dei colleghi di minoranza che hanno deciso di abbandonare l’aula, io non me la sono sentita di fare altrettanto, vivendo quotidianamente le difficoltà delle frazioni e dei territori decentrati. Nella modifica dello statuo che si è discussa oggi, c’era ad esempio la possibilità di creare capitoli di bilancio specifici proprio per le frazioni. Si trattava, comunque, di un atto importante che avrebbe richiesto la presenza di tutto il consiglio comunale e non di una sola parte. Nonostante sia rimasto in aula, il documento non è stato approvato. Per farlo sono richiesti 22 consiglieri. Ma in sala erano molti di meno. Così la votazione non è servita a nulla. Ora, entro 30 giorni, la pratica sarà nuovamente portata in consiglio comunale dove saranno necessari, stavolta, soli 17 voti a favore. Mi auguro, quindi, che la maggioranza stavolta dimostri responsabilità.