Home Attualità Moltoni resta in consiglio: sulla decadenza tutti contro tutti, anche i pareri legali
Moltoni resta in consiglio: sulla decadenza tutti contro tutti, anche i pareri legali

Moltoni resta in consiglio: sulla decadenza tutti contro tutti, anche i pareri legali

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Moltoni resta, la maggioranza se ne va. Il voto sulla decadenza del consigliere comunale eletto nelle liste di Oltre le Mura, a sostegno del sindaco Leonardo Michelini, poi transitato nell’opposizione, ha frantumato la coalizione di governo a Palazzo dei Priori.\r\n\r\nIn otto votano sì all’uscita di scena di Moltoni e sono Michelini, Minchella, Bizzarri  per il Pd, Ciorba e Simoni (Oltre le Mura),  Treta (Lista civica), Moricoli (Mo.Ri)a cui si è aggiunto De Dominicis (M5S) per l’opposizione.\r\n\r\nMa è  folta anche la fetta di maggioranza che si appella all’articolo 47 comma 4, in virtù del quale restano in aula ma senza esprimere voto: Serra, Boco, Quintarelli, Troili, Cappetti (Pd), De Alexandris (Viva Viterbo) Mecozzi (Oltre le mura)\r\n\r\nLo fanno invece i consiglieri di opposizione: dicono “no” alla decadenza di Moltoni: Insogna (Gal), Marini, Sberna, Ubertini (FI), Galati (Misto), Grancini, Buzzi (FdI) Santucci (Fondazione) A loro si aggiunge anche Marco Volpi (Pd) della maggioranza. Anche nell’opposizione c’è chi decide di non pronunciarsi e sono Elpidio Micci (Misto) e Chiara Frontini  (Viterbo 2020) che invocano, l’articolo 47 come gran parte della maggioranza.\r\n\r\nLa pratica con nove voti contrari ed otto favorevoli viene respinta. L’opposizione supera la maggioranza in consiglio comunale, profondamente divisa sulle sorti di Moltoni. Nemmeno l’escamotage di riunire il consiglio in seconda convocazione, che richiede un numero legale inferiore, ha salvato Michelini dallo sfaldamento della sua maggioranza.\r\n\r\nVa in archivio, quindi, la decadenza di Francesco Chicco Moltoni che si troverebbe, secondo l’amministrazione comunale, in una situazione di incompatibilità per una sentenza della Corte dei Conti che gli imporrebbe di risarcire il Comune per il danno erariale legato alla ricapitalizzazione del Cev.\r\n\r\nIl punto, da diverso tempo in cima all’ordine del giorno, ha mandato più volte in tilt il consiglio comunale. Puntuali, con l’arrivo della pratica, le defezioni in consiglio, l’unica via per evitare un voto su una questione ancora molto controversa che non riesce ad avere una lettura legale univoca sul da farsi e sulle conseguenze a cui i consiglieri andrebbero incontro nelle varie ipotesi di voto.\r\n\r\nSecondo la segretaria generale del Comune di Viterbo, Francesca Vichi, Moltoni si troverebbe in condizioni di incompatibilità dal momento della sentenza di secondo grado notificata con formula esecutoria che ha autorizzato il dirigente alla messa in mora del consigliere, segnando l’avvio della procedura di decadenza.\r\n\r\nDi diverso avviso è il parere rilasciato dal consulente legale del sindaco, Pascolini, che sostiene l’esistenza dell’ incompatibilità ancora prima e cioè dal momento dell’elezione di Moltoni, e quindi anche di Tofani, che ha sanato successivamente la sua situazione versando al Comune quanto dovuto. Secondo Pascolini il consiglio comunale in questi anni sarebbe stato illegittimo, perché viziato dalla presenza dei consiglieri incompatibili. Non solo, secondo Pascolini, obbligato principale sarebbe Chicco Moltoni e non l’assicurazione stipulata che dovrebbe risarcire, o sostituirsi, a seconda delle varie tesi, a Moltoni nel pagamento. Compagnia assicurativa che ad oggi non ha ancora pagato nulla aprendo un contenzioso con il Comune. Ad ogni modo, sempre secondo Pascolini, il fatto che oggi Moltoni non abbia risarcito il Comune, lo renderebbe incompatibile con la carica di consigliere, richiedendo al consiglio di votarne la decadenza immediata.\r\n\r\nAlla divergenza di posizioni tra la segretaria generale e il consulente legale del sindaco, si è aggiunta anche quella dell’assessore Giacomo Barelli, consultato in questo caso in veste di avvocato. Barelli ha sostenuto che Moltoni, anche se avesse i soldi in tasca, non potrebbe pagare perché la “cartella” di pagamento è stata sospesa dal magistrato. Dunque: “Come si fa a chiedere di pagare una cosa che non si può pagare?” osserva Barelli, aggiungendo un altro elemento di domanda.\r\n\r\nInsomma sulla decadenza di Moltoni c’è chi la dice cotta e chi la dice cruda. La minoranza arriva a insinuare che dietro la fermezza con cui la maggioranza di Michelini ha voluto portare la pratica in consiglio, scoprendo poi di non avere i numeri per  far decadere Moltoni, ci sia una resa dei conti tra bande politiche.\r\n\r\nAl di là di questo, la decadenza di Moltoni si è rivelata una matassa sempre più intricata, tanto che la prima preoccupazione dei consiglieri oggi è stata quella di non restarci impigliati, cercando di esprimere il voto più corretto da un punto di vista normativo, mettendosi così al riparo da eventuali sanzioni o attribuzioni di responsabilità future. Nel dubbio, la scelta più gettonata è stata l’art. 47 comma 4: non esprimere nessun voto.\r\n\r\nE nel silenzio della gran parte della maggioranza, è risuonata forte e chiara la frantumazione definitiva della coalizione di Michelini, che si riflette nella vittoria di Chicco Moltoni, rimasto ben saldo sulla sua postazione tra le file dell’opposizione, contro ogni più forte desiderio di alcuni membri di maggioranza di vederlo fuori da Palazzo dei Priori.\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.