Home Cultura Natale viterbese, Ascenzi: «Gloria non può essere esposta a San Sisto». Ma se ci fosse una teca…
Natale viterbese, Ascenzi: «Gloria non può essere esposta a San Sisto». Ma se ci fosse una teca…

Natale viterbese, Ascenzi: «Gloria non può essere esposta a San Sisto». Ma se ci fosse una teca…

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ViterboGiovanni Arena da Bruxelles, dove si trova con altri amministratori del Lazio, smorza la notizia. «L’ipotesi di esporre la macchina di santa Rosa a San Sisto durante il periodo natalizio, è tutta da verificare», dichiara, con un tono che non lascia spazio a voli di fantasia. Perché per allestire la macchina di santa Rosa ci vogliono  soldi, seppur meno di quelli richiesti per il tre settembre, e, inoltre, va considerato che l’iniziativa si inserirebbe all’ultimo “minuto” in un calendario natalizio già programmato. E allestire la macchina di santa Rosa senza contestualizzarla e promuoverla adeguatamente, può anche rischiare di non produrre alcun risultato, se non quello di un fuori programma magari gradito ai viterbesi, ma anche no, visto che non tutti sembrano entusiasti della proposta. C’è chi è favorevole, ma c’è anche chi ribadisce che la macchina di santa Rosa è “patrimonio” del 3 settembre. Divisioni che, forse, cadrebbero, se la presenza della macchina a Natale fosse “narrata” all’interno di un quadro più ampio e legato alle specificità del territorio che rappresenta. Ad ogni modo non è detto che la macchina non prenderà forma a San Sisto per questo Natale 2018. L’incontro tra il Comune e i costruttori, la famiglia Fiorillo, è slittato a stamattina. Intanto, qualche “certezza” arriva dall’ideatore di Gloria in Excelsis, la macchina attualmente “in carica” che qualcuno aveva ipotizzato di esporre a Natale al posto di Fiore del Cielo, allestita l’anno scorso a piazza Verdi sempre nello stesso periodo. «Gloria non può essere esposta a San Sisto – afferma Raffaele Ascenzi -. No assolutamente no. Secondo me è troppo delicata, le ali degli angeli sono di polistirolo, sono state rinforzate, ma non sono in grado di sopportare adeguatamente i venti invernali e il meteo di questo periodo. Non mi sembra il caso di rischiare», sentenzia Ascenzi, e il pensiero corre all’appuntamento, irrinunciabile, secolare, con il tre settembre, al quale la macchina deve presentarsi in forma perfetta. “Fiore del Cielo per restare esposta a Milano – ricorda – ha richiesto delle modifiche». La questione se esporre o meno la macchina a Natale, non esisterebbe se avesse preso forma quel progetto di installare una teca a San Sisto dove poter custodire la macchina tutto l’anno, rendendola visitabile e visibile in determinate occasioni. In questo periodo, allora, sarebbe già stata lì, pronta e protetta per essere ammirata da chi arriva a Viterbo, ma anche dai viterbesi. «Alla teca sono favorevolissimo – dice Ascenzi -. Si potrebbe fare un concorso di idee per realizzarla, coinvolgendo progettisti non solo di Viterbo, ma anche di fuori. Sono sicuro che il tema riscuoterebbe attenzione da parte dei professionisti del settore». La teca potrebbe collegarsi con i camminamenti  presenti nell’abside di San Sisto inserita nelle mura cittadine, e diventare un valido polo di attrazione turistica. Certo è che se si comincia a “tirare fuori” la macchina di santa Rosa oltre il 3 settembre, per esporla, giustamente, a turisti e viterbesi, allora la realizzazione di una teca inizierebbe ad avere una funzione sempre più concreta. “Inserita dentro una teca – dice Ascenzi – potrebbe essere visitata sempre. Sarebbe un primo step verso la realizzazione del museo delle macchine ». Sul rischio che tenerla esposta 365 giorni possa diminuirne l’effetto, l’impatto visivo, del tre settembre, Ascenzi chiarisce: “No, non deve essere visibile tutto l’anno, ma solo visitabile. La si potrebbe mostrare all’esterno solo in determinate occasioni, magari con delle superfici oscurabili o rimovibili». E il Natale potrebbe essere una di queste, così come tutte le altre volte che la città decidesse di mostrare al mondo il suo gioiello più prezioso, il suo tratto indentitario  più rappresentativo e tangibile.  Nel quadro di queste riflessioni si comprende bene che la decisione non si limita esclusivamente a esporre o meno la macchina a Natale, quanto al modo con cui si vuole che essa interpreti il suo ruolo di “narratore” della storia cittadina, decidendo di ampliarne o meno la visibilità anche temporalmente e in quali forme. Una riflessione molto più ampia, dunque, ma doverosa, alla quale il Natale ha dato solo il “la”, altrimenti veramente l’esposizione della macchina in questo periodo dell’anno rischia di risultare un fatto fine a se stesso, occasionale, e senza alcun senso. Ovvio è che la realizzazione di un museo delle macchine si muove proprio nella direzione di rendere visibile e fruibile tutto l’anno queste straordinarie strutture che hanno scritto la tradizione più importante ed emblematica della città. E questo dovrebbe far riflettere quella corrente di pensiero più “ortodossa” che inorridisce senza indugio alla proposta di esporla oltre il 3 settembre.

 

Tiziana Mancinelli

info@quintaepoca.it

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.