Polizia Municipale in consiglio, Frontini: “Versioni diverse tra Nunzi (Lega) e dirigente. Grave se si fosse mentito alla città”
Viterbo – I nodi arrivano al pettine: e ci restano. In consiglio comunale tra tutte le interrogazioni, quelle sul settore della Polizia Municipale, sono quelle più “gettonate”, causa dei recenti fatti finiti sulla cronaca. Ma, nonostante le risposte dell’assessore Nunzi, sollecitata da Chiara Frontini (Viterbo 2020) e Massimo Erbetti (M5S), alcuni interrogativi restano senza risposta. La prima fa notare che le versioni del membro leghista della giunta non combaciano con quelle rilasciate alla stampa dalla dirigente Mara Ciambella. La vicenda che in questi giorni ha catapultato la Polizia Municipale sulla stampa locale si apre con il daspo del 4 settembre a una donna trovata in “stato di ubriachezza molesta” che sarebbe stato applicato senza mettere al corrente la dirigente. Secondo il vice comandante Fanelli si poteva fare anche senza coinvolgere il massimo vertice amministrativo e in commissione qualche giorno fa dichiara che il 5 settembre, quando è partita la comunicazione alla Questura firmata da Piergentili, la dirigente nemmeno era in servizio. Spunta il cartellino delle presenze di Mara Ciambella che dimostra che non era così: il 5 settembre era in servizio dalle 8,40 alle 18,11. Il 22 settembre viene eseguito un altro daspo a un ambulante abusivo. Stavolta a restare perplesso è lo stesso sindaco Giovanni Arena, come riporta il Messaggero. «Per il secondo episodio devo capire se si tratta di un semplice abusivo o se disturbava la quiete pubblica. Nel primo caso, fare un Daspo mi pare difficile». Poi c’è quella lettera dell’assessore Nunzi con tanto di firma e timbro dell’ufficio notifiche a sollevare un altro polverone: “È intenzione dell’assessore alla Polizia locale di Viterbo – recita la nota appesa in bacheca al settore – organizzare dei servizi in orario notturno” esordisce, proseguendo dando dettagli sulle modalità di espletamento del servizio e invitando i vigili a dare la loro eventuale adesione alla sua segreteria. La nota fa saltare dalla sedia i sindacati che denunciano al sindaco Arena un’ingerenza, a loro dire, dell’assessore nella sfera amministrativa del dirigente, cosa vietata dalla legge Bassanini e una procedura che avrebbe scavalcato oltre la dirigente pure la delegazione trattante. Sui turni notturni torna a tuonare la dirigente che a Quinta Epoca e anche al Messaggero dichiara: “Nunzi non me ne ha mai parlato: è venuto il mio vice, Fanelli, con un elenco di nomi e ha detto che l’assessore voleva che preparassi il provvedimento. Ho risposto di no perché non avevo l’indirizzo politico, da portare in delegazione trattante. E poi volontari? Se succede qualcosa sono problemi seri”. I pezzi del puzzle non si incastrano. E in consiglio comunale, inevitabilmente, qualcuno prova a fare chiarezza. A interrogare l’assessore Nunzi (Lega) è prima Chiara Frontini (Viterbo 2020): “Apprezziamo la voglia di fare e la dinamicità – dice – pertanto se peccati possono essere stati commessi da questo punto di vista, li consideriamo non rilevanti. La dirigente è stata più volte da noi attaccata nella precedente amministrazione, quindi il nostro intento non è certo quello di assumerne la difesa. Però mi sembra strano che le versioni dell’assessore e quelle del dirigente siano così diverse. La dirigente dice alla stampa che non è stata informata del daspo nonostante stesse in servizio. C’è il cartellino. Dice anche di non essere stata chiamata per la commissione, ed era in servizio anche quel giorno. In merito alla famosa questione dei servizi notturni dice che non è stata messa al corrente ma si è trattato di un’iniziativa autonoma e personale dell’assessore. Se le cose stanno così, è grave. Siccome le versioni sono completamente distinte, credo sia dovere dell’assessore dirci quel è la verità. È necessario fare chiarezza. O mente la dirigente o l’assessore – prosegue Frontini – Se è la prima a farlo è opportuno che ne prendiamo atto. Se mente l’assessore, invece, la cosa diventa grave: comprendiamo l’entusiasmo, ma se si fosse mentito alla città, bisognerebbe stigmatizzarlo e prendere le conseguenze politiche del caso. Nunzi dà la sua versione: “Per quanto riguarda il dapso del 4 settembre e la non comunicazione alla dirigente, non ero al corrente nemmeno io, l’ho saputo quando l’ha appreso anche lei il 5 settembre. Quello che è successo nella giornata del 4 non so dirlo. Per quanto riguarda la convocazione che non hanno fatto alla dirigente in commissione, non sono io che le convoco. Per quanto riguarda i servizi notturni è stato semplicemente un gesto, anche sbagliato, che ho fatto io per coinvolgere i vigili. Era un’iniziativa che mi è stata sollevata da alcuni vigili, – spiega Nunzi – che si sono detti disponibili per eventuali turni notturni. Prima di prendere qualunque decisione ho avvertito la dirigente dicendo che una delegazione di vigili mi aveva fatto questa proposta e se era disponibile o meno nel farlo. Non mi è stata data risposta, così ho fatto un foglio, non un ordine di servizio, comunicando ai vigili disponibili di dare la loro eventuale adesione alla segreteria, e così è stato. Alcuni si sono resi disponibili, ma non è stato attivato assolutamente nulla”. Versione che non combacia con quella rilasciata dalla dirigente. Anche Massimo Erbetti interroga l’assessore riguardo alle dichiarazioni della dirigente sulla richiesta che, a suo dire, le avrebbe fatto Nunzi su “un ordine di servizio che avrei dovuto firmare – dice nuovamente al Messaggero Ciambella – e il ritiro della determina di assegnazione dei gradi”. Ma la versione di Nunzi è: “l’unica cosa che ho tirato fuori è l’ordine di servizio, perché chi sta fuori su strada ogni volta che deve rientrare, anche per bisogni fisiologici, deve avvertire il comando e così carica il centralino già oberato. Per la determina sui gradi, mi avevano segnalato che il comando negli anni era stato abbandonato, così volevo sapere di cosa si trattasse”. Insomma, se tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, tra le parole di Nunzi e quelle del dirigente Mara Ciambella c’è un oceano. Ma l’amministrazione Arena sembra navigare verso altri lidi. La vicenda, che dal punto di vista politico non è stata mai aperta, potrebbe aver vissuto il suo ultimo atto nella seduta di ieri pomeriggio di consiglio comunale.