Home Cronaca Rigenerazione urbana, Belli (Ance): «Grande opportunità per edilizia e città più belle ed ecosostenibili».
Rigenerazione urbana, Belli (Ance): «Grande opportunità per edilizia e città più belle ed ecosostenibili».

Rigenerazione urbana, Belli (Ance): «Grande opportunità per edilizia e città più belle ed ecosostenibili».

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Viterbo, 12 ottobre 2020 – Un termine che sembra candidarsi a diventare un vero e proprio mantra nel post Covid è: rigenerazione. E non solo quella sociale e mentale, di cui tutti sentiremo il bisogno una volta usciti dal tunnel di uno stile di vita fortemente condizionato da misure restrittive delle libertà dell’individuo, ma anche quella urbanistica. Nel segno della rigenerazione, edilizia ed ambiente sono destinate ad andare a braccetto nei prossimi anni. Proprio nel settore delle costruzioni, il termine rigenerazione si prepara a rivoluzionare gli scenari futuri, disegnati in funzione di un concetto di modernità riscoperto nell’ottica ambientale, e dell’efficienza, tesa a un utilizzo coscienzioso delle risorse. La nuova frontiera del benessere passerà da qui: dalla qualità della vita, che sarà anche quella degli spazi. Si punta a riqualificare quello che già è stato costruito, efficientandolo per avere abitazioni più confortevoli, ma anche per diminuire l’inquinamento ambientale, e frenare il consumo indiscriminato del suolo. Con questi concetti chiave, il settore dell’edilizia si prepara a vivere una seconda gioventù, dopo il coronavirus. Ne parla Andrea Belli, presidente di Ance Viterbo (Associazione nazionale costruttori edili). «Il Covid ha riportato al centro dell’attenzione il settore dell’edilizia: da comparto tra i più sofferenti nella crisi degli anni antecedenti l’epidemia, si candida ora, nella nuova stagione post Covid come uno dei volani della ripresa. A fare la parte del leone – dice  Andrea Belli – sarà sicuramente il rilancio dell’edilizia privata con il bonus del 110% per la rigenerazione urbana, in uno scenario che si va definendo nella cornice di una grande rivisitazione infrastrutturale». L’opportunità è quella offerta dal decreto Rilancio (decreto legge 19 maggio 2020, n. 34) che ha introdotto disposizioni sulla detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, spettante nella misura del 110 per cento delle spese stesse a fronte di specifici interventi finalizzati all’ efficienza energetica, nonché al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici effettuati su unità immobiliari residenziali. «Questa è l’opportunità più grande che sia mai capitata al nostro settore negli ultimi anni – dice ancora Belli – ed è un modo molto intelligente per coniugare la finalità ecologica con quella edilizia. A Viterbo gli edifici più nuovi risalgono agli anni Settanta. La possibilità di efficientarli gratuitamente è un’opportunità straordinaria per i proprietari delle case che si ritrovano un valore immobiliare aumentato del 35%. Un’abitazione più efficiente è anche più confortevole e, soprattutto, ci permette di abbattere l’emissione di Co2, riducendo l’inquinamento. Da anni il settore dell’edilizia, oramai giunto a una sua maturità, non rappresentava più un terreno appetibile per gli istituti di credito che, ora, con questa novità, tornano a riscoprire in esso un perimetro di interesse per i loro investimenti. La riqualificazione urbana, con l’efficientamento degli edifici, consentirà di limitare il consumo di suolo, recuperando ciò che già c’è. Una visione che, dalla riqualificazione dell’abitazione privata, si apre ad abbracciare la rigenerazione di più vaste aree cittadine, sottraendo al degrado porzioni urbane bisognose di interventi capaci di proiettarle, in una nuova veste di modernità, nel paradigma futuro fondato su tutela ambientale, qualità urbana ed efficienza. «A Milano sono state recuperate ampie zone urbane e oggi abbiamo esempi straordinari di architettura bellissima, cito al riguardo il bosco verticale – prosegue Andrea Belli -. E dove non si può efficientare, si può pensare di demolire e ricostruire, ma l’imperativo della nuova era sarà quello di utilizzare bene quello che già è stato fatto, piuttosto che aumentare il consumo indiscriminato delle risorse, come anche quella del suolo». Un contesto in cui si profilano all’orizzonte precise visioni, nell’ambito delle quali le amministrazioni locali dovranno essere brave a rimuovere ostacoli e a facilitare in maniera rapida e scorrevole le relative procedure, rimuovendo uno dei mali italiani, la burocrazia elefantiaca. «Con una programmazione attenta – prosegue Andrea Belli – possiamo arrivare a grandi risultati, non solo per il settore dell’edilizia, ma per la città, alla quale possiamo restituire un volto più bello al passo con i tempi che impongono qualità, efficienza, rispetto dell’ambiente. Le amministrazioni locali dovranno creare quelle condizioni affinché il settore dell’edilizia anche a Viterbo colga appieno la grande opportunità che si presenta con il decreto rilancio». Una prova dei miracoli della riqualificazione è stata recentemente offerta a Valle Faul con il recupero dell’ex gasometro, realizzato da un gruppo di imprenditori, tra cui proprio Andrea Belli, insieme alla famiglia Merlani ed Ettore Bacchelli, e diventato,  a fine ristrutturazione, l’attuale sede di Unindustria che ha promosso il progetto. «Abbiamo ottenuto un grande risultato, in una zona degradata», dice Belli. Quando si parla di rilancio non si può non citare il centro storico. «Il nostro quartiere medioevale è certamente un elemento di pregio per la nostra città – dice Andrea Belli – ma come avviene in tutta Italia è a rischio spopolamento con la conseguente desertificazione. I residenti non si possono portare con la forza, ma rendendo attrattiva la zona, motivandoli con buone ragioni a maturare la scelta di vivere nel centro storico. Questo può avvenire se siamo in grado di creare una tendenza, una moda, un brand sulla parte antica della città. Vivere qui deve diventare uno status symbol, come, ad esempio, avviene a Siena». Per il rilancio del centro storico, Andrea Belli, lancia la sua ricetta: costruire e vendere un “sogno”. Come per esempio «vivere nel Medioevo». «Se la gente si innamorerà dell’idea – spiega –  la città antica potrà ritornare a vivere. Si tratta di pensare e concretizzare una “visione” del centro storico che possa tornare ad attirare le persone a vivere questa parte di città, e a partire dalla quale si possano progettare e realizzare, in un insieme sistemico, servizi, viabilità, eventi, fino a fare del centro storico un vero e proprio brand. La gente non è fuggita dal quartiere medioevale per colpa dei costruttori che hanno costruito fuori le mura – puntualizza Belli -.  I residenti se ne sono andati, perché altrove hanno trovato condizioni abitative migliori. È il mercato. Le persone se ne vanno, perché i servizi non ci sono». Sul centro storico Andrea Belli vede come ottimo incentivo il bonus facciate, con un credito fiscale del 90%.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.