Home Nazionale Salvini: «50 mila migranti in meno nelle strutture di accoglienza». Missione Sophia: «Ha portato 43 mila migranti in Italia»
Salvini: «50 mila migranti in meno nelle strutture di accoglienza». Missione Sophia: «Ha portato 43 mila migranti in Italia»

Salvini: «50 mila migranti in meno nelle strutture di accoglienza». Missione Sophia: «Ha portato 43 mila migranti in Italia»

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Roma – A tutto tondo il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, nell’odierna conferenza stampa al Viminale. Dalla questione migratoria, alla missione Sophia, alla guerra contro le mafie “italiane” e “straniere” ai terroristi italiani all’estero. Un primo bilancio di questo 2018, seppur non intero, visto le elezioni a marzo scorso, che ha fornito, secondo Salvini, i fatto per tracciare un segno “più” sull’operato del suo ministero. Ed ecco, quindi, arrivare il numero più importante sul cavallo di battaglia leghista: la protezione dei confini nazionali e la regolazione dei flussi in ingresso. «Dopo tanti anni, i dati aggiornati ad oggi, ci dicono che sono più le espulsioni  rispetto agli arrivi. Fino all’anno scorso era l’esatto contrario», esordisce Salvini. E, quindi, i numeri:  «155 sbarchi, 221  rimpatri a cui si possono aggiungere 368 respingimenti alla frontiera, per un totale di 600. Abbiamo iniziato con il piede giusto», afferma, prima di snocciolare l’altro dato: «Le presenze dei richiedenti asilo, cioè il numero degli ospiti nelle strutture, ovviamente a pagamento dei cittadini italiani, sono 50 mila in meno. Dal 1 gennaio 2018 al 1 gennaio 2019, infatti, si passa da 183 mila richiedenti asilo ospitati in sprar, centri di accoglienza, ed altri, a 133 mila. Moltiplicate 50 mila presenze in meno  per 30 euro al giorno e determinare il risparmio quotidiano che abbiamo conseguito». Ad aumentare, invece, sono i dinieghi alla domande di asilo: «Siamo passati dal 57% dei dinieghi al 78%, a maggior tutela e protezione di chi scappa veramente dalla guerra e non merita di essere confuso con chi la guerra ce la porta in Italia».

Dai flussi migratori alla missione Sophia il passo è breve. «Da sei mesi chiediamo il cambio delle regole di questa missione sottoscritta nel 2015 contro l’interesse nazionale italiano – dice Salvini –  non si capisce  in cambio di cosa, visto che prevede di far sbarcare solo in Italia tutti i migranti soccorsi e raccolti in mare.  Dal primo giorno in cui sono arrivato al ministero, mi sono chiesto perché una missione internazionale dovesse avere come unico porto di approdo l’ Italia.  Per sei mesi abbiamo chiesto di cambiare le regole della missione Sophia. L’Europa ci ha detto di no. Se adesso qualcuno, pensando di fare un danno all’Italia, e agli italiani si sfila dalla missione, per noi non è un problema. I numeri – dice Salvini preparando l’affondo – ci dicono che i migranti portati in Italia dalla missione Sophia da luglio 2015 al 31 dicembre 2018 sono stati 43.327. Il cento per cento degli immigrati soccorsi. Qual è l’interesse nazionale dell’Italia a pagare una missione internazionale che la vede come unico porto di sbarco per chiunque, dovunque sia soccorso? Se qualcuno ritiene di fare venir meno questa missione, ce ne faremo una ragione, ci sembra cosa buona  e giusta. Noi con un  supplemento di buona volontà, lo  scorso dicembre abbiamo prorogato questa missione che è a vantaggio di tanti e a svantaggio di uno», dice ancora Salvini, lanciando una stoccata a chi, tra alcuni sindaci, in questi giorni ha pensato di dichiarare “l’apertura alle Ong del porto del Comune che amministra”, come De Magistris, contrariamente all’indirizzo espresso dal Ministero dell’Interno. «A sinistra qualcuno deve andare a ripetizione – punzecchia il Ministro dell’Interno – L’autorizzazione al porto di  sbarco viene data dal Ministero dell’Interno. Quando una ong qualunque chiede quale porto di sbarco sia disponibile in Italia, la risposta è “nessuno” – rimarca Salvini -. Continueremo a fare così – avverte -. Speriamo che anche gli altri governi facciano lo stesso. Mi risulta che il governo socialista spagnolo dopo mesi di accoglienza entusiasta, ora stia adottando esattamente la nostra linea, mentre la Francia non ha mai fatto nulla di diverso.  Se l’intera Unione  Europea si renderà indisponibile ad agevolare il traffico di esseri umani, forse sarà la volta buona che salveremo vite, invece di condannare a morte questi poveretti, che, ci dicono i servizi, vengono messi a bordo di gommoni sistematicamente programmati per durare poco, e mettere così sotto ricatto l’Unione Europea. Delinquenti, assassini deportatori a pagamento, sono coloro che mettono su barconi e gommoni, che già partono in avaria, uomini, donne e bambini,  giocando con vite umane». Salvini conferma, poi, la linea di «smantellare i mega centri di accoglienza e ricollocare gli ospiti in quelli più piccoli,  più controllabili, più  trasparenti. Così abbiamo fatto in Veneto – dice -, a Castelnuovo, così faremo al Cara di Mineo». Nessuna chance nemmeno per “baraccopoli e tendopoli, molte sorte pure in pieno centro cittadino”. Salvini avverte: «Penso a Reggio Calabria, a Foggia. Mi auguro che con buon senso e misura nei prossimi mesi, non anni, saranno smantellate»· E ancora: «L’accoglienza sarà fondata su piccoli centri, le spese saranno rendicontate in modo trasparente». Si sofferma poi su Castelnuovo: «Tutti quelli che avevano una diritto, lo manterranno.  Saranno accolti nelle strutture del Lazio che avranno posti disponibili, visto che i numeri stanno diminuendo» Salvini cita poi le operazioni antimafia: «Ringrazio, sempre sul fronte della sicurezza, le forze dell’ordine che sono intervenute in Val d’Aosta, insieme alla magistratura, in un’ inchiesta che lega a nome dell’andrangheta questa regione alla Calabria. Ringrazio anche gli agenti per l’operazione a Firenze che ha assicurato alla giustizia 26 spacciatori. Altre operazioni antimafia sono incorso in queste ore in diverse regioni italiane. Sono, quindi, settimane assolutamente positive sul fronte della lotta alle mafie italiane e straniere». In tema di giustizia Salvini annuncia: «Verificheremo la disponibilità al dialogo del governo e delle autorità francesi. Abbiamo quasi ultimato l’elenco dei terroristi condannati all’ergastolo che da decenni vivono tranquillamente  in Francia, in capo ad alcuni dei quali ci sono già richieste di estradizione, in alcuni casi datate da più di 20 anni. Vedremo di verificare la buona volontà delle autorità francesi per riammettere in Italia chi deve  scontare la pena dell’ergastolo». Salvini dichiara di rendere noto a breve l’elenco con «nomi e cognomi dei soggetti  di cui chiederemo il ritorno nelle patrie galere». Tornano sul tema caldo dell’immigrazione, si apre il capitolo “trafficanti di essere umani”. «Mi risulta – dice Salvini – che gli arresti siano molti, ma il  problema è che molti di questi arresti non vengono confermati. Si tratta di cittadini dell’est Europa,  ucraini, russi, turchi e di altri paesi nord africani.  Qualche procura sta indagando anche sui collegamenti, contatti, anche telefonici tra i trafficanti e alcune persone a bordo di navi Ong. Ma questo campo riguarderà l’autorità giudiziaria  e non il Ministro dell’Interno». A marzo Salvini tornerà in Africa, dove ci sarebbero accordi in procinto di essere siglati per i rimpatri. «Alcuni sono in fase avanzata – spiega Salvini – ma la diplomazia mi impone di tacere finché non sarà tutto concluso. I maggiori problemi li abbiamo con  i paesi asiatici, Pakistan, Bangladesh, con cui peraltro ci sono iniziative economiche e commerciali. I paesi che non collaboreranno resteranno fuori dal decreto flussi, riguardante i migranti che hanno un contratto di lavoro a tempo determinato o gli stagionali. Apro le porte a chi viene regolarmente per lavorare, ma non a chi non collabora per i rimpatri. Sul decreto flussi non abbiamo toccato una unità. È rimasto tutto come era», conclude il Ministro dell’Interno.

 

Tiziana Mancinelli

info@quintaepoca.it

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.