San Faustino, allarme sicurezza, cittadini inferociti: “Ronde e militari in strada? Magari!”.
Viterbo – La politica da una parte, la vita reale dall’altra. Non tutta la politica. Ma una buona parte. Quella che teorizza, filosofeggia, si culla dentro scenari esasperatamente ideologici e utopistici. E nel farlo, aumenta sempre di più la distanza con quella vita reale che invece si attenderebbe risposte di tutt’altro genere, quelle che potrebbero migliorare la quotidianità del cittadino comune, tanto semplici, a volte, da apparire addirittura banali, e tuttavia fuori dalla portata di quella politica che cammina sulle nuvole, anziché sulla strada. Quella strada dove imperversa il degrado. Come l’area del Sacrario – San Faustino, quartieri centralissimi della città, con la faccia dell’abbandono delle peggiori periferie. A pochi metri dal Corso gente che si prende a bottigliate, che urina indifferente sui muri delle case. Liti violente spesso tra etnie diverse in un quartiere ghetto nel cuore della città, popolato per la gran parte da stranieri. L’area dove insiste il principale parcheggio a servizio del centro storico che dopo una certa ora nessuno usa più, soprattutto le donne, per paura di fare brutti incontri, di quelli che potrebbero segnare loro la vita per sempre in pochi minuti. Tutto questo è Viterbo: Sacrario, San Faustino, via Cairoli. Qui il degrado ha iniziato ad affacciarsi già parecchi anni fa e come una piaga puzzolente e infetta, pian piano si è diffuso in tutta l’area. Senza più pudore. La gente oramai si accoltella in pieno giorno, come è accaduto lunedì intorno all 19,30, quando una donna di origini sudamericane avrebbe tentato di colpire il genero con un punteruolo. Un omicidio alla luce del sole, nel mese di maggio di quest’anno, in via San Luca, una strada che conduce alla zona “calda” del Sacrario, dove intorno all’una uno storico commerciante ha ricevuto delle sgabellate mortali in testa. Questo, e tanto altro: storie di degrado, inciviltà, criminalità, vandalismo oramai all’ordine dei giorni disperati e rassegnati di chi ancora resiste qui. C’è quanto basta per far dire ai pochi viterbesi che ancora abitano o lavorano qui: “Basta”. “Ci avete stancato”. “Non ne possiamo più”. E lo dicono a quella politica che disegna nuvole colorate a mille metri sopra le pozzanghere putride dove la gente normale ogni giorno rischia di affogare una volta per tutte. Una rappresentanza di cittadini, ieri, è venuta in consiglio comunale a gridarlo in faccia alla politica. La seduta si è aperta proprio con la discussione del problema sicurezza nella zona Sacrario, San Faustino e via Cairoli. Dura la Lega che già da qualche mese ha messo nero su bianco la richiesta di maggiori videocamere, più agenti di polizia municipale, una postazione mobile interforze, e associazioni di ex agenti delle forze dell’ordine per vigilare il territorio, impropriamente dette ronde. Fratelli d’Italia chiede un ‘ordinanza al sindaco contro il bivacco. Tutti, maggioranza di centrodestra e opposizione di centrosinistra concordano sulla necessità di riqualificare la zona, un po’ meno la richiesta di impiegare i militari e le ronde, che il centrosinistra guarda di cattivo occhio. Qualche consigliere ne fa una questione ideologica e la gente si altera. Sbotta e se ne va. A loro servono risposte, non teorie o enunciazioni di principio, tantomeno la propaganda di quella politica vaporosa e poco consistente lontana dalla gente. Appena lasciata la sala del consiglio comunale, i cittadini intervenuti in consiglio, si sono assiepati nel corridoio di Palazzo dei Priori piuttosto urtati contro i consiglieri. “Non esiste né destra, né centro, né sinistra, ma solo il consiglio che deve agire per il bene della città. Basta“, dice un residente. “Delle proposte che abbiamo sentito oggi possono andare bene tutte. Poi, però, il comandante dei vigili urbani dice che non ha agenti, quello della polizia non ha pattuglie. La politica fa solo propaganda”. “Alcune delle cose che sono state proposte qui oggi (ieri ndr) se integrate tra loro potrebbero dare dei risultati – dice un altro residente – . Va bene la riqualificazione, l’attenzione su immondizia, illuminazione, decoro e degrado. Ma, oramai, vista l’urgenza della situazione, occorrono anche misure immediate, che potrebbero essere maggiori controlli, un presidio fisso. Se poi, però, uno si arrocca su ideologie politiche – dice – i problemi della città rimangono, e restano sulle spalle nostre. Il problema è che esiste una differenza tra i signori amministratori che hanno dei tempi della macchina burocratica lunghi, e i cittadini che vivono in quest’area e che devono pagare spese, tasse, stipendi. Una cosa è certa: noi ci sentiamo con le spalle al muro, ci sentiamo abbandonati a noi stessi e non ci sentiamo rappresentati da nessuno di questi signori che stanno qui, perché anche chi sta ai banchi dell’opposizione e ride, fino a due anni fa era in maggioranza, e ha governato la città per cinque anni. C’è gente che sta qui da trent’anni e non ha fatto mai niente per la città. Le uniche buone iniziative si intravedono dai giovani. Necessiterebbe anche un ricambio generazionale . Questi elefanti della politica dovrebbero andare a casa. Sentire continue campagne elettorali senza parlare dei problemi e come risolverli, ci sconforta”. Gli abitanti della zona tengono a precisare che non si tratta di razzismo. “Se fossero stati italiani avremmo reagito lo stesso” – dice un’altra cittadina – “non possiamo più tollerare gente che spacca bottiglie addosso ad altra, che litiga violentemente in mezzo alla strada, che si accoltella.”. Un’altra donna da queste parti ha lo studio: “Sto spendendo una follia per il parcheggio davanti al mio ufficio. Ma ho paura ad andare a prendere la macchina al Sacrario”. I residenti raccontano di: “schiamazzi notturni, pipì ovunque, liti violente che finiscono spesso con qualche ferito”. “La gente non viene più al centro, hanno paura”, dicono abitanti e commercianti: “le strade sono sporche. È vero, è importante la riqualificazione, ma la situazione per come è degenerata, richiede in questo momento di agire subito con misure immediate, come i controlli“. E in riferimento a questo, rispetto alla possibilità, come chiesto dalla Lega, di fare ronde e chiedere l’impiego dei militari per il controllo del territorio, sopperendo così alla carenza di organico della municipale, alcuni cittadini hanno solo una parola: “Magari!”. “Le ronde sarebbero utili – dicono -. A Paparano i cittadini le hanno fatte”. E sono d’accordo anche con l’impiego dei militari: “Anche a Napoli e a Roma ci sono i militari che vigilano sulla sicurezza di strade e piazze. A Viterbo, per come è ridotta oggi, ce n’è proprio bisogno”.