Home Attualità Saraconi: «A settembre potrebbero arrivare le risorse per il bando delle periferie»

Saraconi: «A settembre potrebbero arrivare le risorse per il bando delle periferie»

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Bando delle periferie: le risorse potrebbero arrivare a breve. Lo ha annunciato l’assessore all’Urbanistica del comune di Viterbo, Raffaela Saraconi, al convegno dal titolo “Dal bando alla strategia” che si è tenuto lunedì in Sala Regia con la partecipazione dei rappresentanti degli ordini professionali, delle associazioni di categoria, degli imprenditori del Poggino, area, insieme al quartiere Santa Barbara, interessata dalla progettazione. Il comune di Viterbo ha partecipato al bando sulle periferie collocandosi al 91° posto su 120 comuni.

«Presto metteremo mano al nostro programma – ha annunciato Saraconi – che è nella fase preliminare di fattibilità, perché non avevamo un progetto definitivo. Se da una parte questo ci ha penalizzato sul punteggio rispetto agli altri Comuni, oggi ci offre la possibilità di rivedere alcune cose e fare, se necessario, degli aggiustamenti».

Da qui la necessità di incontrare nuovamente tutte le categorie interessate o in qualche modo coinvolte per raccogliere spunti e suggerimenti. Accanto all’assessore Saraconi, seduti al tavolo della sala del consiglio comunale, il rettore dell’Università degli Studi della Tuscia, Alessandro Ruggieri e l’architetto Mariano Mari responsabile del programma. Il convengo è stato anche sollecitato da un’accelerazione che, secondo Saraconi, avrebbe preso l’iter dell’erogazione dei fondi.

«Credo che a settembre avremo delle novità – ha proseguito Saraconi – Le due tranche di 800 mila euro della delibera Cipe, destinate a finanziare i restanti progetti in graduatoria, sono state inviate alla Corte dei Conti. Una è già stata licenziata, a breve, dovrebbe esserlo anche la seconda, stando a quanto detto dal sottosegretario, Maria Elena Boschi, il 7 giugno a Bergamo, durante la presentazione di tutti i progetti. Dobbiamo, quindi, prepararci, perché a breve dovrebbe toccare a noi. Il progetto è di grande rilevanza strategica per la città. Il governo richiede un’elevata qualità urbana e un percorso partecipato con cittadini e altri portatori di interesse. Richiesta anche una visione che noi abbiamo formulato con riferimento all’area produttiva del Poggino e il quartiere Santa Barbara». Intanto il consiglio comunale ha approvato la variante per realizzare il raddoppio della Cassia dal Poggino alla ex fiera.

L’assessore è tornata, quindi, a elencare velocemente gli interventi previsti e più volte presentati in precedenti incontri, tutti legati a temi legati all’innovazione. «La nostra progettazione cambierà il paradigma dell’intera città – ha detto ancora  Saraconi – portando un innalzamento totale della qualità urbana e della coesione sociale. Pensiamo, inoltre, all’effetto moltiplicatore delle risorse che entreranno in gioco».

Ora, però, c’è da prepararsi a correre, perché se le previsioni dell’assessore si riveleranno giuste, a settembre potrebbe essere erogato il finanziamento e firmata la convenzione, dopodiché dovranno essere realizzati i progetti entro 6o giorni. «Sono previsti anche momenti di confronto con le altre città – ha continuato Saraconi –  occasione in cui Viterbo dovrà dimostrarsi al passo con gli altri. Ci saranno importazione ed esportazione di buone pratiche. Il primo progetto finanziato è una riqualificazione urbana, una delle cose più importanti della nostra città che potrà finalmente dare il via alla propria agenda urbana. Utilizzeremo strumenti più snelli del Piano regolatore, tesi a mettere in campo tutto quello che c’è, fermo da una vita, facendo una sintesi per una strategia e un’azione di sviluppo».

Sulle modalità con cui verrà realizzata l’imponente progettazione, l’assessore Saraconi ha annunciato: «Faremo molti affidamenti esterni perché gli uffici del Comune non sono attrezzati per un lavoro del genere». Il tempo a disposizione per la definizione dei progetti è di «60 giorni – ha spiegato ancora l’assessore – ma in realtà saranno di più perché passerà un po’ di tempo dal ritorno della convenzione firmata dal sindaco dalla Corte dei Conti vistata. Appena verremo a conoscenza delle città finanziate partiremo con gli affidamenti per guadagnare tempo. Questa è una grande opportunità per Viterbo, per diventare protagonista secondo una logica green e di migliore qualità urbana, anche nell’ottica di favorire un aumento della popolazione».

Uno dei fulcri della progettazione riferita al bando delle periferie sarà la presenza di un centro di ricerca che porta in campo l’Università della Tuscia. «Come capacità di attrattiva – ha detto il rettore Alessandro Ruggieri – l’ateneo ha raggiunto il massimo. Con i numeri che abbiamo, non possiamo fare di più. Ci servirebbe un’ulteriore spinta con la didattica e la ricerca, quest’ultima, soprattutto, può contare sulla presenza di alcune nostre realtà  ben lanciate in settori, anche non tradizionali, rispetto a quelli per cui l’Università è conosciuta, come ad esempio la facoltà di Ingegneria, prima in Italia proprio come qualità della ricerca, che lavora soprattutto nel campo meccanico e dell’energia. Credo che ci possano essere moltissime possibilità di collaborazione, se riuscissimo a trasferire questa ricerca sul territorio, creando un circolo virtuoso tra Università e imprese». Un binomio che il rettore considera fondamentale al fine anche di: «Cercare di far restare i nostri studenti laureati a lavorare nella Tuscia. Significherebbe anche un trasferimento di competenza, tecnologia, una famiglia in più che resta ed è impiegata nella città. L’idea di insediare un punto di ricerca al Poggino, la considero ambiziosa e valida. Si potrebbe creare un polo che ruoti intorno a Ingegneria e che potrà mettere a disposizione del tessuto imprenditoriale attrezzature e competenza». Fondamentale per il prof. Ruggiero, puntare molto sullo sviluppo dei servizi della città, nota dolente che incide sull’attrattività anche da parte degli studenti, determinando un peso differente nella valutazione delle alternative. «È necessario fare di più per la logistica  e i servizi – ha spiegato – in particolare la residenzialità. Avere cento studenti in più al centro, è importante per la sua rivitalizzazione.».

L’architetto Mari ha illustrato le linee guida della progettazione effettuata: «L’ipotesi di partenza – ha detto – è un riasetto generale della città». Secondo l’analisi di contesto effettuata su tutta la città, divisa in quattro quadranti, il tecnico ha affermato: «C’è ancora un terzo dei servizi e il 50% di verde da realizzare». Riguardo a quest’ultimo Mari ha spiegato: «Dovremmo incunearlo all’interno della città, attraverso corridoi verdi di penetrazione» L’architetto ha fatto una rapida carrellata sugli interventi previsti tra Poggino e Santa Barbara tra cui: il prolungamento dell’asse viaria del Poggino, il centro ricerche, l’asilo nido, la corsia ciclo pedonale verso Santa Barbara e un percorso salute benessere nell’area sportiva, collegamenti green, la parte dedicata al riciclo, la nuova sede di Francigena, una piscina.

 

Tiziana Mancinelli

 

 

 

 

 

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.