Solinas a Viterbo: “Spero di esserci il 3 settembre. Con il sindaco abbiamo parlato della rete delle macchine a spalla”.
Viterbo – Spera di esserci il 3 settembre per la macchina di santa Rosa. Christian Solinas, ieri nella Tuscia per riannodare i fili con i figli della Sardegna sparsi un po’ in tutta Italia, sottolinea il legame, forse più emblematico, tra la provincia viterbese e la sua isola: la rete delle macchine a spalla. Il neo presidente della regione Sardegna confessa che è stato uno degli argomenti al centro del suo incontro con il sindaco Giovanni Arena nella Sala Rossa, dove è arrivato ieri accompagnato dal senatore della Lega, Umberto Fusco e dal candidato sindaco della Lega a Tarquinia, Alessandro Giulivi. Solinas è venuto a Viterbo per incontrare la comunità sarda, la più grande d’Italia. L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione Sardegna in Tuscia presieduta da Antonio Manca. Il governatore della Sardegna ha visitato anche Tarquinia e Civita di Bagnoregio. La rete delle macchine a spalla ha unito quella di santa Rosa, i Gigli di Nola e i Candelieri di Sassari sotto la comune effige del riconoscimento Unesco quale patrimonio immateriale dell’Umanità. Tre territori che si incontrano nel punto più profondo delle loro radici. Così come gli etruschi e i sardi legati da rapporti di natura commerciale e culturale risalenti a tremila anni fa. “Forse proprio questa consuetudine di rapporti – dice Solinas all’incontro presso l’oratorio di don Pino con la comunità sarda – ha favorito negli ultimi 100 anni un’integrazione così forte tra le nostre popolazioni. Questo rapporto va ricondotto dentro un quadro istituzionale che possa gettare le condizioni per sviluppare progetti di interscambio culturale e delle produzioni. Venendo qui – dice ai sardi presenti – mi sono reso conto del livello di integrazione che avete raggiunto con il territorio: voi siete i migliori ambasciatori nel mondo per raccontare cosa sia veramente la Sardegna“. Il programma di Solinas alla guida della regione vuole “rimettere al centro i grandi valori e le grandi potenzialità dell’isola rimaste inespresse da troppo tempo. Anche qui ho potuto vedere il patrimonio di cultura, di tradizioni, del saper fare che ci rende unici nel mondo. La globalizzazione pone sfide nuove, la nostra risposta non può essere quella di competere come i cinesi, i tedeschi, la grande industria. La nostra forza è la cultura e la tradizione che ci rende unici e irripetibili“. Nel programma di Solinas per la Sardegna campeggia una parola: “Libertà”. “Voglio restituire ai sardi la libertà di scegliere se restare sull’isola o emigrare – prosegue – Quando lo abbiamo fatto ci siamo distinti, ci siamo fatti apprezzare, abbiamo creato imprese e lavoro. Io vorrei restituire ai sardi l’opportunità di scegliere se andare via o rimanere. Prima questa opportunità non c’era. L’isola che immagino io non lascia indietro nessuno e si apre al confronto con il mondo. Siete riusciti a inserirvi, a dimostrare che la collaborazione tra popoli genera economia positiva. La grande sfida domani è quella di costruire un paese che sappia valorizzare le diversità, le peculiarità, mettere insieme popoli diversi per culture. Questo è il primo di una serie di incontri per riallacciare un rapporto con i figli, i fratelli, le sorelle che se ne sono andati via dall’isola”.





