Taglio del nastro per il distretto Etruria meridionale presso la ex pensilina del Sacrario
Territori diversi, appartenenti a distinte regioni, che si sono riuniti sotto un unico tema: gli Etruschi.\r\n\r\nÈ nato così il distretto dell’Etruria meridionale, del quale fanno parte circa 300 comuni divisi tra Lazio Umbria e Toscana.\r\n\r\nLa potenzialità del distretto è tutta racchiusa nel “brand” degli etruschi che permette di promuovere e valorizzare le tipicità e le eccellenze di diversi territori sfruttando la forza di un tema così interessante e attrattivo come quello dell’antico popolo.\r\n\r\nOggi, 23 settembre, l’inaugurazione della prima sede operativa nell’ex pensilina di piazza Martiri d’Ungheria a Viterbo.\r\n\r\nIl taglio del nastro da parte del sindaco Leonardo Michelini e dalla sua vice, Luisa Ciambella, è avvenuto con la partecipazione di Dorina Bianchi, sottosegretario Mibact.\r\n\r\nAll’interno dell’ Urban Centre del Comune di Viterbo, numerose brochure recanti il volto sorridente della “principessa Ati”, testimonial della campagna promozionale del distretto, elencano sinteticamente i vantaggi legata a questa particolare rete interterritoriale di soggetti pubblici e imprese private: “semplificazione amministrativa con la zona a burocrazia zero, finanziamenti a tassazione agevolata e sgravi fiscali per favorire le aziende del territorio, la tutela giuridica per le imprese aderenti e relazioni più vantaggiose con le pubbliche amministrazioni”.\r\n\r\n“Si sono messi insieme territori diversi appartenenti a tre distinte regioni – ha detto la vice sindaco, Luisa Ciambella – il distretto parte dal basso grazie a una rete di imprese che ci hanno permesso di distribuire il marchio degli Etruschi in questi territori e quindi di proporre una determinata offerta turistica. Si tratta di una legge relativamente nuova – prosegue – prima destinata solo alle zone depresse del sud, ma con la crisi è stato inserito anche il centro nord”.\r\n\r\nNel distretto Etruria Meridionale sono entrati tutti i comuni della provincia di Viterbo, diciotto comuni di Roma, diciotto dell’Umbria e circa 130 della Toscana.\r\n\r\n“Essere riusciti a superare il campanilismo si è rivelata la carta vincente per il successo di questa iniziativa – ha commentato il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini – abbiamo dato la stessa dignità a tutti i campanili, e abbiamo visto che fare sistema è più semplice di quanto si pensi, basta mettersi tutti sullo stesso livello. Noi ci siamo riusciti e così ora possiamo offrire un paniere unico che contiene il meglio della diversità di ciascuno, un ventaglio di eccellenze dei diversi territori, rappresentati da questa rete di soggetti imprenditoriali e istituzioni pubbliche.\r\n\r\n“Il Turismo non faceva parte del Ministero dei Beni Culturali – ha detto il sottosegretario Mibact – Dorina Bianchi – ma Franceschini lo ha fortemente voluto all’interno di esso, poiché affiancare i nostri beni culturali al turismo è una formula ottima per fare sistema e dare una risorsa reale, oggi molto ricercata dai giovani, sono, infatti, moltissimi a lavorare in questo settore. Voi rappresentate una concretizzazione della sfida che il Ministero si è posto – ha continuato Bianchi rivolta agli amministratori locali – ora vi siete dati anche una sede operativa e noi vi seguiremo. Siete stati virtuosi. Siete il primo distretto che è riuscito a mettere insieme regioni differenti. Si tratta di un territorio molto ricco. Roma è splendida, ma è piena di turisti che dobbiamo decongestionare verso le aree periferiche. Sono convinta che vedere la capitale va bene, ma se si vuole vivere l’Italia bisogna farlo in periferia, dove ci sono cose meravigliose. Consideriamo questo distretto come un bambino da seguire e far crescere”.\r\n\r\nNella promozione dei vari territori il distretto Etruria valorizza il prodotto locale e l’offerta turistica seguendo le “vie dell’acqua”, “le vie del vino e le vie del sale, “le vie dell’olio e del grano”, “le vie dei boschi”.\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli\r\n\r\n \r\n\r\n(Guarda il video)