Teatro Unione: riapertura il 13 giugno con Nicola Zingaretti e Jeffery Deaver. La soddisfazione di Enrico Panunzi
Inaugurato nel 1855 e chiuso dal 2011 per un’approfondita riqualificazione: per il Teatro dell’Unione il sipario, finalmente, torna ad alzarsi. I lavori sono terminati e il 13 giugno il comune di Viterbo ha annunciato l’inaugurazione ufficiale. Gli interventi si sono articolati in tre lotti: il primo per il rifacimento di facciata e tetto, il secondo per impianti di riscaldamento e condizionamento, impianti di sicurezza, rifacimento completo della platea e messa in sicurezza del sottopavimento del teatro, il terzo terzo lotto è intervenuto su palco, bagni, palchetti, grimagliera, bagni, palchetti.
«Dopo più di sei anni riapre finalmente il Teatro dell’Unione, con una cerimonia a cui parteciperà anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti – annuncia Enrico Panunzi, consigliere regionale Pd e Presidente Sesta Commissione consiliare Regione Lazio-. Grande è stato l’impegno profuso dall’amministrazione regionale e mio personale per reperire i fondi necessari alla riapertura: ricordo solo la determina del 25 febbraio 2015 che stanziava per l’Unione 1 milione e 263mila euro (soldi che peraltro erano andati in perenzione). Ora arriva questa bella notizia, dopo sei anni in cui ci sono stati lavori di adeguamento e messa a norma degli impianti elettrici, tecnologici e antincendio, rifacimento del palcoscenico e restauro della gran parte degli elementi architettonici. La soddisfazione è davvero grande, perché si riconsegna alla città un bene che fa parte quasi del corredo genetico di tutti i viterbesi, a cui ogni cittadino è affezionato: la riapertura di un luogo di cultura come questo, poi, ha anche un valore altamente simbolico e dimostra come la Regione punti fortemente su questo settore. Tra l’altro il primo ospite che calcherà la scena è di tutto rispetto: lo scrittore statunitense Jeffery Deaver, noto in tutto il mondo per i suoi thriller.
L’auspicio – conclude Panunzi – è che, dopo la riapertura, l’Unione torni ai livelli che merita il pubblico viterbese, grazie ad una gestione strutturata che sappia portare a Viterbo il meglio dell’arte italiana e internazionale».