Home Cronaca Tiangong finisce nel Pacifico. Nessun impatto sul suolo italiano della stazione spaziale cinese
Tiangong finisce nel Pacifico. Nessun impatto sul suolo italiano della stazione spaziale cinese

Tiangong finisce nel Pacifico. Nessun impatto sul suolo italiano della stazione spaziale cinese

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Roma – È atterrata alle 2.16 di stamattina la stazione spaziale cinese Tiangong, o, meglio, ciò che ne resta. I detriti prodotti dalla frantumazione con l’impatto con l’atmosfera celeste sono finiti nell’Oceano Pacifico. Già da ieri notte le probabilità di un interessamento dell’Italia dalla pioggia di frammenti si erano ridotte quasi  allo zero.

Dopo gli ultimi aggiornamenti dell’agenzia spaziale italiana, la Protezione Civile ha potuto escludere che uno o più frammenti abbiano impattato sul territorio italiano. Le attività del tavolo tecnico riunito per controllare l’evoluzione della vicenda sono state, quindi, dichiarate concluse. L’Italia si era preparata all’eventualità di un impatto, mettendo in campo, oltre alla Protezione Civile, il personale dell’ufficio Spazio dello Stato maggiore della Difesa, del comando operativo di Vertice Interforze e dello Stato maggiore dell’Aeronautica militare, anche “una qualificata e fondamentale partecipazione delle Forze Armate“. Lo specifica la Difesa in una nota:  “Le Forze Armate, oltre alle proprie unità pronte ad intervenire in caso di emergenza, hanno infatti reso disponibili capacità e professionalità uniche nel panorama nazionale. L’assetto primario impiegato è stato il centro di comando e controllo Space Surveillance and Tracking, struttura inter-ministeriale e inter-agenzia gestita dall’Aeronautica  presso la base di Pratica di Mare, che ha avuto il compito di attivare una serie di sensori, ottici e radar, della Difesa, dell’Agenzia spaziale Italiana e dell’Istituto di Astrofisica per seguire le traiettorie di avvicinamento all’atmosfera terrestre della stazione spaziale e poter stabilire, dall’analisi dei dati rilevati, il possibile punto di impatto con la superficie terrestre con ben 36 ore di anticipo. All’interno del centro di Comando e controllo era presente anche personale dell’Agenzia spaziale italiana, referente nazionale per i dati forniti da ben 12 agenzie spaziali di altri Paesi, e dell’Istituto azionale di astrofisica, che hanno condiviso anche i rilevamenti effettuati dai propri telescopi, capaci di rilevare l’ingresso in atmosfera di oggetti ad altissima velocità. Ma le Forze Armate – aggiunge la Difesa – si sono rivelate di fondamentale importanza anche perché hanno reso disponibile il Multi Frequency Doppler Radar, sito presso il poligono interforze di Salto di Quirra, in Sardegna, unico assetto radar nazionale in grado di seguire le orbite di oggetti spaziali che sorvolino il nostro Paese, in qualunque condizione meteorologica, di giorno e di notte.

In aggiunta, è stato utilizzato anche il Bistatic Radar for LEO Survey (radar bistatico con trasmettitore posizionato sempre presso il poligono interforze di Salto di Quirra e ricevitore, gestito dall’Istituto Nazionale di Astrofisica, ubicato a Medicina), che ha svolto una funzione di sorveglianza delle orbite allo scopo di individuare il passaggio della Tiangong-1 sopra la nostra penisola“.

 

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.